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“Riprendi le ali”, un saggio sul come rialzarsi dagli stati di sofferenza

Il libro di Giusi Mannelli, psicologa e di docente di scuola superiore, nasce dall’ascolto attivo ed empatico di diverse situazioni di vita quotidiana. “Ogni persona porta delle ferite dentro ed il loro solco è sempre lì, nonostante il trascorrere del tempo. Per cui il primo passaggio è proprio quello di prenderne coscienza e consapevolezza”

20 gennaio 2021

PALERMO - Rialzarsi dagli stati di sofferenza fisica, psicologia e spirituale è possibile se, dopo un percorso di consapevolezza personale, si riesce a fare tesoro di quanto accaduto, per riuscire “riprendersi le ali”. È quello che emerge nel saggio "Riprendi le ali" di Giusi Mannelli edito da Ex Libris di Carlo Guidotti. Il volume, partendo dall’osservazione della sofferenza, delle ferite e della loro difficile gestione nasce dall’ascolto attivo ed empatico di diverse situazioni di vita quotidiana di chi ha vissuto tristi esperienze sociali. Giusi Mannelli, cerca di intrecciare il suo ruolo di psicologa e di docente di scuola superiore, traslando l’ascolto su un piano di didattica preventiva, nella convinzione che alcune brutte esperienze, che hanno cagionato sofferenza in qualche persona, possano essere d’aiuto per altre persone che potrebbero, nel corso della vita, trovarsi in situazioni analoghe.

L’autrice, in particolare, tratta la sofferenza e le ferite personali con delle metafore; i capitoli sono introdotti anche da tavole grafiche, da alcune poesie e da alcuni autorevoli interventi tecnici. Il ricavato delle vendite del libro verrà devoluto all'associazione Nina onlus (Nulla è Impossibile Nell'Amore): un'associazione di volontariato che sostiene in chiave preventiva e di sostegno le donne con malattie oncologiche e le loro famiglie.

Giusi Mannelli ha deciso di scrivere questo libro nel momento in cui stava vivendo una sofferenza fisica dovuta ad una frattura.

“Dopo un periodo di notevoli impegni, seppur forzatamente, il mio stato di salute mi ha costretto a fermarmi. Ero rimasta bloccata nei movimenti che potevo favorire solo con l'ausilio delle stampelle - racconta - ma potevo utilizzare le mani e quindi ne ho approfittato per scrivere! Il titolo di questo libro è un’esortazione – afferma Giusi Mannelli - e un incoraggiamento per riprendere quelle ali tarpate dalle ferite che quotidianamente toccano ogni persona di tipo fisico ma anche psicologico e pure spirituale. Le ali rappresentano la spensieratezza, la semplicità, la gioia, l’entusiasmo che ognuno di noi possiede nel momento in cui ritorna a sentirsi libero. Il libro desidera fornire degli spunti di riflessione, partendo da analisi di casi realmente accaduti. Ogni persona porta delle ferite dentro ed il loro solco è sempre lì, nonostante il trascorrere del tempo, che non lo cancella automaticamente. Per cui il primo passaggio, non scontato ma fondamentale, è proprio quello di prenderne coscienza e consapevolezza, al fine di agire per fronteggiarle, rimettendosi in cammino”.

“Oggi sta crescendo il desiderio di guarire tutte le ferite -  scrive nella prefazione don Paul Fenech, sacerdote di Malta, missionario della Misericordia e presidente dell’Organismo Internazionale di Servizio per le Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione -, non solo quelle personali, ma anche quelle familiari, collettive, sociali, comunitarie; il desiderio delle relazioni vere che non feriscono". "Giusi Mannelli riesce a dare coraggio - sottolinea nell'introduzione Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale - e forza a chi, seppur si accorga che le proprie ali sono rattoppate con lo spago della speranza e il tessuto della bellezza, ritenti a spiccare il volo verso sogni e attese dove i silenzi non sono mai stati d’oro". Tra i casi, realmente accaduti, viene raccontato quello di una persona che ha subito una diffamazione all'interno di una parrocchia. Il libro, a questo proposito, tra i diversi contributi, si arricchisce delle note dello psicoterapeuta e frate Giovanni Salonia che analizza forme, cause e cura proprio della maldicenza.

"Parlare della sofferenza altrui è sempre umanamente pericoloso, ma l’ho fatto avventurandomi nel cuore dell’altrui sofferenza come nell’antica e suggestiva immagine che non a caso ho citato nel libro, del 'guaritore ferito' – continua Giusi Mannelli -”. “Lo ha fatto senza mai perdere quel sorriso – scrive nella sua introduzione Luciano Sesta, docente di filosofia e storia - e quella vivacità che testimoniano la sua sportiva capacità di cadere dall’onda senza scomporsi, per usare l’immagine, a lei tanto cara, del 'surfer-ciascuno di noi' che si destreggia fra le onde della vita”.

La metafora del surfista, infatti, viene utilizzata dall'autrice in una dimensione esistenziale ampia di caduta e ripresa nel proprio cammino di vita.

“Ognuno di noi attraversa la propria vita come un surfer alle prese tra cadute e risalite, ferite e guarigioni, alla ricerca della 'propria' onda, ovvero la felicità. Ma, per poterla trovare dobbiamo imparare ad accogliere le cadute come opportunità, perché alcune consapevolezze emergono proprio mentre si è sotto l’onda. Nella società che ogni giorno ci ferisce sempre più e che spesso si compiace di 'volare in basso', è necessario soffermarsi sulla dimensione spirituale dell’essere umano, attraverso la preghiera per il cristiano e l’esercizio dell’agilità emotiva per il laico. Senza avere alcuna pretesa, mi sono permessa con un linguaggio semplice, di proporre anche degli esercizi emotivi che ho suggerito pure ai miei studenti. Una volta che si riprendono le proprie ali, la valorizzazione piena della relazione con gli altri, può diventare una cura di vita reciproca”.

di Serena Termini

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