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Giffoni50, vince il racconto dell'inclusione. Anteprima del film con Bortuzzo

Premiati i sei film vincitori, Raoul Bova in collegamento ha mostrato ai ragazzi in anteprima esclusiva le prime scene di “Ultima gara”. Presente al fesdtival Manuel Bortuzzo: “Il nuoto è il mio sfogo silenzioso, che però può fare tanto rumore”

31 agosto 2020

ROMA - Dopo sei giorni di proiezioni e dibattiti con registi e attori, si chiude ii festival Giffoni50, con la premiazione dei vincitori, scelti dai “Generator  + 13”. Tra i numerosi lungometraggi arrivati nella categoria vince “Man Up” (Francia) di Benjamin Parent: la storia di Tom, un adolescente timido e sensibile. Un racconto intenso e appassionato, il cambiamento e l’adolescenza, il compromesso e la fragilità, i legami che vanno oltre la morte, un viaggio semplice e doloroso tra ricordi e incertezze, su una strada di mancanze e assenze. La definizione di mascolinità da raggiungere a tutti i costi, le restrizioni sociali che la caratterizzano e quell’esigenza di sentirsi liberi di essere, esistere.

Nella categoria cortometraggi, i “Generator +13” hanno votato per “Luce & me” (Italia) di Isabella Salvetti: un ragazzo in macchina con il papà, un improbabile travestimento da fatina, una corsa verso uno spettacolo davvero speciale che è un pugno in faccia ai pregiudizi, agli stereotipi e alla malattia, uno spettacolo in nome dell’amore e della vita. Il Premio “Cial” per l’Ambiente, istituito con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e giunto alla sua sedicesima edizione, è stato assegnato invece al film “La guerra di Cam” (Italia) della regista Laura Moscardin. Un viaggio spaventoso in balia di un mondo spietato quello di Cam e sua sorella che alla ricerca di una via di fuga si troveranno a fare i conti con contesti devastanti e trafficanti di esseri umani.

Tra glie eventi collaterali, grande successo per la presentazione in esclusiva delle prime scene di “Ultima gara”, diretto da Raul Bova e Marco Renda, che racconta la storia dei tre campioni del nuoto Emiliano Brembilla, Filippo Magnini e Massimiliano Rosolino. Nel cast c'è anche Manuel Bortuzzo, presente al festival. “Abbiamo cercato di enfatizzare la naturalezza, la semplicità – ha raccontato Bova - Alcune scene non erano neanche previste, sono nate con una bellissima spontaneità. Il film vuole spronare, vuole smuovere lo spettatore raccontando la storia di tre atleti campioni del mondo e di un attore che scelgono di mettersi in gioco insieme, condividendo una sfida per superare se stessi. Spesso vincere vuol dire proprio superare i propri limiti, ricominciare a giocare quando tutto sembra già fatto. Con Manuel ci siamo incontrati in un momento particolare delle nostre vite. Io mi ero appena fratturato una gamba e avevo perso da poco i miei genitori. Ho trovato in lui la forza di reagire, la voglia di vivere. Lui ha trovato in me un supporto e abbiamo cominciato a guardare insieme verso il futuro. Il suo contributo è stato fondamentale per la riuscita della trama”. Chiudendo Bova ha promesso: “Il prossimo anno sarò al Festival e vi farò vedere il mio film. Voglio assolutamente il vostro parere perché credo che quelle dei giovani siano le opinioni più importanti.”

Manuel Bortuzzo si è raccontato così ai ragazzi di Giffoni: “Voglio realizzare tutti i miei sogni. Sono le mie passioni che mi hanno fatto andare avanti. Il nuoto è stato il motore di tutto. Dopo solamente un mese dall’incidente sono rientrato in acqua. Quando ti viene tolta la cosa che ami di più è difficile accettarlo, ma si può lottare. Il nuoto è il mio sfogo silenzioso, che però può fare tanto rumore.” Bortuzzo ha scritto anche un libro, “Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vincere”, edito da Rizzoli, per raccontare la sua esperienza: “Ho scritto un libro per dare speranza e strappare un sorriso alle persone che come me hanno sofferto e soffrono”. Lui ha preso ispirazione da persone conosciute per la loro forza e tenacia “Alex Zanardi e Bebe Vio sono stati sicuramente due punti di riferimento per me. Perché in queste situazioni non capisci subito cosa è successo, ci vuole tempo per realizzare e reagire.” Il suo augurio commovente per i ragazzi: “Io vi auguro semplicemente di stare bene, credetemi non è scontato. Vi auguro di stare bene affinché possiate fare tutto quello che volete.  Siete giovani, imparate in fretta, provate tutto.

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