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Giusy Versace: l'ultima vittoria sulla pista da ballo e le note del cha cha cha

La campionessa paralimpica della velocità, lasciate per un po' le piste di atletica, ha calcato quelle da ballo. E' un trionfo la sua partecipazione al varietà di Raiuno Ballando con le stelle, dove vince con il favore del pubblico in coppia con Raimondo Todaro

13 dicembre 2014

ROMA - Atleta da primato: sulle sue lame da corsa, è recordwoman nei 100 e 200 metri piani, scrittrice, è autrice di Con la testa e con il cuore si va ovunque, presidente di una onlus, Disabili no Limits, protagonista di un cartone animato, il Sogno di Brent, incarnazione di una bambola, una Barbie corvina con le protesi di strass che va a ruba, testimonial del movimento paralimpico e icona fashion, con le sue protesi rivestite di cristalli. Aveva ancora del tempo libero, a quanto pare, e tanta voglia di continuare a stupire e stupirsi, Giusy Versace, quando ha accettato l'invito di Milly Carlucci a partecipare alla trasmissione di punta del sabato sera di Raiuno, "Ballando con le Stelle".

Anche se non è stato facile scritturarti, vero?
In verità non volevo partecipare a Ballando con le stelle, anche se, a posteriori, è stata un'avventura ricca di emozioni, molto interessante. Alla fine l'ho fatta perché gli altri hanno insistito. Mi interessava poter dare un messaggio positivo. Certo, in una trasmissione in cui si balla, che vinca una senza gambe è un bel paradosso, qualcosa che di certo passa alla storia. Negli altri paesi non ha mai partecipato un concorrente amputato, e nell'edizione americana c'era una ragazza senza le gambe che però è arrivata seconda. 

In Italia, invece, il pubblico l'ha premiata con un'ovazione e una percentuale del 56%, mentre il rivale Andrew Howe ha ottenuto il 44%. In barba alla giuria, che l'ha spesso penalizzata
Oddio, preferirei non dover dare un voto, ai giurati, se è questo che mi chiedi - scherza-. Alla fine, però, mi metto nei loro panni, non volevano sembrare quelli che mi agevolavano. Anche se devo dire che sono stati a volte molto duri. Insomma, mi facevano tanti complimenti ma poi i voti li davano agli altri. Milly, devo dire, fantastica, la mamma di una grande famiglia.

Quali sono stati i momenti di difficoltà?
Era difficile non perdere l'equilibrio, ricordarsi la coreografia, sorridere. E sicuramente non avere il contatto con la terra non era facile, ma se nella corsa sono sola, nel ballo ero sempre affiancata dal mio maestro, e soprattutto all'inizio ero sempre tenuta da lui almeno da una mano. Poi, andando avanti, ha inventato passi in cui mi muovevo da sola, ma il più delle volte eravamo vicini e questo mi dava grande sicurezza

Hai avuto riscontri da altri ragazzi disabili, ti hanno scritto?
In tanti mi hanno scritto, ringraziandomi del messaggio di integrazione che stavo dando. Ma mi hanno fatto piacere anche i messaggi di tanti ragazzi normodotati giovanissimi, che mi hanno guardato, hanno postato le mie foto sui loro profili Facebook

Parli sempre di lanciare messaggi agli altri, ma a te cosa ha lasciato questa esperienza?
Intanto, mi ha fatto rimettere i tacchi, ed è una cosa che mi porterò sempre nel cuore, una cosa molto forte, che finora non avevo mai fatto. Poi è stata una sfida, e come tutte le sfide, puntata dopo puntata, andando avanti, è venuto fuori il lato competitivo che è in me. Tutto avrei pensato, però, tranne di riuscire a vincere.

Ti è stato affiancato Raimondo Todaro, un professionista che ha vinto ben cinque edizioni della trasmissione. Quanto sei stata brava tu e quanto è stato bravo lui?
Io sono stata brava perché alla fine le gambe le dovevo muovere io, ma lui anche è stato bravissimo, molto paziente. In questa vittoria è stato fondamentale, un ottimo compagno e maestro, ha visto come funzionano le protesi, ha visto le ferite, i lividi alle gambe. Mi ha sempre supportato, mi diceva che ho il ritmo dentro, è stato fondamentale il suo supporto. E' stato faticoso ma lui mi ha aiutato molto. Insomma, non erano tutti bacini e coccole, come si è visto in TV.

La difficoltà maggiore?
In alcuni balli, bisognava usare le gambe in maniera molto rapida, tirare su le ginocchia, fare piccoli passi serrati. Sono convinta che questi esercizi mi saranno utili anche nella corsa, in pista. Anche se gli allenamenti sportivi non li avevo mai abbandonati, semmai un po' rallentati, trascurati, ma adesso riprenderò a pieno ritmo, penso già ai Mondiali di Doha del 2015.

Il ballo che hai trovato più ostico e quello che più ti è piaciuto
Difficili, tutti: il cha cha cha forse il più difficile, anche perché è stato il primo, quello con cui ho rotto il ghiaccio, non me lo scorderò più. E poi è stato l'ultimo. La salsa è stata la mia preferita, mi è sempre piaciuta in modo particolare.

Difficile ballare sorridendo sempre, hai sentito il peso delle telecamere?
Ma, io mi divertivo davvero, quindi mi veniva facile sorridere. Poi sono un tipo sorridente. Ecco era difficile mostrarsi sempre disinvolta, qualsiasi cosa succedesse, come quando ho perso la protesi. (a cura del Cip)

(13 dicembre 2014)

di e.proietti

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