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Annika e Jonathan, quando l’amore vero vince l’autismo

Racconta della vicenda di una donna che affronta la realtà proprio quando sembra aver raggiunto una sicurezza, una stabilità e perfino una felicità che mai aveva provato prima l’ultimo volume della statunitense Tracey Garvis Graves

25 giugno 2020

ROMA - Annika si sente sollevata, quando il medico le diagnostica una forma di autismo ad alto funzionamento, con associato disturbo d’ansia. Sollevata perché, nei suoi oltre 30 anni di vita, ha sempre avuto il dubbio che il problema fosse lei: che la sua difficoltà a guardare le persone negli occhi, la fatica di coltivare relazioni sociali, il desiderio di stare in casa, per conto proprio, discendessero da una sua “stranezza”, senza origine e quindi senza rimedio. Racconta della vicenda di una donna che affronta la realtà proprio quando sembra aver raggiunto una sicurezza, una stabilità e perfino una felicità che mai aveva provato prima l’ultimo volume della statunitense Tracey Garvis Graves (recensito sulla rivista SuperAbile Inail): Il mondo visto da Annika Rose che, dopo il successo in patria, è in corso di traduzione in 16 diversi Paesi. Perché Annjka si sottopone ai test esattamente nel momento in cui la sua relazione con Jonathan ha ripreso vita e vigore, dopo che si era interrotta, la prima volta, ai tempi del college. Allora Annika aveva poco più di 20 anni e di fronte alle difficoltà era abituata a fuggire. Così era fuggita anche da lui, rifiutandosi di affrontare le prove, le fatiche e gli ostacoli che la relazione con l’unico uomo che mai l’avesse amata comunque portava con sé. Il gioco valeva la candela, come si usa dire: Annika lo sapeva, ma aveva lo stesso lasciato che la fiamma di spegnesse.
 
Poi, dopo dieci anni, l’incontro casuale. Dieci anni in cui tante cose erano accadute e tante prove Annika aveva dovuto affrontare: tra queste la solitudine, quella pesante, quella che toglie il fiato e la speranza, quella che toglie la voglia di vivere e lascia il passo al desiderio di morire. L’ha aiutata Tina, la sua psicologa. L’ha aiutata Janice, la sua unica fedele amica. L’hanno aiutata i suoi genitori, che da sempre cercano di proteggerla dai pericoli e dal dolore.
 
Ora Annika è più forte, ha un lavoro che ama, un appartamento tutto suo e una routine che la fa sentire sicura e capace di vivere in questo mondo. Quando si trova davanti, casualmente, l’uomo che non vede da dieci anni ma che ha continuato ad amare, è decisa a non perderlo di nuovo. La storia ricomincia, fatta di sollecitudine, premure e quella comprensione che solo Jonathan le ha saputo offrire. Una storia perfetta, in cui anche le sue crisi riescono a essere contenute da quell’uomo che sa darle affetto, senza mai giudicarla, senza compatirla, ma amandola così com’è: anche quando irrompe nel suo ufficio, nel mezzo di una riunione complicata, per portargli un sandwich e una bibita, suscitando l’irritazione del capo. A Jonathan non importa: è sempre e comunque dalla sua parte, perché semplicemente la conosce e la comprende. Arriva però il giorno in cui, inaspettatamente, Annika e Jonathan rischiano di separarsi per sempre. È l’11 settembre del 2001.

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