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Uno stadio “Par Tot”, per tutti

Speriamo in un bel campionato, onesto ed equilibrato. E perché no, inclusivo, un campionato di calcio che sia, come diciamo noi bolognesi, par tot, per tutti. Il campionato dei campioni e degli spettatori.

16 agosto 2019

Cari appassionati di calcio, ci siamo! Il calciomercato è agli sgoccioli, le grandi squadre della nostra serie A hanno terminato i vari tour di amichevoli internazionali e le preparazioni in montagna. Il calendario è pronto da tempo e finalmente si riparte, inizia il campionato! Per me, cuore rossonero da sempre, non è un bel periodo. Ma usando vecchi luoghi comuni, al cuor non si comanda e la speranza è l’ultima a morire! Quindi speriamo in un bel campionato, onesto ed equilibrato. E perché no, inclusivo, un campionato di calcio che sia, come diciamo noi bolognesi, par tot, per tutti. Il campionato dei campioni e degli spettatori.
 
E proprio qui a Bologna su questo si sta lavorando, per fare dello stadio uno spazio accessibile dove chiunque, a prescindere da limitazioni fisiche, sensoriali o intellettive, possa andare di persona a tifare e a divertirsi con lo spettacolo del calcio.


Nell’ultima partita casalinga della scorsa stagione infatti su iniziativa dell'associazione W il Calcio è stata lanciata una meravigliosa proposta.
 
“Tra i quasi ventimila spettatori presenti allo stadio Dall'Ara per Bologna-Napoli, ce n'erano sei che non hanno visto la partita”, raccontano gli organizzatori. “Non si tratta di ultras che hanno voltato le spalle al campo per protesta o di tifosi che si sono appisolati (anche perché il match è finito con uno spettacolare 3-2), ma di tifosi del Bologna ciechi o ipovedenti”.

Assistere a una partita di calcio senza vederla però è ora possibile, grazie a un racconto dedicato da parte di due cronisti, tramite un semplice sistema, quello cioè usato dalle audioguide per turisti: è questa l'idea alla base del progetto "Stadio par tòt" (in dialetto bolognese), lanciato per l’appunto dall'associazione W il Calcio.
 
“E per il futuro – continua l’Associazione - sono allo studio nuove proposte di miglioramento: tra queste, permettere ai tifosi ciechi o ipovedenti di interagire direttamente con i cronisti tramite WhatsApp, per avere un quadro più chiaro di ciò che succede in campo, ma anche sugli spalti”.
 
Dato il successo, l’esperimento è stato replicato anche nelle partite del campionato europeo Under 21, disputato in giugno proprio a Bologna, con la strumentazione messa a disposizione da Bologna Welcome e alla telecronaca d’eccezione di giornalisti sportivi come Giuseppe Tassi e Giorgio Comaschi, che hanno permesso a persone di vivere quest’esperienza inclusiva, ascoltando la cronaca in mezzo al bellissimo caos dello stadio.
 
"Contiamo di estendere l'iniziativa fino a 15 persone per match – ha spiegato infine Fausto Viviani, fondatore dell'associazione W il Calcio - la sperimentazione in occasione di Bologna-Napoli ha lasciato veramente soddisfatti noi, ma soprattutto i sei tifosi. Assistere a una partita di calcio allo stadio è una emozione potente, che siamo contenti di poter fare provare anche ai ciechi e agli ipovedenti".
 
Bellissima iniziativa, che spero abbia un luminoso futuro. E che mi riporta in mente il mio amico Franco Bomprezzi, grande appassionato di calcio come il sottoscritto, che tra le altre cose ha scritto tanto anche sull' accessibilità negli stadi delle persone in carrozzina.
 
Allora, siete pronti al fischio d’inizio?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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