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La Pasqua del mozzo e del capitano

In questo tempo sospeso spesso ci sentiamo privati di qualcosa, ma in questo la disabilità fa da “capitana”, insegnando giorno per giorno a persone, famiglie e caregiver a reinventarsi lo stare a casa già in momenti non sospetti…

8 aprile 2020

Che dire, come il nostro mozzo anche noi, in questo tempo sospeso, spesso ci sentiamo privati di qualcosa, ma in questo la disabilità fa da “capitana”, insegnando giorno per giorno a persone, famiglie e caregiver a reinventarsi lo stare a casa già in momenti non sospetti, in alcuni casi, magari, quando la maggior parte della gente è in vacanza.
 
Sono giornate particolari, si sa, i pensieri vanno e vengono, la mente viaggia in tutte le direzioni e le immagini, le parole e le canzoni si affastellano dentro di noi come costellazioni, per poi fare capolino al momento giusto, proprio quando ne abbiamo più bisogno. Mi è successo qualche tempo fa con Bravi ragazzi di Edoardo Bennato, chi di voi non la ricorda? Era il 1974 eppure, pensateci, è un testo quanto mai attuale.
 
“[...] All’inizio sembrava quasi un gioco, ora invece non c’è più tempo per pensare e siamo tutti chiusi ad aspettare... “ cantava il noto cantautore.  Beh, sembra la fotografia delle ultime settimane, vissute a lavorare e a inventarci qualcosa da fare in casa, ciascuno a modo suo. C'è chi sta facendo più o meno fatica ma di certo la creatività e l'ironia hanno trovato un bello spazio, basta trascorrere pochi minuti su internet per vedere persone “nuotare” in corridoio, “pescare” nella vasca o semplicemente spostarsi da una stanza all'altra con il solo scopo di bersi un Hugo!
 
D'altronde queste sono le disposizioni e bisogna fare di necessità virtù, inoltre, come accade nelle situazioni di emergenza, siamo tutti sullo stesso piano, e ce lo ripete ancora Edoardo: “ è stato proprio commovente, vedere/Tutti quei grandi sacrificare le proprie/Idee in nome del bene della gente/Poi hanno dato severe istruzioni/Di stare calmi, di stare buoni”.
 
Già, stare calmi e stare buoni, essenziale date le necessità, ma quando ci vengono tolte anche la primavera e la Pasqua, simbolo di rinnovamento, resurrezione e rinascita? Mica facile, direte voi. Eppure, c'è un modo di vivere questa trasformazione anche in quarantena, almeno secondo lo scrittore Alessandro Frezza, che ci racconta una piccola quanto significativa storia, protagonisti uno spaventato mozzo e un saggio Capitano. QUI potete ascoltare il dialogo per intero, mentre io mi soffermo su quello che mi ha maggiormente colpito:
 
“[...] Mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa".
"E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo".
"Mi prendete in giro?"
"Affatto... Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso".
"Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?"
"Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa".
[...]Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l'attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante. L' attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.
[...]Sì, quell'anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più".
 
Che dire, come il nostro mozzo anche noi, in questo tempo sospeso, spesso ci sentiamo privati di qualcosa, ma in questo la disabilità fa da “capitana”, insegnando giorno per giorno a persone, famiglie e caregiver a reinventarsi lo stare a casa già in momenti non sospetti, in alcuni casi, magari, quando la maggior parte della gente è in vacanza.
 
Il mio augurio per questa insolita Pasqua è quindi quello di continuare a creare e a vivere l'attesa con un elenco dei desideri, i vostri, da realizzare una volta che approderemo a terra, scesi tutti dalla stessa barca e pronti a guardare le cose con occhi nuovi perché: “[…] Non  è il caso di agitarsi, sistemeremo tutto “, concluderebbe ancora Bennato.
 
Come dargli torto? Quindi, con una bella fetta di colomba in mano anch’io vi dico: stiamo a casa e #andrà tutto bene...
 
Buona Pasqua a tutti!
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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