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Un sabato sera al cinema

Inchiostro, la rubrica di Claudio Imprudente, questa settimana ci porta al cinema per parlare di “Ogni tuo respiro”, l’ultimo film del regista britannico Andy Serkis. Una piacevole sorpresa

4 dicembre 2017

Pop-corn, coca cola, una bella compagnia…Tutto pronto per un rilassante sabato sera al cinema. Usciamo pieni di aspettative finché, in macchina, non scatta la fatidica domanda: che cosa andiamo a vedere? Segue in genere la lista di almeno tre proposte per ciascuno, con la pretesa di averle già selezionate a casa su internet… Smartphone alla mano alla fine ci decidiamo e la scelta, nel mio caso, questa volta cade su “Ogni tuo respiro”, l’ultimo film del regista britannico Andy Serkis.
 
“Uffa, un altro film sulla disabilità” è il mio primo pensiero…Per di più romantico…Questa sera noia assicurata insomma…
 
E, invece, chi l’avrebbe mai detto, “Ogni tuo respiro” è proprio un bel film.
 
La storia la potete a grandi linee scoprire sul trailer, che preannuncia un giovane protagonista alle prese con un cambiamento radicale nella propria vita sullo sfondo dell’Inghilterra degli anni Cinquanta.
 
Si tratta di Robin Cavendish, ventottenne fresco di matrimonio, che, dopo un viaggio d’affari in Kenya, si ammalerà di polio finendo irrimediabilmente paralizzato.
 
L’amore della moglie e la vicinanza degli amici permetteranno a Robin, inizialmente deciso a farla finita, di tornare a casa nel Derbyshire, in cui, nuovamente a contatto con il proprio ambiente e la propria vita, riacquisirà l’antico ironico ed energico slancio che lo porterà a un’intuizione geniale: la sedia a rotelle con respiratore. Una vera e propria invenzione, la sua, che sarà brevettata e che promuoverà in giro per il paese, insieme alla fedele moglie Diana, a favore dei diritti dei disabili e della qualità della vita.
 
La vicenda di Robin, che si ispira a persone e fatti realmente accaduti, mi ha colpito soprattutto per la capacità che l’uomo e la sua famiglia hanno dimostrato nel venire allo scoperto e nel mettere gli altri in condizione di farlo, senza risparmiarsi lunghi viaggi per portare il proprio messaggio a quante più persone possibile. Un approccio, lo confesso, che ho sentito molto vicino.
 
La memoria è tornata anche a un mio vecchio articolo, La liberazione delle carrozzine, prendetela, se volete, come una recensione alternativa al film.
 
Ad accompagnare il tutto la delicata regia di Serkis, che non scade mai nel patetico e che si sostiene su due attori di cui sentiremo ancora parlare, Andrew Garfield in particolare, già noto per il suo ruolo nel pluripremiato “The Social Network”.
 
Il finale, piuttosto imprevedibile, non ve lo svelo…Giudicate voi stessi!
 
Che dire, due ore di respiro per un piacevolissimo sabato sera.
 
E voi, cosa fate quando avete bisogno di una boccata d’aria?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

di Claudio Imprudente

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