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“Su le mani, non vi vedo!”

A Sanremo 2017 la musica dei Ladri di Carrozzelle, con la loro satira vivace e irriverente, capace di sovvertire gli schemi come ogni gruppo rock che si rispetti

13 febbraio 2017

In Italia abbiamo tre appuntamenti fondamentali all’anno: Natale, Pasqua e Sanremo.
 
A Natale festeggiamo con il panettone, a Pasqua con l’uovo e a Sanremo, da qualche anno a questa parte, con un’altra sorpresa fissa…la disabilità!
 
Nel 2012 fu la volta dell’elegantissima danzatrice senza braccia Simona Atzori, mentre nel 2016 le note del pianista Ezio Bosso e la sua sorprendente abilità hanno allietato le nostre uggiose giornate di febbraio…E quest’anno?
 
Beh, quest’anno l’asticella si alza e il Festival della Canzone Italiana sceglie di portare sul palco un gruppo rock che può far tranquillamente invidia a Elio e le Storie Tese. Sto parlando ovviamente de I Ladri di Carrozzelle che, al di là della recente perdita dell’amico Piero Petrullo, continuano a fare con la loro musica della satira vivace e irriverente, capace di sovvertire gli schemi come ogni gruppo rock che si rispetti.
 
Qualcuno di voi li conoscerà sicuramente per i singoli d’esordio degli anni Novanta come la hit Distrofichetto, una delle preferite dei fans.
 
Nato in maniera quasi casuale, dall’incontro fra giovani musicisti con disabilità in un villaggio turistico, oggi il gruppo, nonostante abbia cambiato più volte formazione, conserva la sua missione di diffondere un’immagine nuova e insolita delle diverse abilità attraverso la musica.
 
Li abbiamo visti sul palco dell’Ariston, con quanta energia, ironia e talento hanno conquistato il pubblico dedicando la loro performance al compagno di strada Piero. Addirittura l’hastag#stravedoperlavita è finito tra i trend di twitter. “Stravedo per la vita” è stato il pezzo presentato nella serata finale del Festival, intonata da Lorenzo, il cantante non vedente.
 
“Su le mani, non vi vedo!” così ha esordito e così ha già vinto sia l’emozione di essere a Sanremo ma soprattutto chi credeva che la loro presenza fosse legata ad una mera spolverata di buonismo che nella televisione italiana regala sempre un po’ di share.
 
Emozioni a parte, la cosa interessante è a mio parere il modo in cui il Festival di Sanremo e quindi più in generale la RAI e la televisione italiana stiano sempre più approfondendo lo sguardo sulla disabilità.
 
Un passaggio graduale, di cui I Ladri di Carrozzelle rappresentano uno scarto in termini di consapevolezza, oltre che di immagine e di qualità.
 
Questi ultimi aspetti infatti erano già stati portati agli occhi dell’opinione pubblica con la suggestiva performance di Atzori e la bravura di Bosso, entrambi due artisti a cui oltre alla disabilità viene spontaneo associare un certo fascino, un certo “charme”. Due personaggi di spicco insomma e un po’ stupefacenti nelle loro qualità.
 
I Ladri di Carrozzelle invece ci portano ora su un terreno diverso, a mio parere altrettanto importante, un terreno meno spettacolare, capace di rivolgersi ai giovani con e senza disabilità e soprattutto in grado di portare dei contenuti che non risparmiano critiche alla contemporaneità e al pietismo che ancora ruota attorno al tema, cosa che la televisione, quando non è ben fatta, rischia più di accrescere che di diminuire.
 
Una musica “sbrock”, così come loro la definiscono, è quella de I Ladri di Carrozzelle, un ritmo che speriamo continui a far parlare di sé e a insinuare  spirito e un pizzico di malizia anche nei contesti più istituzionali.
 
Che dire, fischiettando la cover diBertoliA muso duro, aspetto la prossima sorpresa dell’anno.
 
E voi, vi sentite più ladri o più proprietari di carrozzelle?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.
 

di Claudio Imprudente

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