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Il tempo non si è fermato!

Ora mi chiedo: quel “driin driin” che a tante studentesse e studenti è sempre sembrato abitudinario, a tratti stridulo, quest’anno potrà riecheggiare di colorate speranze e aspettative come negli scorsi anni?

11 settembre 2020

Ormai settembre, mese delle ripartenze è arrivato! Mi viene subito in mente un grande successo di Antonello Venditti che nel lontano 1975, così cantava: “Davanti alla scuola, tanta gente… Otto e venti, la prima campana... E spegni quella sigaretta… E migliaia di gambe e di occhiali di corsa sulle scale”. E così, nei prossimi giorni le campanelle delle scuole di tutta Italia riprenderanno a suonare! Già torniamo ancora a parlare di scuola, dopo aver discusso insieme, la scorsa settimana, la nuova trovata del banco con le ruote. D'altronde non posso fare altrimenti, l'argomento mi è troppo caro, continuo a considerare i primi anni di formazione cruciali per sviluppare nelle vite dei bambini e dei ragazzi il concetto di inclusione.
 
Ora perciò mi chiedo: quel “driin driin” che a tante studentesse e studenti è sempre sembrato abitudinario, a tratti stridulo, quest’anno potrà riecheggiare di colorate speranze e aspettative come negli scorsi anni? L’emergenza Coronavirus, si sa, è come se avesse fermato il tempo, privando migliaia di bambini e ragazzi di tutto ciò di cui hanno più bisogno: relazioni vere, confronto senza filtri e gesti concreti.  Pensate agli alunni con disabilità che in tutti questi mesi non hanno potuto frequentare i propri contesti e figure educative di riferimento: come hanno vissuto il periodo di isolamento senza gli abbracci dei propri compagni di scuola, il fragore delle loro risate, il sostegno, e perché no, i rimproveri degli insegnanti?!
 
Cosa n’è stato dell’idea di inclusione per cui docenti, educatori, operatori del sociale e famiglie si sono sempre adoperati, messa a dura prova da nuovi metodi incentrati sull’uso di tecnologie e sulla didattica a distanza, oltre che dalla carenza di sussidi socio-economici? Ce lo siamo chiesti tante volte in questi mesi, e forse ci ripeteremo, ma è proprio in questi giorni che i nodi verranno pettine.
 
Se quello perduto è stato un tempo prezioso, quello che stiamo vivendo risulta essere inestimabile: è necessario infatti guardare al domani, pensando a una scuola nuova, accogliente, che tenga conto delle difficoltà emerse nei mesi precedenti, senza dimenticare le peculiarità di tutte e tutti, studenti, insegnanti e genitori.
 
Bisogna dunque perdere le speranze? Assolutamente no! Mai fermarsi!
 
L'impegno per la cittadinanza attiva, per una scuola ed una società pienamente inclusive , principi fondanti del lavoro di ogni educatore e formatore, nascono infatti all'interno di un lavoro di comunità. Non percepirsi soli e soprattutto fare in modo che studenti-insegnanti-famiglie non si sentano soli davanti alle difficoltà fa parte della nostra missione.
 
Così, da questi presupposti, nascono le proposte educative e didattiche dei miei colleghi, educatori e animatori con disabilità del “Progetto Calamaio”, inarrestabile
gruppo educativo della Cooperativa Accaparlante, che anche quest’anno si presta a sostenere con creatività ed entusiasmo gli insegnanti nel loro lavoro quotidiano.
 
Relazione, conoscenza, gioco, divertimento e contatto fisico sono sempre stati elementi caratterizzanti i percorsi educativi del Progetto Calamaio.
Tali competenze e opportunità, offerte dal confronto diretto con gli altri, sono però state compromesse dall’emergenza Coronavirus.
 
Nonostante ciò, gli educatori e animatori con disabilità sono disposti a rimodulare il proprio lavoro educativo con le classi, riconvertendo le proposte laboratoriali e di animazione sociale - che potete conoscere più dettagliatamente visitando il sito dell’ Associazione Centro Documentazione Handicap e della Cooperativa Accaparlante di Bologna – on line, e a condividere le nuove attività sperimentate durante il periodo di lockdown dal gruppo educativo integrato.
 
E come Venditti canta: “Vi siete mai innamorati di quella del primo banco…?”.
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulla mia pagina Facebook.
 
 

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