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Fermate il mondo!

Eppure, noi lo sappiamo, le persone con disabilità, anche nelle situazioni più critiche che le vedono protagoniste, sanno spesso trovare nel problema la soluzione e ci insegnano ad agire in un'ottica di prevenzione…

23 novembre 2021

Quando ero piccolo c’era una canzone che mi faceva impazzire, ma mai avrei pensato che a distanza di tanti anni sarebbe stata così attuale! Parlo del successo del 1970 di Gianni Morandi, “Scende la pioggia”.
“Tu nel tuo letto caldo, io per la strada al freddo // ma non è questo che mi fa triste // qui fuori dai tuoi sogni // l'amore sta morendo // ognuno pensa solo a se stesso // Scende la pioggia ma che fa // crolla il mondo addosso a me”.
Per quanto il contenuto del brano sia spiccatamente romantico, penso che si possa applicare all'attuale crisi climatica. La canzone si riferisce infatti a più riprese all’egoismo e all’individualismo (“ognuno pensa solo a se stesso”), parti predominanti del problema ambientale, in cui spesso gli interessi dei pochi si poggiano sulle difficoltà dei molti.
Ed è proprio contro questo tipo di atteggiamento che dobbiamo lottare se vogliamo cambiare le cose. Come più volte ribadito da scienziati, attivisti, politici e capi spirituali di tutto il mondo, è necessario che i governi e singoli cittadini agiscano nell’immediato, al fine di impedire un disastro su tutti i fronti nell’imminente futuro.
Non dimentichiamo però che il 15% delle persone nel mondo hanno una disabilità, come ricordato da un articolo pubblicato lo scorso due novembre su Superando.it: “la discriminazione e l’esclusione da esse quotidianamente affrontate, sono sempre esasperate in situazioni di crisi, quali ad esempio i casi di alluvioni, nei quali le procedure di evacuazione spesso non sono affatto inclusive”.
Oltre a prendere in considerazione gli aspetti più pragmatici, l’EDF (Forum Europeo sulla disabilità) si sofferma su questioni più generali, sottolineando che: “le conseguenze del cambiamento climatico, inoltre, risultano particolarmente gravi per le persone con disabilità che sperimentano forme intersezionali di discriminazione, tra cui le donne, i bambini, le popolazioni indigene e altri gruppi minoritari [...]”.
Così, come accade per ogni evento di grande portata, le conseguenze in atto sono dunque sfaccettate per tutti i gruppi sociali, inevitabilmente coinvolti insieme in un cambiamento tanto pervasivo.
Se è vero che spesso le conquiste che accompagnano le lotte per i diritti delle persone con disabilità procedono lentamente, ora è tuttavia evidente l’urgenza di azioni immediate a tutela di chi, in questo collasso globale, rischia di subire molte più implicazioni negative.
Eppure, noi lo sappiamo, le persone con disabilità, anche nelle situazioni più critiche che le vedono protagoniste, sanno spesso trovare nel problema la soluzione e ci insegnano ad agire in un'ottica di prevenzione, promuovendo per esempio un diverso tipo di atteggiamento davanti alla calamità con il proprio ruolo attivo. Infatti, l’EDF afferma: “ le persone con disabilità comprendono le barriere che devono affrontare nel contesto del cambiamento climatico e possono identificare soluzioni per rimuoverle con vantaggi non solo per loro, ma anche per molte altre persone che vivono in situazioni di emarginazione”.
Insomma, chi è abituato a difendere ogni giorno il diritto all'esserci sul pianeta, come può esimersi dal partecipare nella difesa dello stesso e dal sogno di una comunità capace di reinventarsi e diventare realmente inclusiva?
D'altronde, come dice Gianni Morandi, “amo la vita più che mai”...Che dire, non perdiamola di vista!
Secondo voi, c'è ancora tempo per fermarsi?
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook o Instagram.

di Claudio Imprudente

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