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È più delle parole… è la voce di qualcuno

Il tema della CAA sarà centrale nel convegno del 19 marzo organizzato dalla Federazione dei logopedisti italiani a Reggio Emilia in occasione della giornata europea della logopedia: “È più delle parole… è la voce di qualcuno”

13 marzo 2018

Alcune settimane fa vi raccontavo del lancio della collana editoriale Parimenti, nata dalla collaborazione tra la casa editrice pugliese la Meridiana, il Centro Documentazione Handicap di Bologna e la Comunità l’Arca Arcolbaleno di Granarolo (Bo), con l’uscita del Diario di Anna Frank in versione INbook, tradotto con i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa.
 
Proprio il tema della CAA sarà centrale nel prossimo convegno del 19 marzo “È più delle parole… è la voce di qualcuno” organizzato dalla FLI(Federazione Logopedisti Italiani) a Reggio Emilia in occasione della giornata europea della logopedia.
 
Insieme ad Elisabetta Genovese, docente dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, a Annalisa Rabitti del progetto “Reggio Città Senza barriere”, a Cristina Reverberi della Fli Emilia Romagna e tanti altri professionisti ci sarò anche io con la mia tavoletta. Perché la mia tavoletta? Non solo perché mi segue sempre e comunque in quanto è indispensabile per la mia comunicazione, ma soprattutto perché mai come in questo contesto è fondamentale poter mostrare a tutti uno dei primi concreti esempi di comunicazione alternativa.
 
Ma è nato prima l’uovo o la gallina? Confrontandomi la mia collega Sandra Negri, coordinatrice del Progetto Calamaio, non siamo giunti ad una soluzione. Vi spiego: riflettevamo sulla nascita della mia tavoletta di plexiglass, sul metodo e-tran. Ma non siamo riusciti a capire se è nata prima la teoria o la pratica. Se sperimentando il mio metodo comunicativo in maniera concreta ci abbiamo poi costruito sopra la teoria o se immaginando un metodo siamo poi passati alla pratica.
 
Ma questo è secondario, quello che conta realmente è l’utilità e soprattutto l’efficacia della comunicazione aumentativa alternativa, in questo caso della comunicazione con i simboli. E noi, che all’interno del nostro gruppo educativo lavoriamo con disabilità molto eterogenee, sappiamo che stiamo parlando di una risorsa fondamentale per tante persone con disabilità, non solo come fruitori di un metodo innovativo ma anche come protagonisti-ingegneri di comunicazioni efficaci per loro e per altri.
 
Alla fine del seminario sarà allestita una sessione poster dedicata all’applicazione della CAA in diversi contesti (riabilitazione, scuola, ospedali ecc… ) o a progetti  sperimentali (tesi, ricerche quantitative o qualitative).
 
Un corso importante per gli addetti ai lavori ma anche ai tanti interessati a forme di comunicazione non convenzionale, indispensabili per migliorare la qualità della vita di persone con disabilità e non solo.
 
Ci vediamo a Reggio Emilia il 19 marzo!
 
E voi, quale tipo di comunicazione preferite utilizzare?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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