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Vacanze in casa? Airbnb si fa per tutti: ecco la guida con i 20 consigli

Nata nell'ambito del progetto “Accessibilità in Viaggio #HUMANNEEDS”, ideato da Diversity per Airbnb, la guida contiene le storie e le indicazioni di quattro viaggiatori esperti di accessibilità, tra cui Valentina Tomirotti, giornalista “a rotelle e ribelle”

26 maggio 2021

ROMA – L'estate si avvicina e tanti sono alle prese con ricerche e prenotazioni: un'impresa complicata, quest'anno più che mai, tra Green Pass e regole in continua evoluzione. Un'impresa ancor più complicata per i viaggiatori con disabilità, o con esigenze particolari. A loro è rivolto il progetto “Accessibilità in Viaggio #HUMANNEEDS”, realizzato da Diversity per Airbnb con l’obiettivo di abbattere stereotipi e pregiudizi legati al mondo del turismo accessibile. Fa parte del progetto la Guida all’accoglienza accessibile, curata da Valentina Tomirotti (“Pepitosa in Carrozza”) e destinata agli “host” Airbnb, ai quali offre una lettura di approfondimento e 20 indicazioni pratiche per accogliere nella propria casa le disabilità. “Siamo sempre abituati a parlare di turismo accessibile senza considerare l’elemento determinante: l’accoglienza accessibile che garantisce la vera esperienza di viaggio”, ci dice Valentina Tomirotti.

Hanno contribuito alla realizzazione della guida, raccontando le proprie esperienza e fornendo le proprie indicazioni, attivisti e attiviste, esperti di diversità e di accessibilità: il trio dei “Terconauti” (Damiano e Margherita Tercon e Philip Carboni), attori, fumettisti e “divulgatori nell’ambito dell’autismo”; Ilaria Galbusera, D&I Manager e capitana della Nazionale di Pallavolo sorde; Manuele Bravi, formatore cieco e campione di nuoto paralimpico.

Abilismo e turismo: gli errori da evitare

La campagna continuerà nei prossimi mesi con due ulteriori iniziative: una campagna video, da metà giugno e un momento di comunicazione durante la sesta edizione dei Diversity Media Awards, l’evento ideato da Diversity che ogni anno premia personaggi e contenuti mediali che si sono distinti per una rappresentazione inclusiva e valorizzante della diversità.  La guida si pone come strumento di lavoro, cassetta degli attrezzi per chi voglia affittare la propria casa ai turisti, con un'attenzione particolare a quelli con disabilità. “Abbiamo pensato ad uno strumento utile al vostro lavoro di 'padrone e padroni di casa' – si legge nelle prime pagine della guida - che punti ad un’accoglienza reale per tutte e tutti gli ospiti che vorranno soggiornare nella vostra casa, per far vivere loro l’esperienza di viaggio che – come sappiamo bene - inizia dal sentirsi a casa. In questo quaderno tratteremo il tema della disabilità nell’ambito turistico, pensando ad una clientela con disabilità. Non bisogna sapere cose particolari, ma conoscere la tematica, per comunicare al meglio con le persone”. Ciò che in particolare va contrastato è “l’abilismo, 'cugino' di altri tipi di discriminazione sistematica, come l’omobitransfobia, il sessismo e il razzismo. L’abilismo è la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e, più in generale, il presupporre che tutte le persone abbiano un corpo abile – si legge ancora nell'introduzione -  La cosa principale da evitare è sottovalutare le capacità del soggetto, alimentando giudizi e pregiudizi che portano la persona con disabilità a dimostrare il contrario, a nascondere un bisogno o a mettere in evidenza a tutti i costi le proprie abilità. L’abilismo è un fenomeno che non va sottovalutato, ma che vive di dettagli e proprio per questo è molto importante farvi attenzione: alla mimica espressiva, alla gestualità e soprattutto al linguaggio, scegliendo parole adatte, senza accentuare alcuna forma di discriminazione, a partire dalla costruzione di un discorso che distingue tra un 'noi' e un 'voi'”. E, ancora: “L’errore è permettere alla disabilità di diventare elemento centrale della comunicazione. Cercare di evitare l’errore è possibile solo prestando molta attenzione a come si comunica con le persone con disabilità”. Dop questa premessa, la parola passa ai quattro “attivisti” e ai loro consigli.
I 20 consigli dei quattro “attivisti” dell'accessibilità.

Valentina Tomirotti, “classe 1982, mantovana di nascita, rotolante quotidiana, di breve non ha nemmeno il nome e il cognome. Non scrive mai niente a caso, ama raccontare tutto da una visuale privilegiata: da un metro d’altezza, a cavallo della carrozzina che trasforma in un trono”. E' lei, curatrice della guida, a raccontare per prima la sua esperienza:“In viaggio, mi sento a casa quando posso vivere un’esperienza senza dover rinunciare a qualcosa: preparami da sola un caffè senza chiedere niente a nessuno. Casa è: muovermi liberamente per la struttura senza aver paura di incastrare le mie ruote o quando al mattino, in bagno, riesco a specchiarmi e inizio la giornata scegliendo il mio rossetto preferito”. Di qui, i suoi cinque consigli, tra cui “rivolgersi a tutte le persone che hanno prenotato il soggiorno, senza distinzioni”; “non instaurare il dialogo con la cliente o il cliente mettendo la carrozzina al centro della discussione”; “non dare 'ruoli' ai clienti se non vi è certezza: chi accompagna non è per forza un/a assistente”; e poi “rendere accessibile un bagno non significa ospedalizzarlo o eliminare elementi sanitari di design: avere sempre a portata di mano una sedia in plastica, come quelle da giardino, può essere utilissima e multi-funzionale”.

Damiano e Margherita Tercon con Philipp Carboni sono “un esuberante trio artistico composto da Margherita - la sorella tuttofare, Damiano - il fratello cantante autistico e Philipp – il cognato fumettista schiavizzato dai fratelli. Insieme ci occupiamo di sfatare luoghi comuni sull’autismo e di mostrare che non si tratta di una malattia, ma di un semplice funzionamento mentale”. Damiano in viaggio si sente a casa “quando sto sdraiato, rilassato sul letto a pancia in su senza il cuscino, steso su un divano comodo, un luogo dove stare al calduccio che sia tutto bello riscaldato; quando ho la possibilità di ascoltare la musica in libertà, guardare Beautiful, le televendite e Sanremo, gustare il buon cibo, avere tanti interruttori della luce e, quando possibile, avere una sveglia radiocontrollata e un aspiratore in bagno! Adoro gli aspiratori in bagno!”. Tra i suoi consigli, “ricordarsi che la persona autistica è una persona: non bisogna infantilizzarla anche se appare 'adorabile'. Assolutamente sì essere gentili, tenendo a mente che le richieste che vengono fatte, anche se possono apparire particolari, sono sempre espresse sul serio”. E chiarisce: “La maggior parte delle persone autistiche non è aggressiva, né rumorosa, né invadente e non è assolutamente pericolosa. Anzi, spesso si tratta di persone estremamente pacifiche”.

Ilaria Galbusera, capitana della Nazionale Italiana Volley Sorde, è sorda dalla nascita e cresciuta bilingue, italiano e LIS. “Ilaria ha imparato negli anni a fare della sua disabilità un punto di forza. I suoi genitori dovevano rincorrerla mentre lei correva ovunque con la palla in mano, palla che oggi continua ad amare giocando a pallavolo, una delle sue più grandi passioni”. In viaggio, “mi sento a casa quando sono pienamente a mio agio e in armonia con il contesto di relazioni umane e di ambienti che incontro, senza sperimentare alcuna difficoltà di comunicazione. Casa è quando vivo le relazioni sociali, con eventuali adattamenti e aggiustamenti per agevolare la comunicazione, senza alcuna barriera, in piena autonomia e indipendenza permettendomi di affrontare il viaggio con serenità e col sorriso”. Per questo suggerisce, tra l'altro, di “preferire le comunicazioni scritte utilizzando SMS/Whatsapp/email. Se richiesto, utilizzare le videochiamate agevolando la lettura labiale. In caso di necessità, in alcune regioni italiane è previsto gratuitamente il servizio ponte italiano/LIS”. E raccomanda di “utilizzare un approccio Deaf Friendly: mettersi di fronte alla persona sorda per agevolare la lettura labiale, scandendo bene e lentamente le parole. Non serve urlare. In caso di necessità, si possono utilizzare le App di trascrizione vocale oppure di traduzione in caso di lingue straniere. In periodo Covid abbassare la mascherina prendendo le distanze o utilizzare mascherine trasparenti (in caso di impossibilità a scrivere per comunicare)”. E consiglia di “scrivere su un foglio (tradotto in più lingue in caso di persone sorde straniere), tutte le comunicazioni relative alla casa, le regole, i mezzi di trasporto, i consigli sui posti
da visitare o i locali dove mangiare ecc. L’accompagnatore udente non è necessariamente il suo/la sua interprete o la sua mediatrice/il suo mediatore. Rivolgersi alla persona sorda nello stesso modo con cui ci si rivolge alla persona udente”.

Infine, Manuele Bravi, “formatore e consulente multisensoriale”, ha una disabilità visiva dall’età di sei anni. “Esplorare i propri limiti conduce alla ricerca di territori vastissimi ed è così che ho intrapreso viaggi – racconta - appreso l’arte della musica, nuotato per la nazionale paralimpica e conseguito lauree e master con ottimi voti”. In viaggio, si sente a casa “quando incontro persone curiose ed empatiche, quando ho la possibilità di potermi gestire autonomamente nei miei bisogni primari, come recuperare da mangiare, gestire elettrodomestici ed avere una connessione Wi-Fi. Quando, in conclusione del mio viaggio, posso salutare la casa con un grazie. Ognuno dovrebbe aver la possibilità di viaggiare, fare esperienza e trovare un luogo accogliente da poter chiamare per qualche tempo casa”. Perciò raccomanda: “Le foto non servono da sole a far conoscere la casa: è fondamentale accompagnarle con didascalie complete, che descrivano dettagli significativi, in modo da permettere attraverso le parole una chiara visualizzazione mentale dell’abitazione in cui si viene accolti”. Poi, “quando nell’annuncio si specifica 'non sono ammessi animali', si potrebbe aggiungere la precisazione 'ad eccezione dei cani guida'. Sapevate che i cani  guida sono ammessi ovunque per legge?”, domanda. Consiglia poi di “assicurasi che la casa possa essere anche un’esperienza di accoglienza multisensoriale: senza la vista sento maggiormente i profumi della casa, le temperature, il pavimento di legno sotto i piedi nudi, il suono degli uccellini fuori dalla finestra o il silenzio di alcune stanze”. E raccomanda di “costruire una relazione di accoglienza quando entri in contatto con una persona con disabilità visiva, come si farebbe con qualsiasi altra persona. Resta aperta/o e curiosa/o, senza imbarazzarsi nel porre domande”.

Clicca qui per leggere la Guida all’accoglienza accessibile.

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