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Il mondo sospeso dal virus raccontato dalla Cooperativa Sociale Matrioska di Roma

Il progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie” giunto alla sua IV edizione – con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura – si è avventurato per oltre un anno nella favola della bella addormentata del bosco, metafora della pandemia e dell’attesa del bacio del Principe Vaccino. Un Convegno e un Concerto in diretta streaming, a conclusione del percorso tra Italia e Bielorussia

25 marzo 2021

Sabato 27 marzo 2021 – in occasione della Giornata Mondiale del Teatro - in collegamento streaming dalla Bielorussia e dall’Italia, si potrà partecipare al Convegno Internazionale “Attraverso lo specchio - percorsi e testimonianze dal mondo sospeso: creatività ed espressività per l’inclusione dopo il virus”.
 
Si tratta dell’azione conclusiva del progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie – IV edizione” (che è stato realizzato dal 1 gennaio 2020 al 31 marzo 2021) - promosso dalla Cooperativa Sociale Integrata “Matrioska”, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero della Cultura
 
Il percorso progettuale si è avvalso della collaborazione di:
Ambasciata d’Italia a Minsk
Internato di Begoml (Bielorussia)
Roma Capitale – Gabinetto della Sindaca – Ufficio del Delegato della Sindaca all’Accessibilità Universale
ADV Mondo In Cammino – Carmagnola (TO)
Ce.R.I.P.A. Centro Ricerche e Interventi in Psicologia Applicata onlus – Latina
UICI Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus APS – Consiglio Regionale del Lazio
Cooperativa Sociale Integrata TANDEM – Roma
 
In particolare, il Convegno Internazionale costituisce l’occasione per fare il punto della situazione dopo un anno di pandemia: per raccontare come è stata ed è vissuta negli Internati bielorussi per persone con disabilità e di come l’arte e il teatro possano aiutare a superare la paura del virus e a ridare speranza per il futuro.
La Cooperativa Sociale Integrata “Matrioska” ha concluso la prima parte di un film ispirato alla favola "La bella addormentata nel bosco" - come metafora del "mondo sospeso" che viviamo attualmente.
In Italia, i giovani bielorussi della Cooperativa Matrioska – anche loro ex ospiti dell’Internato di Begoml, da bambini - hanno realizzato interviste a persone che hanno vissuto momenti drammatici per il Covid e hanno creato anche momenti poetici di racconto.
Diversi Internati bielorussi stanno preparando delle performance sulla favola. L’obiettivo era realizzare un Festival teatrale on-line, ma per ora solo due Internati sono riusciti a produrre un video delle prove.  Con tutti gli Internati l'appuntamento sarà entro il 2021 per il nuovo Festival, che giunge alla VI edizione.
Durante il Convegno verranno mandati in onda brani in anteprima del film, oltre a video sugli Internati e sulle prove teatrali.


locandina del convegno percorsi e testimonianze dal mondo sospeso, creativita ed espressivita per l'inclusione dopo il virus  
Tra gli altri al Convegno parteciperanno:
S.E. Dott. Mario Baldi – Ambasciatore d’Italia in Bielorussia
Dott. Giovanni Sansone – Etnologo, regista, direttore artistico progetto
Dott.ssa Stefania Bertiè – Psicoterapeuta Ceripa Onlus
Dott. Valeri Mikalovski – Direttore Internato per bambini oligofrenici di Begoml
 
Al termine del Convegno – che inizierà alle ore 10.00 - in diretta streaming
dal Teatro San Gaspare di Roma e in collegamento con gli Internati “speciali” della Bielorussia – si potrà assistere al Concerto del gruppo musicale EASYPOP.

Nella Giornata Mondiale del Teatro, in un momento in cui i teatri restano chiusi in tutto il mondo, è un’azione significativa la diretta che verrà realizzata dalla Cooperativa Sociale Integrata “Matrioska”, che offrirà gratuitamente un Concerto di musica italiana dagli anni 60 ad oggi con un gruppo musicale, gli EASYPOP, che da qualche anno si sono contraddistinti per il proprio impegno umanitario e di solidarietà nei territori dell’Ucraina e della Bielorussia.
In particolare, nel mese di Dicembre 2019 – nell’ambito dello stesso progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie” – il gruppo EASYPOP ha percorso centinaia di chilometri in Bielorussia (con la Cooperativa Sociale Integrata “Matrioska”, l’Associazione Volontari “Il Cavallo Bianco” e l’Organizzazione di volontariato “Mondo In Cammino”) per raggiungere numerosi Internati “speciali” per Concerti indimenticabili e mai realizzati in strutture psichiatriche a lunga degenza, dove gli ospiti non possono uscire mai.
I Direttori degli Internati bielorussi hanno assicurato che organizzeranno proiezioni in diretta del Concerto e proveranno a interagire in chat, per mandare i commenti dei bambini e degli adulti ospiti dei propri Istituti e per richiedere canzoni.
In tal senso, il Festival teatrale che la Cooperativa Matrioska promuove da diversi anni nella palestra dell’Internato di Begoml (trasformata anno dopo anno in un piccolo teatro attrezzato con luci, amplificazione, impianto di proiezione video, arredi) - con la partecipazione, per tre giorni di grande festa, di oltre 300 bambini e adulti provenienti da Internati “speciali”, Manicomi e Centri correzionali di tutta la Bielorussia – non muore nell’impossibilità degli abbracci, dei baci e degli incontri bloccati dalla pandemia, ma si rinnova la promessa di nuovi giorni di amicizia, solidarietà e impegno sociale e civile con e per le persone con disabilità intellettive, psichiatriche e fisiche in Italia e in Bielorussia.
 
Il progetto di internazionalizzazione dell’audiovisivo
L’ipotesi del percorso annuale 2020 era iniziata ponendo al centro una favola arcaica da indagare nelle sue metafore e nei suoi archetipi: “La bella addormentata nel bosco”.
Inaspettatamente, nell’ultima parte del percorso annuale 2019, si erano imposte all’attenzione del team di progetto le storie delle donne moldave immigrate in Italia. Ne erano nati dei profondi videoracconti di vita – in parte presente anche nel film-documentario finale – in cui sono emersi i viaggi, i sogni, i dolori, i traumi e i progetti sul futuro di giovani donne dell’Est, che spesso hanno subito (e subiscono ancora) in silenzio le regole imposte da una Società a matrice prevalentemente maschile, che talora può arrivare anche al sopruso verbale e all’abuso fisico.
Nel 2018, fu Amnesty International a realizzare un video su “La bella addormentata nel bosco”, per veicolare la sensibilizzazione dei giovani contro la violenza sessuale sulle donne.
Storie simili nella loro drammaticità sono emerse anche nei viaggi negli Internati bielorussi e nella vita dei villaggi, una sorta di “mondo sospeso”, talora introiettato dalle stesse donne come status, in cui ad una apparente libertà sessuale concessa alla donna corrisponde la richiesta di adeguamento costante a standard maschili e di esercizio di potere nei riguardi di chi è più debole e fragile
Da marzo 2020, la metafora del “mondo sospeso” si è imposta all’attenzione del mondo con nuove declinazioni a causa dell’emergenza Covid-19 e del conseguente lockdown. L’ipotesi progettuale iniziale si è quindi arricchita di nuove riflessioni e nuovi spunti.
Confusi, spaventati, arrabbiati. A volte reattivi. La pandemia ci ha colto tutti di sorpresa, acuendo spesso vecchi problemi. E qualche volta attivando nuove risorse. Nessuno però è rimasto indifferente. Atleti, performer, insegnanti, caregiver, responsabili di strutture residenziali, operatori del 118, disabili e non, hanno cominciato a raccontare la propria vita al tempo dell’emergenza sanitaria.
Istanze di liberazione da un bosco incantato, in uno strano dormiveglia, testimonianze dalle stanze chiuse.


set teatrale per scena presente nel film finale che riproduce una stanza ideale, somma delle stanze chiuse vissute da ciascuno dei soci lavoratori della Cooperativa Matrioska


set teatrale per scena presente nel film finale che riproduce una stanza ideale, somma delle stanze chiuse vissute da ciascuno dei soci lavoratori della Cooperativa Matrioska


set teatrale per scena presente nel film finale che riproduce una stanza ideale, somma delle stanze chiuse vissute da ciascuno dei soci lavoratori della Cooperativa Matrioska


Ciò ha trovato come interfaccia le tante iniziative di associazioni, cooperative sociali, centri diurni e di riabilitazione, che non si sono lasciati prendere in contropiede e hanno reagito con una serie di buone pratiche, che probabilmente resteranno valide anche oltre la fine dell’emergenza Coronavirus.
Anche i giovani bielorussi della Cooperativa Matrioska sono rimasti chiusi in casa per circa due mesi, comunicando con i mezzi tecnologici a disposizione. Lo scambio dei racconti è avvenuto in Italia e in Bielorussia, raccogliendo anche le esperienze di giovani in Internato o nelle Case-famiglia che la Cooperativa sostiene. Il progetto è evoluto nella ricerca di nuove modalità di rappresentazione filmica, in cui il prodotto audiovisivo è divenuto contaminazione di generi e di eterogenee modalità tecnologiche di ripresa e montaggio video.
La narrazione nei precedenti lungometraggi delle precedenti edizioni del progetto si è sempre avvalsa della sovrapposizione strutturale ed etimologica di immagini provenienti da mondi diversi e di contenuti spontanei intrecciati a quelli creati artificialmente in studio ovvero rappresentati sul palcoscenico teatrale.
Dal confronto, dalla contaminazione e dalla sovrapposizione del passato e del presente, con il recupero di frammenti della propria esistenza, anche questa volta è stata esplorata l’ipotesi di un percorso di nuova inclusione sociale, culturale e lavorativa dei soci lavoratori bielorussi con disabilità della Cooperativa Matrioska.
Come sempre, la videocamera è stata lo strumento di interazione principale con quanto e con chi incontrato in Italia e in Bielorussia, in presenza e on-line, ma anche archivio e memoria.
La sala di posa e lo studio di montaggio – permanenti presso il Teatro San Gaspare di Roma -costituiscono il momento finale di deflagrazione e di catarsi del confronto con la relazione di genere e il rispetto delle diversità.
 
Come prodotto finale, è stata realizzato un film-documentario sul “mondo sospeso” evocato dalla favola “La bella addormentata nel bosco” - in forma di film in progress. Essendo stato caratterizzato il periodo Gennaio 2020/Marzo 2021 da diversi momenti di lockdown, di blocco dei viaggi transnazionali e di attenzione alle misure di prevenzione del contagio da Covid-19, i materiali videofotografici sono caratterizzati da molta eterogeneità di ripresa (riprese con videocamera HD, ma anche cellulari e riunioni on-line - insieme a molto girato su set teatrali appositamente creati) e di montaggio. In considerazione delle nuove implicazioni sanitarie, politiche, economiche e culturali emergenti della pandemia, necessariamente il prodotto audiovisivo finale è il risultato di frammenti e ipotesi di percorsi, in video, fotografie e disegni, che ha bisogno di almeno una ulteriore annualità progettuale, per trovare una definitiva e concreta sintesi.
 
Durante il percorso progettuale, è stato implementato uno specifico sito internet dedicato al progetto finalizzato allo sviluppo di attività di animazione transnazionale e scambi interculturali.

Si tratta di una tappa importante nel percorso progettuale che da quattro anni viene portato avanti dalla Cooperativa Matrioska: uno specifico spazio web dedicato all'esperienza condotta dal 2017 ad oggi (grazie al costante contributo della Direzione Generale Cinema), con materiali scritti, fotografici e video - in collegamento con i Social di progetto Facebook e YouTube.
 
Il Sito è completamente accessibile a tutte le tipologie di disabilità, compresa la possibilità di lettura per le persone ipovedenti.
Il sito è in evoluzione continua e - dopo l'attuale consolidamento - sarà articolato con sezioni specifiche in forma di diario delle varie tappe del progetto, testimonianze dei partecipanti, storia dell’accoglienza in Italia dei minori non accompagnati, disabilità e inclusione sociale, sezioni finora proposte soltanto sui Social. 
Spazio è dedicato anche alle Comunità locali in Italia e in Bielorussia incontrate nel corso del progetto, anche con specifici videoracconti dedicati - per ora linkati dal Canale YouTube  e che in futuro troveranno anche modalità tecniche diverse, compatibilmente con i criteri di accessibilità internazionali per le persone con disabilità.
L'implementazione e il consolidamento di tale Sito costituiscono un’occasione per la promozione di spazi di visibilità e scambio per il Terzo Settore; per la promozione dell'inclusione sociale, culturale e lavorativa di giovani con e senza disabilità bielorussi, già minori accolti nei “progetti Chernobyl”, provenienti da Internati della Bielorussia, ora stabilmente in Italia, con permesso di soggiorno per lavoro, che presentano difficoltà di inserimento nella Società italiana; per la promozione di spazi di visibilità e scambio per le persone straniere extracomunitarie immigrate in Italia dall'Est europeo e le persone dei Paesi di provenienza.
 
L’ipotesi progettuale pluriennale
Pinocchio è il simbolo dell’eroe discriminato, che picarescamente percorre mondi diversi, né buono, né cattivo, ma tanto simile ai giovani bielorussi con disabilità della Cooperativa Matrioska, che propongono il progetto: orfano, con un padre ideale da raggiungere, mentre attraversa le mille contraddizioni dell’accoglienza.
Il paese delle meraviglie è quello del nostro apparente benessere contemporaneo, spesso uno sfavillante luccichio di offerte speciali e sconti eccezionali, di occasioni da non perdere e di performance da raggiungere ad ogni costo, per essere adeguati alla Società odierna, che costruisce “consumatori”, in sostituzione dei “cittadini”.
Il percorso progettuale annuale inizia dalle case in Italia, in cui i giovani bielorussi con disabilità della Cooperativa Matrioska vivono da oltre quindici anni, accolti dalle famiglie che li ospitavano da minori nei gruppi di “accoglienza dei bambini di Chernobyl”.
Alla maggiore età, dopo anni di andate e ritorni dalla Bielorussia (tre mesi d’inverno e tre mesi d’estate), sono giunti definitivamente in Italia con un regolare contratto di soggiorno per lavoro.
Da lì il difficile inserimento nell’ordinarietà italiana, scolastica e lavorativa; il periodico rinnovo del permesso di soggiorno con tutta la trafila burocratica e le file negli Uffici della Questura; le difficoltà di lingua e la scarsa alfabetizzazione scolastica; i sogni e le aspettative di giovani adolescenti, che avevano perso molte tappe del proprio sviluppo intellettivo, corporeo ed emozionale e che, pur maggiorenni, si comportavano come bambini di Scuola Elementare, con la conseguente difficoltà di inserimento sociale e culturale tra i coetanei italiani.
Attraverso la videocamera, i soci lavoratori videomakers della Cooperativa Matrioska da anni provano a raccontare in prima persona (come operatori video e montatori, ma anche come “attori” protagonisti) i difficili anni iniziali in Italia fino alla scelta consapevole di accettare l’Italia come nuova propria Patria e Madre, con il desiderio ancora negato di diventare cittadini italiani. E insieme a ciò, nella raccolta delle narrazioni dei diversi protagonisti bielorussi e delle famiglie ospitanti, lo stigma della diversità legata alla provenienza geografica, all’etnia, alla difficoltà di parlare correttamente italiano e alla disabilità psichica e/o intellettiva.
 
Nel 2017Pinocchio ha viaggiato per un anno, dalla Bielorussia ai territori delle varie province del Lazio, dal Festival teatrale all’Internato di Begoml fino agli studi televisivi di Gold Tv, passando per tante Comunità e Territori, volti e persone, alla ricerca dell’inclusione “possibile”. Un viaggio che si è snodato attraverso i racconti della gente comune, le testimonianze sulle esperienze di guerra, un caleidoscopio di bellezze naturali e archeologiche, le feste paesane e di tanti luoghi altri, dove si progettano e si sperimentano percorsi di inclusione sociale, culturale e lavorativa, a partire dalla specifica diversità di ciascuna persona coinvolta, non malgrado le proprie difficoltà, ma valorizzando le competenze e le capacità di ciascuno.
 
Nel 2018Pinocchio ha tentato di attraversare lo specchioa significare un andare oltre, superare e sublimare tutte le paure dovute alla diversità di lingua, pensiero e condizione; a significare la necessità di superare l’osservazione fenomenologica della realtà, per sperimentare il gusto dell’incontro, lo scambio degli sguardi e l’ascolto delle storie, lasciandosi andare nella leggerezza del viaggio all’imprevisto e alla possibilità di cambiare rotta, lì dove l’interlocutore casualmente incontrato ha deciso di mettersi a disposizione nella propria libertà di pensiero, movimento e azione.
Ecco che, allora, il passaggio attraverso lo specchio non è stato un breakdown (crollo), bensì un breakthrough (squarcio), a significare la differenza tra lo sprofondamento nella notte (il breakdown della follia) e il passaggio (breakthrough), l’esplorazione dell’ignoto in sé, per l’emersione finalmente rinnovata, la neogenesi. Non schiavitù e morte esistenziale, ma liberazione e movimento.
L’annualità progettuale coincideva con i 40 anni della Legge Basaglia, che ha decretato la chiusura dei Manicomi e la de-istituzionalizzazione: ecco che allora la favola di Cipollino di Gianni Rodari è emersa anche nel Festival teatrale in Bielorussia come metafora del Potere ottuso e discriminatorio e della lotta per la libertà e l’autodeterminazione di tutte le diversità.
 
Nel 2019, dopo tre anni di viaggio dall’Italia alla Bielorussia, alla ricerca dell’inclusione possibile, la riflessione dei soci lavoratori bielorussi con disabilità della Cooperativa Matrioska è stata quella di non essere ancora considerati dalla Società che li circonda come dei veri adulti responsabili. Si rileva spesso ancora una sorta di paternalismo da parte della gente, che, quando li nomina, con le migliori intenzioni e in buona fede, li definisce sempre “ragazzi”. Così come quando parla degli amici rimasti in Bielorussia, tanti coetanei che la Cooperativa Matrioska segue da anni, a livello di volontariato, con un progetto di case-famiglia e di inserimento lavorativo.
In Bielorussia, così come in Italia, sono “eterni ragazzi”, talora così definiti in maniera pietistica, altre volte con una ingiustificata paura della contaminazione o del pericolo per la propria incolumità fisica, che potrebbe venire da loro.
La cosiddetta “sindrome di Peter Pan”, quella in cui si trovano molti adulti che non vogliono crescere, in questo caso è indotta da fuori. Si tratta di una condizione in cui la moderna Società relega tante persone con disagio sociale, disabilità psichica e/o intellettiva, disagio psichiatrico, povertà: si tratta di persone a cui si dà sempre del tu, anche se hanno 60 anni; si tratta di persone considerate inadeguate agli standard e alle performance richieste dalla Società attuale dei consumi; si tratta di persone considerate “sfigate” a livello intellettuale, perché troppo immerse nella poesia, nell’arte o nella musica. Sono i “ragazzi”, eternamente “ragazzi”, che si intrufolano nelle nostre vite ordinarie, ordinate, spesso senza meta, ma adeguate alle richieste della nostra Società.
 
Il percorso progettuale dal 2017 al 2019 ha avuto come principali finalità quello di affermare un modello di ecosistema di comunicazione sociale, che, a partire dalla ideazione e gestione di persone “fragili” inserite in cooperative sociali o altre forme di intrapresa sociale in rete, utilizzando tecniche e strumenti di animazione interculturale e mezzi di comunicazione di massa/nuove tecnologie (cinema, audiovisivo, televisione e Internet), proponesse un’organizzazione della comunicazione a partire dal basso.
Il progetto – nel suo complesso – ha cercato di promuovere una nuova cultura della disabilità e della diversità, che non consideri la disabilità (e la differenza) solo come mancanza o privazione, ma piuttosto come condizione che spinge l’individuo a superare la limitazione e le barriere, sviluppando le proprie risorse, dando quindi pari opportunità di partecipazione a ciascuna persona umana.

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