SuperAbile







Estate e Covid, il turismo accessibile non ha paura. E si rimette in moto

Parla Roberto Vitali, fondatore e presidente di Village for All. “La richiesta c'è, soprattutto per le vacanze all'aria aperta. Tante le persone con disabilità pronte a partire o già partite, l'importante è che le regole non creino nuove barriere. La distanza fisica può anche aiutarci: un lusso muovermi in un ristorante con la sedia a rotelle senza dover chiedere permesso”

29 giugno 2020

ROMA – A Village for All c'è aria di vacanza e di ottimismo. E non potrebbe essere altrimenti, per un marchio che ha fatto del superamento del limite e delle “barriere” il suo mestiere. Non sarà un limite, allora, neanche il Covid e le nuove regole da questo imposte, con cui il turismo 2020 dovrà fare i conti. “Le 80 strutture sotto il nostro marchio, in Italia, a San Marino e in Croazia, sono quasi tutte aperte o in via di apertura. E stiamo registrando un forte movimento: la stagione sta partendo, seppur più lentamente rispetto agli altri anni. Ma questo non è un anno come gli altri, quindi è normale che sia così. E tante persone con disabilità, in famiglia o in gruppo, stanno prenotando, per luglio e agosto: cercano soprattutto mete tranquille e prediligono le strutture all'aperto, come campeggi e villaggi. Ma anche gli alberghi sono richiesti. Le destinazioni richieste finora sono tutte all'interno dell'Italia, ma stiamo registrando anche prenotazioni dall'estero: soprattutto austriaci e tedeschi mostrano un gran desiderio di venire anche quest'anno nel nostro Paese”.
 
Certo, ci sono le regole imposte dal Covid-19, alle quali occorre attenersi e che creano non poche difficoltà ai gestori delle strutture: “Per questo abbiamo fatto e facciamo continuamente attività d'informazione e formazione per le nostre strutture, per aiutare gli imprenditori ad applicarle con intelligenza, affinché queste non creino nuovi ostacoli e barriere. Penso, per esempio, all'indicazione, contenuta nelle linee guida, di adottare preferibilmente cestini e rubinetti a pedali: è chiaro che questo creerebbe grandi difficoltà a una persona con disabilità. Abbiamo quindi condiviso quelle attenzioni necessarie per creare barriere che poi andrebbero abbattute. E abbiamo registrato piena disponibilità, da parte degli imprenditori, a fare propri i correttivi da noi suggeriti”.

Niente fine settimana “di prova”

Quel che è venuto a mancare, quest'anno, è un momento importante sopratutto per i viaggiatori con esigenze particolari: quei “fine settimana che, generalmente in primavera, i turisti con disabilità utilizzano per testare le strutture in cui trascorrere poi un periodo più lungo in estate. Questa fase ovviamente è mancata, ma va detto che, appena il lockdown è finito, ho visto code soprattutto di camper, in attesa di entrare nei campeggi e villaggi. Segno che le persone hanno una gran voglia di muoversi: e hanno ripreso a muoversi, soprattutto nel weekend, molto meno durante la settimana. Questo può rappresentare anche un vantaggio, soprattutto per chi teme maggiormente il rischio del contagio: le spiagge italiane, durante la settimana, sono per lo più non libere, ma liberissime! In generale, la situazione è tranquilla e sicura e le norme d'igiene sono seguite attentamente da tutti”.
Problemi per i turisti con disabilità in Italia non ce ne sono: diversamente, “in altri Paesi, alcune compagnie aeree hanno sospeso l'imbarco i passeggeri disabili perché l'assistenza prevede contatto. Qui non abbiamo registrato ancora nulla del genere, per fortuna. L'unico disagio è quello  prodotto da Trenitalia, che ha raddoppiato i tempi di prenotazione dell'assistenza, ma confidiamo che si risolva presto”.

I “buoni insegnamenti” della pandemia

E c'è un'altra buona notizia: “Nessuna delle strutture di Village for All ha aumentato i prezzi, sebbene ci siano naturalmente maggiori incombenze e attenzioni. E tutte aderiscono al bonus vacanze, che pure richiede una procedura piuttosto complicata. Va detto però che c'è bisogno di ben altro per far ripartire e sostenere in modo serio il turismo”. Infine, c'è quello che di buona la pandemia ha insegnato e di cui, per Vitali, sarebbe bene far tesoro. “Intanto ci ha dato la percezione del fatto che dobbiamo migliorare la qualità del nostro prodotto turistico: spero che vedremo sparire, per esempio, quella fastidiosissime moquette su cui le carrozzine affondano e che di igienico non hanno proprio nulla. E poi ci sono le distanze fisiche nei locali, che per il cliente con disabilità spesso rappresentano un grande vantaggio: è un vero lusso, per me, muovermi in un ristorante con la mia carrozzina senza chiedere continuamente 'permesso'! Ecco, spero che questo resti, almeno come attenzione e sensibilità”.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati