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“Sensuability. Francamente me ne infischio”, mostra prorogata fino al 15 luglio

Dopo la chiusura forzata a causa del covid, alla Casa del cinema di Roma torna la mostra di fumetti realizzata dall'associazione Nessunotocchimario: corpi imperfetti nella bellezza della loro diversità, strizzano l’occhiolino ai film

1 luglio 2020

ROMA - Dopo la chiusura forzata subita nel mese di marzo, fino al 15 luglio torna alla Casa del cinema di Roma la mostra di fumetti “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?”, realizzata dall’associazione Nessunotocchimario con il patrocinio del Comicon, nella sua special edition 2020 “Francamente me ne infischio”. Protagonisti sono alcuni corpi imperfetti ma estremamente sensuali, che esprimono la bellezza e la potenza della loro diversità, strizzando l’occhiolino al cinema. Questo, infatti, è stato il tema del concorso che poi è sfociato nell’esposizione. “Tutto nasce nel 2016 – dice Armanda Salvucci, la promotrice –, quando una regista famosa ha pubblicato un annuncio in cui cercava ‘un nano che facesse tenerezza’. Così, a 50 anni, ho deciso che non potevo più stare a guardare e da quattro porto avanti questo sogno chiamato Sensuability, un progetto a più tappe che oltre al fumetto include cinema e fotografia per parlare di disabilità”.
 
Sono state tre donne le prime classificate al termine del concorso: Anna Peroni con “Lilli e il Vagabondo”, Claudia Pasquini con “Titanic” e Martina Dorescenzi con “A qualcuno piace caldo”. Le tavole e le illustrazioni quest’anno avevano come tema le scene ispirate dal grande schermo e tutte le forme di disabilità, visibili e invisibili. Nel complesso sono stati 34 gli artisti che hanno inviato oltre 60 opere, rappresentanti tutta l’Italia ed equamente divisi tra uomini e donne. Più o meno gli stessi dell’edizione 2019.
 
“Francamente me ne infischio!”, la celebre frase pronunciata da Rhett Butler, interpretato dall'attore Clark Gable nel film “Via col vento”, diventa quindi un grido liberatorio, un invito a piacersi, a essere sensuali, a vivere la sessualità oltre i pregiudizi, oltre l’ossessione di corpi perfetti e performanti, sfidando gli stereotipi legati alla disabilità.

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