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L’amore di un ragazzo per il suo pianeta

Con “Diario di un giovane naturalista” Dara McAnulty, 16enne irlandese con la sindrome di Asperger, vuole risvegliare la nostra coscienza ecologista

13 marzo 2021

BOLOGNA - Dara McAnulty ha 16 anni, il cervello di un aspirante scienziato, ed è stufo di assistere passivamente al male che viene inflitto al pianeta. In famiglia è il più curioso e riflessivo di tutti, quello con le mani sempre sporche di terra e le tasche sempre piene di piume, ghiande e sassi. Fin da piccolo, la natura è stata fonte di meraviglia per lui: ogni scricchiolio, canto di uccelli o fruscio lo spingeva a indagare e catalogare, per poi condividere le sue scoperte con mamma e papà, i suoi due fratelli e il cane Rosie. A cinque anni gli è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e i suoi genitori hanno deciso di trasferirsi da Belfast a un paese più tranquillo dell’Irlanda del Nord. 
 
“Vi sorprende che quasi un quarto dei giovani abbia problemi di salute mentale? Siamo sempre più frammentati tra ambizione, materialismo e autoanalisi [...] è facile sentirsi sopraffatti, depressi e disconnessi. Io ci combatto ogni giorno”. Questi e altri pensieri li ha affidati a un libro, “Diario di un giovane naturalista”, edito da Feltrinelli, vincitore del Wainwright Prize 2020, finalista al Baillie Gifford Prize 2020 e in corso di traduzione in dodici diversi Paesi. La cronaca di un anno della sua vita, diviso per stagioni, dalla primavera all’inverno, in cui Dara McAnulty registra i cambiamenti che, giorno dopo giorno, avvengono nel suo giardino e nel suo universo, come la prima cinciarella che segna l’arrivo della primavera o le esplorazioni nei boschi. Annotando, a volte, anche le capriole fatte dalla sua mente, l’ansia per un esame o un trasloco, il risveglio della sua coscienza ecologista. 
 
Proprio dove vive scopre «che è nell’azione a livello locale che posso fare la differenza. Quando ho fondato l’ecogruppo, non sapevo se qualcuno si sarebbe presentato; davo per scontato che agli altri ragazzi non importassero queste cose. Mi sbagliavo di grosso. [...] In un mondo così veloce e competitivo, ci servono radici ben salde. Ci serve un contatto profondo con la terra e con gli esseri che la popolano». Grazie al suo amore per la natura e alla sua onestà sull’autismo, Dara ha vinto il premio Unsprung Hero assegnato dal programma Springwatch della Bbc ed è diventato ambasciatore per la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals. La sua voce è quella di un’intera generazione di attivisti-bambini che, grazie a Greta Thunberg, ha cominciato a urlare al mondo la propria indignazione ed è, al tempo stesso, la voce di un adolescente che cresce, sogna, combatte e non vuole smettere di stupirsi davanti allo spettacolo della natura. “Tutti noi abbiamo la possibilità di fare qualcosa per salvaguardare tanta bellezza. Siamo noi a doverla proteggere”.
 

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