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La quarantena dei corpi

Un tema centrale, forse il più importante, attorno a cui tutto ruota, è il corpo. Ora che l’estate è arrivata ce ne rendiamo bene conto, la mancanza d’aria, di movimento, di sollecitazioni sensoriali e comunicative hanno lasciato una traccia tangibile sui nostri organismi…

23 giugno 2020

Fase uno, fase due, fase tre…Ormai ho perso il conto di tutti questi step! La quarantena, che per molte persone con disabilità non è ancora finita, ha infatti portato con sé molta confusione, seppur a partire dalle necessarie disposizioni che hanno tutelato la nostra salute. Chi mi ha seguito in questi mesi sa bene che nei miei articoli ho parlato spesso delle conseguenze che il mancato contatto fisico e relazionale hanno avuto nella vita di ciascuno di noi, indipendentemente dall’età e dai contesti di provenienza.
 
Ci siamo addentrati nei rischi della didattica a distanza, che ha inevitabilmente condotto a una regressione delle competenze creative e delle facoltà immaginative dei bambini e dei ragazzi, fondamentali per gli alunni con disabilità e non solo. Ho affrontato il complesso tema del lavoro a partire dal punto di vista delle donne, tra le più colpite in questa crisi nei propri diritti faticosamente acquisiti. Siamo entrati nel vissuto delle famiglie, in cui il background culturale, le disponibilità economiche e la capacità di adattarsi alla situazione hanno fatto la differenza, soprattutto là dove mancavano gli ausili e gli aiuti. Ho provato infine a dare qualche utile indicazione per riempire il proprio tempo libero senza perderlo, sommersi da stimoli e offerte di ogni tipo che impazzano ossessivamente sui nostri cellulari e pc.
 
Non abbiamo ancora affrontato però un tema centrale, forse il più importante, attorno a cui tutto ruota: il corpo. Ora che l’estate è arrivata ce ne rendiamo bene conto, la mancanza d’aria, di movimento, di sollecitazioni sensoriali e comunicative hanno lasciato una traccia tangibile sui nostri organismi. Siamo rallentati e disorientati ma anche, diciamocelo, pronti ad esplodere! Se anche voi lo percepite immaginate quello che accade nella mente e del corpo della persona con disabilità, già ogni giorno alle prese con i limiti imposti dal proprio deficit.
 
Affrontare un tema così complesso non è semplice, ma per fortuna ci viene in aiuto il teatro che, si sa, di corpi se ne intende! Qualche tempo fa mi sono infatti imbattuto su Facebook in un bel video, protagonisti tre attori sordi, Laura Fabbiani, Marta Gavazzi e Carlo Maria Vella, che hanno offerto un piccolo e ironico vademecum su come comunicare con le persone sorde ai tempi della pandemia. La cosa mi ha divertito e ho subito voluto approfondire, facendo alcune interessanti scoperte.
 
Gli attori fanno parte di Laboratorio Silenzio, un contenitore di progetti che coinvolgono persone sorde e udenti nella realizzazione di laboratori e performance artistiche, attivo a Milano dal 2016 e diretto dalla pluripremiata attrice e regista Serena Crocco (Premio Eolo Awards 2018 per lo spettacolo di teatro di figura Becco di Rame).
 
Il gruppo non si è ovviamente fermato qui, riconvertendo il proprio lavoro a distanza e spaziando tra grafica, fotografia e immagine, ma anche affrontando i temi dell’accessibilità e cercando di mantenersi in costante dialogo con il pubblico e con l’attualità.
 
“A partire da marzo – racconta Serena Crocco- considerata l'impossibilità di continuare dal vivo il corso di teatro per persone sorde e udenti che conducevo il martedì sera, ho sviluppato Corpi in quarantena, un laboratorio accessibile a distanza sul tema della rivisitazione creativa della quarantena e degli spazi della casa. Così, ogni martedì sera, mandavo su un apposito gruppo WhatsApp una serie di esercizi a tempo (a disposizione 10 o 15 minuti) che le persone facevano da casa e che prevedevano la produzione di foto o video. Scaduto il tempo ognuno mandava il risultato del proprio lavoro. Il laboratorio ha avuto un bel seguito e ha coinvolto una trentina di persone sorde e udenti che ogni martedì si connettevano. La versione a distanza ha permesso inoltre la partecipazione da varie parti d’Italia e d’Europa”.
 
“Visti i buoni risultati e l'impossibilità di chiudere il lavoro con una performance live – continua la regista- ho pensato, insieme alla grafica Francesca Canzi, di raccogliere il materiale in una fanzine artistica autoprodotta ed è nata cosi "QUARANZINE 40 pagine di 40ena", che raccoglie le fotografie e i frame dei video originali prodotti dai partecipanti.
Nel mezzo non abbiamo rinunciato al nostro impegno civile e per la diretta del 26 aprile di “Rho antifascista” abbiamo preparato una versione Lis di Bella Ciao, insieme ad alcuni ragazzi di Laboratorio Silenzio. Il video, non si sa come, è finito su Facebook, ancora prima che lo mettessimo noi, ed è diventato virale il 25 aprile”.

QUARANZINE è oggi fresca di stampa, 200 copie in risograph a due colori, grazie allo studio Press Press di Milano e al contributo del Pio Istituto dei Sordi di Milano che ha sostenuto anche il laboratorio.
 
Vi consiglio assolutamente di sfogliarla sul sito di Laboratorio Silenzio che vi ho indicato. Attraverso le immagini e alcune parole chiave che hanno costellato la quarantena dei partecipanti sarà facile riconoscersi e al contempo dare spazio anche alle proprie emozioni, magari rimaste sopite o non del tutto decifrate durante la chiusura di questo lungo periodo.
 
Il teatro e l’arte d’altronde servono anche a questo, a colmare una distanza, come direbbe Friedrich Dürrenmatt, attraverso l’immaginazione.
 
E voi, quale istantanea abbinereste alla vostra quarantena?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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