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Non c’è Pasqua senza passione

Esistono tante passioni di cui varrebbe la pena parlare. Vicini alla Pasqua di quest’anno, dato che ancora ci troviamo in una situazione difficile a causa della pandemia, mi sembra molto importante parlare della passione per la verità...

7 aprile 2021

BOLOGNA - Nei giorni scorsi abbiamo trascorso la Pasqua, chi in solitudine e chi in compagnia!
 
Probabilmente quest’anno ha un significato particolare l’idea della “com-passione” propria di questo giorno: infatti, in molte e molti siamo lontani/e dalle persone care, allora possiamo soffermarci un momento su questo concetto. Si tratta dell’idea di “patire con”, ovvero sentire sulla propria pelle le sofferenze altrui e così partecipare ad esse. Non è un sentimento distaccato, al contrario ci coinvolge totalmente nella vita dell’altro/a. Ricordiamoci che anche a distanza, anche se più difficile, possiamo sentire gli altri e condividere con loro in maniera autentica i vissuti, siano essi di sofferenza oppure di gioia!
 
Alcuni giorni fa ho letto un articolo che mi ha colpito molto, dal titolo “La passione per la verità: come informare promuovendo una società inclusiva”. L’articolo presenta un corso di alta formazione dell’Università di Padova - pensato per chi si occupa di giornalismo – e mette in luce quanto l’informazione possa generare e perpetuare le disuguaglianze sociali. Infatti, a fronte di un mondo complesso come quello attuale, avere pregiudizi e visioni stereotipate certamente non ci aiuta a comprendere. Allora qui la passione è una spinta verso un importante obiettivo: la verità.
 
Ho trovato molto interessante la prospettiva illustrata dall’articolo - posta alla base della strutturazione di questo corso – secondo cui produrre informazione di qualità promuove direttamente una società più inclusiva. Mi trovo molto in accordo con questa idea, come ben sappiamo nell’infinito mondo dei media non è affatto facile accedere ad una informazione di qualità, soprattutto se ci affidiamo ai canali più popolari. Riuscire a fiutare e smascherare le fake news non è facile né per chi fa del giornalismo il proprio lavoro, né per i/le lettori/trici. Informarsi allora diventa una vera e propria attività di ricerca ma non per tutti/e questo è immediato o fattibile. Qualcuno/a rimane escluso, al momento attuale l’informazione di qualità non è così accessibile, anche se tutti/e (o quasi) abbiamo accesso ad internet.
 
Il giornalismo, quindi, ha un ruolo “educativo” molto importante, come leggiamo nella presentazione di questo corso sul sito dell’Università di Padova. La raccolta delle informazioni può essere partecipata e chi scrive può imparare ad utilizzare linguaggi inclusivi. Un linguaggio inclusivo non è soltanto un linguaggio accessibile, ma è anche ciò che fa sentire coinvolte e appassionate più persone possibile! Esistono tante passioni di cui varrebbe la pena parlare. Vicini alla Pasqua di quest’anno, dato che ancora ci troviamo in una situazione difficile a causa della pandemia, mi sembra molto importante parlare proprio della passione per la verità. Per fare inclusione bisogna certamente avere - e trasmettere – passione. E voi? Quale passione avete?
 
Vi auguro buona Pasqua, o buona passione.
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

di Claudio imprudente

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