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Inclusione scolastica: domande e risposte

La maggioranza delle lettere elettroniche che ricevo sono di insegnanti di sostegno. Mi chiedono consigli, mi sottopongono dubbi, mi raccontano di splendidi risultati raggiunti, mi fanno un elenco di “insormontabili” problematiche. Insegnanti a volte euforici, a volte scoraggiati…

7 gennaio 2019

Una buona parte del mio lavoro in ufficio è legato alle mail. Convocazioni di assemblee, incontri di lavoro, richieste di lettori, genitori in difficoltà…La maggioranza delle lettere elettroniche che ricevo tuttavia sono di insegnanti di sostegno. Mi chiedono consigli, mi sottopongono dubbi, mi raccontano di splendidi risultati raggiunti, mi fanno un elenco di “insormontabili” problematiche.
 
Insegnanti a volte euforici, a volte scoraggiati. Chiaramente non sempre le mie risposte possono essere efficaci. Ma in mio aiuto e in loro aiuto è venuto un mio caro e vecchio amico. Da pochissimo è uscito “Inclusione scolastica: domande e risposte. La normativa per genitori e insegnanti, ed. Erickson, 2018” scritto da Flavio Fogarolo e da Giancarlo Onger.
 
Ma come nasce questo lavoro e perché è così importante per gli addetti ai lavori e non solo?
 
Nel 2014 Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger aprono un gruppo facebook, Normativa Inclusione, per dare indicazioni mirate e attendibili a genitori e insegnanti, rispondendo a migliaia di domande sull’inclusione scolastica e la sua normativa.
 
In soli quattro anni gli iscritti diventano ventimila, facendo di “Normativa Inclusione” uno degli ambienti di discussione più seguiti su questo tema. Il libro contiene una selezione, ordinata per argomenti, delle tante domande e risposte pubblicate nel gruppo, per offrire un vademecum semplice e affidabile da usare in ogni contesto e da chiunque ne abbia la necessità.
 
Ciò che mi ha colpito in questo libro è, finalmente, il suo aspetto pratico, attento ai risvolti e alle ricadute dei contenuti che propone, consapevole che chi lavora a stretto contatto con i bambini e i ragazzi ha soprattutto bisogno di questo: strumenti.
 
Lo strumento che intendo io però non si esaurisce, è un trampolino di lancio, spesso una domanda di partenza, a cui è necessario rispondere in modo attivo, creativo, personale e collettivo.
 
“È corretto che l’insegnante di sostegno segua anche il resto della classe?”, per esempio, è una domanda importante, forse la più importante, quella da cui partire per impostare tutto l’anno scolastico, consapevoli, che, come gli autori sottolineano, “il sostegno è una risorsa che viene amplificata e potenziata in un contesto educativo veramente collaborativo”, con risultati tangibili, aggiungo io, sulla crescita dell’intero gruppo classe.
 
A volte, gli insegnanti di sostegno lo sanno bene, il tempo di fermarsi per interrogarsi e riflettere spesso non c’è, o non come si vorrebbe, immersi come si è nella compilazione di scartoffie, tra BES (Bisogni Educativi Speciali), griglie in cui inserire sigle e siglette di ogni tipo.
 
Il fatto che queste sigle abbiano un volto e una storia deve ritornare a mio parere centrale, nella scuola e nei contesti educativi in genere.
 
Non è solo un invito, è indispensabile, soprattutto oggi, se non vogliamo che la crescente intolleranza assuma forme omologanti e distruttive.
 
Il valore della diversità non solo si insegna, si vive prima su di sé, e va sedimentato, curato, approfondito per poi, come direbbe Calvino, “farlo durare e dargli spazio”.
 
Cari insegnanti, è giunto il momento di tornare a metterci un po’ di corpo, di sedersi intorno a un tavolo e di guardarsi in faccia, confrontarsi, condividere pensieri, difficoltà, esperienze e nozioni, tenersi aggiornati, alzare il livello dei contenuti e delle pratiche.
 
Che dire, ora che i regali di Natale li avete già fatti potete dedicarvi al nuovo anno, mentre io, per il momento, con tutti i compiti che vi ho dato, vi lascio in pace…
 
Tranquilli, non sarò troppo severo nel 2019, per ora niente carbone ma un libro come questo, utile e consigliatissimo per tutte e tutti!
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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