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Il gioco nel parco inclusivo (prima parte)

La scheda presenta i principali parchi inclusivi presenti sul territorio nazionale

7 marzo 2018

Giocare è un diritto fondamentale di tutti i bambini sancito dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia dell'Unicef. E’ nei parchi inclusivi che questo diritto trova pieno riconoscimento anche nel caso di bambini con disabilità motoria, sensoriale, intellettiva. In tali luoghi, privi di barriere architettoniche, tutti possono divertirsi poiché le proposte di gioco sono pensate e realizzate per rispondere alle esigenze diverse dell’utenza richiamata, coniugando requisiti globali ed inclusivi di comodità e sicurezza. Rendere funzionali queste aree significa innanzitutto garantire la raggiungibilità del gioco, preferendo vialetti pianeggianti ed in materiale liscio a pavimentazioni di erba, terra, ghiaia, sabbia. I parchi inclusivi sono sempre più diffusi in Italia grazie ad una maggiore attenzione al tema da parte delle Amministrazioni Locali, stimolate nel realizzarle dalle Associazioni di categoria delle persone disabilità ma anche dai singoli cittadini. Le principali buone prassi sull’argomento sono raccolte nel blog Parchi per tutti, nato e curato da due mamme della romagna convinte che il gioco sia un diritto da garantire ad ogni bambino, importante per i bambini con disabilità al pari del diritto all’assistenza, alle cure ed all’istruzione.

In questa prima scheda dedicata ai parchi inclusivi, partiamo dall’Emilia Romagna, dove a Rimini, nella zona Marina Centro, vi è il parco giochi inclusivo TUTTI A BORDO la cui realizzazione si deve proprio alla determinazione di una mamma. I vialetti del parco sono comodamente percorribili da tutti e consentono di raggiungere le varie isole con i giochi; una mappa tattile indica i punti di interesse, sia in lingua italiana che in caratteri Braille in colori ad alto contrasto. Tra i giochi proposti vi é il cosiddetto “Scivolo serpente Tuiotù”, la cui coda è una lunga rampa dalla dolce pendenza e con piazzola di sosta che permette di raggiungere il punto di partenza dello scivolo. Anche il “Vortice marino” è un gioco per tutti: all’interno del suo cesto metallico possono accomodarsi bimbi grandi,  piccini ed anche i bambini che possono lasciare la propria sedia a ruote posizionandosi seduti o stesi all’interno del cesto medesimo. Ed ancora, all’interno del parco è possibile comunicare con i “Fiori parlanti”, un divertente gioco del telefono ad altezza di bimbo su sedia a ruote che consente di superare le distanze del parco, permettendone la comunicazione in lati opposti.

Sempre in Emilia Romagna, al Parco Grandi di Castenaso in provincia di Bologna è stato inaugurata a maggio 2017, un’area giochi con attrezzature ludiche idonee al divertimento di bimbi di ogni età e capacità. La realizzazione dello spazio è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione tra il Comitato Commercianti Castenaso Com-Com, Proloco Castenaso e Comune di Castenaso.

A Bologna, presso il parco del Velodromo, dietro l’ospedale Maggiore in direzione Borgo Panigale, é stato attivo fino alla fine di luglio 2017 “l’albero della felicità”, il primo modello di giostra accessibile. La struttura, di nuova generazione, si presentava come un grande albero di natale addobbato, dotato di cabine, a forma di grandi ghiande, progettate per alloggiare anche persone su sedia a ruote. Questa attrazione, da agosto ha ricominciato a viaggiare per l’Italia e per l’Europa. Il proprietario, Vanni Serravalli, figlio di un padre che viveva di spettacoli viaggianti,  l’ha acquistata dopo averla vista a Tolosa nel 2015. Si tratta del primo modello presente in Italia.

Info per approfondimenti sui parchi inclusivi: http://www.parchipertutti.com/blog/

di VD

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