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Tre persone disabili rimangono a terra sulla pista dell'aeroporto di Fiumicino

Arrivavano da Torino e dovevano tornare a Lamezia Terme: il comandante si è rifiutato di farli salire perché erano in ritardo e l'imbarco era chiuso. Coppedè (Fish): "Rivendichiamo il nostro diritto di viaggiare con l'aereo"

1 ottobre 2012

ROMA - Sono stati trasferiti sulla pista nei pressi dell'aeromobile in partenza per Lamezia, dopo essere scesi dall'aereo che li aveva trasportati dallo scalo di Torino Caselle a quello romano di Fiumicino. Hanno atteso circa un quarto d'ora per essere imbarcati all'interno del velivolo che li avrebbe riportati in Calabria ma la loro attesa è stata vana. Il portellone dell'aereo non si è mai aperto, il comandante si è rifiutato di farli salire perché ormai l'imbarco era chiuso ed il volo ufficialmente già partito. Questa la disavventura che ha visto protagonisti tre disabili calabresi che, domenica pomeriggio, sono partiti da Torino per tornare nella loro regione. I tre malcapitati facevano parte di un gruppo di oltre quaranta persone, tutte esponenti del mondo dell'associazionismo e del Terzo settore calabrese. In pratica tutti esperti ed operatori del mondo del sociale che avevano partecipato al seminario "Con il Sud condividiamo", svoltosi nel fine settimana nella città della Mole ed organizzato dalla Fondazione con il Sud. Il gruppo ha preso parte all'iniziativa in quanto coinvolto nel progetto Fqts 2012, il percorso formativo per i quadri dirigenti del Terzo settore che vede attivi in Calabria tre laboratori ( ricerca-azione, progettazione partecipata e comunicazione sociale) ed impegnati decine di corsisti, insieme allo staff di pilotaggio e alla coordinatrice regionale Nunzia Coppedè.

L'aereo con i calabresi a bordo proveniente da Torino è atterrato sulle piste del "Leonardo da Vinci" con un ritardo di circa mezz'ora, un lasso di tempo sufficiente per non far aspettare chi era alla guida del volo con destinazione Lamezia Terme. Infatti i componenti del gruppo hanno appreso dagli operatori Alitalia del banco transiti, all'interno dell'aerostazione di Fiumicino, di aver perso la coincidenza per l'aeroporto lametino. Invano i passeggeri rimasti a piedi hanno fatto notare al personale della compagnia di bandiera che il ritardo non era stato dovuto ad una negligenza del gruppo. Inoltre, agli operatori Alitalia, è stato rimarcato più volte che nella comitiva c'erano anche due persone ipovedenti e tre disabili in carrozzina: in pratica cinque imbarchi prioritari segnalati per tempo agli scali aeroportuali di Torino e Roma. Le lamentele e le proteste del gruppo dei calabresi non sono servite: non sono stati imbarcati i disabili condotti direttamente sulla pista dagli operatori dell'assistenza, così come non hanno potuto volare neanche gli altri componenti del gruppo che avevano pagato il biglietto ed avevano già il posto assegnato sull'aereo diretto a Lamezia, ancora fermo sulla pista. Il rientro delle oltre quaranta persone esponenti del mondo sociale calabrese, è stato scaglionato dagli addetti Alitalia su diversi voli diretti a Reggio Calabria, Crotone e Lamezia. Tutte tratte partite in tarda serata e con ‘puntuale' ritardo. Il gruppo di calabresi ha denunciato la vicenda con un esposto depositato all'ufficio della polizia di frontiera di Fiumicino. Nunzia Coppedè, presidente calabrese della Fish, così ha commentato la disavventura vissuta dal gruppo ed in particolare dalle tre persone disabili all'aeroporto romano: "La persona con disabilità sale sull'aereo prima degli altri passeggeri o alla fine, cioè quando tutti i passeggeri hanno preso posto, mentre scende dall'aereo dopo che gli altri passeggeri sono scesi, lascia la sua carrozzina prima di salire e dentro l'aereo entra con un seggiolino piccolissimo che passa al centro tra i sedili, la carrozzina viene messa nella stiva dell'aereo. Capita spessissimo che le carrozzine di proprietà del disabile arrivano rotte o non arrivano. Noi, persone con disabilità - ha ribadito Coppedè - sappiamo i rischi che corriamo in ogni viaggio, ma rivendichiamo il nostro diritto di viaggiare con l'aereo e chiediamo che siano rispettate le norme europee e internazionali". (Maria Scaramuzzino)

(3 ottobre 2012)

di d.marsicano

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