SuperAbile






In Tempo libero

Notizie


Il ritorno di Toro Seduto

Caro Toro Seduto, mi mancano tanto le nostre battaglie contro i soldatini, battaglie che ti vedevano sempre al mio fianco, immobile e coraggioso. Stiamo parlando di circa cinquant’anni fa. Credevi che le riserve indiane fossero materia ormai superata? E invece no, te lo assicuro io, perché l’Italia 2018 sceglie di tornare ai vecchi tempi...

11 giugno 2018

Caro Toro Seduto,
mi mancano tanto le nostre battaglie contro i soldatini, battaglie che ti vedevano sempre al mio fianco, immobile e coraggioso. Stiamo parlando di circa cinquant’anni fa. Credevi che le riserve indiane fossero materia ormai superata? E invece no, te lo assicuro io, perché l’Italia 2018 sceglie di tornare ai vecchi tempi.
 
Il merito va a un’invenzione nuova di zecca, una figura, un volto piovuto dal cielo, di certo non evocato intorno al fuoco nei nostri villaggi: il Ministro della Famiglia e delle Disabilità.
 
Ma di che cosa si occupa un Ministro delle Disabilità? Lì per lì l’idea non mi è neppure parsa del tutto inutile, infondo, un garante dell’inclusione, ho pensato, può fungere da stimolo e da aiuto per tutti, favorire, a suo modo, una cultura di pace aperta alla diversità.
 
Certo, se l’inclusione fosse alla base del suo mandato. Lorenzo Fontana però, questo il nome del nuovo Ministro, fa un po’ di confusione e al termine “inclusione” sostituisce “protezione”, così come al pensiero creativo e divergente il pietismo caritatevole più scontato.
 
Lo chiamano “il governo del cambiamento” ma qui, di nuovo, non c’è proprio un bel niente. Il disabile da accudire e da “salvare” di un tempo fa  evidentemente ancora presa sulla massa elettorale, e cavalcare quest’immagine è il chiaro indice di un’avanzata populista e ignorante, nel vero senso del termine.
 
Oltre alla disabilità poi c’è la famiglia, altra grande area di cui Fontana si dice non solo portavoce ma anche “crociato”, difensore dei valori della famiglia tradizionale. Ed ecco che il Ministro arriva a affermare, in tutta scioltezza, che “le famiglie gay non esistono”, escludendo così a priori una parte attiva della nostra società, che in questi anni si è data molto da fare per conquistare i propri diritti di cittadinanza. Ovviamente è venuto fuori il putiferio.
 
Non poteva che accadere altrimenti perché queste non sono solo affermazioni ideologiche, sono affermazioni false, che non corrispondono a dei dati di realtà consolidati e che rifiutano cambiamenti e evoluzioni già in atto. Secondo quest’ottica persino alcune disabilità, come quelle che lavorano per esempio, potrebbero smettere di esistere! Ne parlavo qualche giorno fa con un amico…In questo momento è come se qualcuno dicesse: “costruiamo una bella scalinata, così aiutiamo i disabili”.
 
Il dibattito è ancora caldo e tante, per fortuna, sono le voci che si sono spese con indignazione e smentite contro una tale deriva. Tra queste cito brevemente quella del mio collega, formatore e scrittore, Roberto Parmeggiani, che sulla sua pagina Facebook scrive: “Prima i disabili! Ma quindi dovremmo essere felici per un ministero dedicato alla disabilità? In più affidato alle idee di un esponente dell'estremismo pro vita e del cattolicesimo più antico, oltretutto della destra più razzista? Dobbiamo davvero rallegrarci perché adesso qualcuno si occuperà dei disabili come fossero una categoria da tutelare separatamente, come gli Indiani nelle riserve”.
 
Allo stesso modo la performer con disabilità Chiara Bersani: “Sia chiaro che noi apparteniamo al mondo delle minoranze e solo chi parla di un'inclusione volta a coinvolgere tutte le minoranze può parlare a nome nostro”.
 
Non è un caso, caro Toro Seduto, se oggi tiro in ballo proprio te. Non è solo per affetto. Ricordo bene, come, qualche anno fa, un manifesto della Lega prendeva a prestito l’immagine degli Indiani, ribaltandone completamente la prospettiva, accompagnandovi slogan di grande finezza come: “ Loro hanno subito l’immigrazione, ora vivono nelle riserve. Pensaci”.
 
Ecco, insieme a te, caro Toro Seduto, rispondo al nuovo Ministro e compagnia, con queste parole, tratte da una canzone di Fabrizio Moro:
 
“Pensa/Prima di sparare/Pensa/Prima di dire e di giudicare prova a pensare/Pensa/Che puoi decidere tu/Resta un attimo soltanto/Un attimo di più/Con la testa fra le mani”…
 
Che dire…Augh! È tempo di tornare a combattere!
 
E voi, vi sentite in riserva?
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

di Claudio Imprudente

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati