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Tutti in piedi!

Tutti in piedi! Quante volte l’ho sentito urlare dentro stadi, teatri, palazzetti dello sport… Beh, io che in piedi non mi ci sono mai alzato da quando sono nato, ho sempre preso quell’invito con un filo di ironia…

3 ottobre 2018

Tutti in piedi! Quante volte l’ho sentito urlare dentro stadi, teatri, palazzetti dello sport… Beh, io che in piedi non mi ci sono mai alzato da quando sono nato, ho sempre preso quell’invito con un filo di ironia. Sì forse potrei raccontare il salto dalla carrozzina che mi fece fare Marco Tardelli con quell’urlo nelle notti magiche del mondiale spagnolo del 1982… Ma quella è un’altra storia.
 
Un’altra storia ancora è quando ho avuto paura davvero di dover stare in piedi fin troppo. Ero un  ventenne in gita a Lourdes. Un periodo difficile per me con tutti i miei amici in partenza per la leva obbligatoria. Ed io che di fare il militare non ne volevo proprio sapere. “Sei handicappato, sarai congedato”, mi dicevano per rassicurarmi. Ma quella mattina a Lourdes, davanti alle famose piscine, una suora mi si avvicinò con sguardo rassicurante, posò la sua mano su di me e mi disse: “Ecco ragazzo, ora sei guarito”. Non feci nemmeno in tempo ad immaginarmi a fare flessioni con gli altri commilitoni che mi resi conto che ero ancora lì, piantato sulla mia carrozzina.
 
Anche questa volta l’urlo “Tutti in piedi” è carico di sana ironia, visto che è il titolo di una divertente commedia francese del regista Franc Dubosc che da pochi giorni sta passando nelle sale cinematografiche italiane.
 
“Jocelyn è un uomo d'affari di successo, un inguaribile seduttore e un bugiardo incallito. Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie. Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L'equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence che, costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, non ha perso la voglia di vivere a pieno e sembra abbattere qualsiasi barriera col suo irresistibile sorriso. È allora che, in bilico sull'esile filo di una insostenibile bugia, Jocelyn inventa una doppia vita: una in piedi e una sulla sedia a rotelle.
 
L'eroe delle commedie popolari francesi e di un cinema espansivo dirige una commedia romantica che riposa su una grande menzogna. Una menzogna che procede spedita verso il politicamente scorretto eludendo alla fine ogni insidia e trovando infine la sua misura.”
 
Appena tornato dal cinema posso dire che i cugini transalpini l’hanno rifatto di nuovo, dopo l’impareggiabile “Quasi amici-intouchables” capolavoro di Olivier Nakache e Éric Toledano con le musiche del nostro Ludovico Einaudi.
 
Sono riusciti ancora a creare una commedia che sa scherzare ed ironizzare sulla disabilità, senza retorica, senza pietismi coinvolgendo lo spettatore per un’ora e mezza divertente.
 
Ora, visto che non posso alzarmi in piedi, mi butto a letto!
 
E voi quale film divertente mi consigliate?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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