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Disabilità: arriva il "Tg Corona" a raccontare le "Storie dalla Quarantena"

Il nuovo nato dell’associazione La Casa di Asterione di Ascoli Piceno è realizzato dagli stessi ragazzi protagonisti dei percorsi di integrazione rimodulati dopo la chiusura forzata. Il presidente Paoletti: “Il primo passo? E’ stato la formazione degli operatori. E poi siamo partiti con 12 laboratori a distanza”

20 maggio 2020

ASCOLI PICENO – “Sono giorni complicati e lunghi, che non passano mai. Ma qualcuno ci propone un rimedio con le ricette della chef Alessia. Così il tempo passa… ma i chili crescono!”. Il tono è quello giusto, l’espressione pure: Noemi annuncia il primo servizio del ‘Tg Corona – Storie dalla Quarantena’ e passa l’esame dell’esordio a pieni voti. Alessia compare subito dopo con farina, uova e lievito di birra a portata di mano, pronta a impastare la pizza al formaggio. Poi c’è Assunta che annuncia il collegamento con il dj William, mentre Fabio presenta Marilisa e la sua ninna nanna “che ci riporta indietro nel tempo”. Giulio conclude la puntata insieme al video sulla Galleria d’Arte che sorprende e strappa una risata.
 
Il "Tg Corona" è l’ultimo nato nella "Casa di Asterione", l’associazione di promozione sociale, affiliata nazionale Acli Arte e Spettacolo, che nelle Marche, ad Ascoli Piceno, accompagna ragazzi con diversi gradi di disabilità su percorsi riabilitativi con la complicità dell’arte e della vicinanza di coetanei normodotati.
 
E proprio per riprendere il filo dei laboratori artistici interrotti improvvisamente dalla pandemia, gli operatori hanno attivato la didattica a distanza e creato questo “breve reportage settimanale – spiega Roberto Paoletti, presidente dell’associazione - per raccontare cosa è successo nelle case dei ragazzi in queste settimane di isolamento forzato e come stiamo affrontando la fase due dell’epidemia”.
 
In rete ogni venerdì alle 18.00 dalla pagina facebook de "La Casa di Asterione", il Tg ripropone in tono ironico tutti i passaggi di un vero telegiornale, con tanto di sigla, titoli, logo a forma di casetta e le ‘o’ di Corona travestite da virus e da emoticon con la mascherina. E a pochi giorni dal lancio sta già registrando un pieno di visualizzazioni.
 
“La chiusura forzata – racconta Paoletti – ci ha costretti a rimodulare una parte delle attività che erano state pensate per i percorsi curriculari scolastici. Il primo passo è stata la formazione dei nostri operatori sull’allenamento dell’intelligenza creativa, con strumenti a distanza, realizzata insieme all’impresa sociale Altisensi di Milano. Poi abbiamo avviato un nuovo format per i laboratori creativi che sostituisce per due mesi, maggio e giugno, la parte scolastica”.
 
Sono 12 i mini laboratori in corso e prevedono un numero ristretto di partecipanti, sei al massimo, per garantire il miglior apprendimento possibile. Le lezioni sono condotte a distanza da altrettanti docenti per 65 studenti complessivi, 39 ragazze e 26 ragazzi, tra gli 8 e i 28 anni, l’80% dei quali con diversi gradi di disabilità: dall’autismo alla sindrome di down, dai ritardi cognitivi alla disabilità motoria. Gli appuntamenti sono a cadenza settimanale e il programma prevede otto incontri per ogni percorso di gruppo.
 
“Il primo obbiettivo – sottolinea il presidente - è esaltare il concetto di prossimità che per noi non vuol dire solo vicinanza fisica ma vera e propria prossimità nel vivere quotidiano. Una prossimità integrata e inclusiva che esprimiamo come sempre nell’elaborazione creativa. Lo scopo inoltre è quello di dare un appuntamento fisso ai partecipanti, insieme al lavoro da fare a casa tra una lezione e l’altra, per riagganciare i ritmi della didattica creativa e ricreare spazi di condivisione sociale”.
 
Le discipline proposte riguardano i laboratori di costruzione di strumenti musicali con utensili casalinghi, marionette con utensili e accessori casalinghi, musica e canto corale, storytelling con scrittura comunitaria prendendo spunto dalle storie della quarantena, movimento e coreografia individuale, disegno con fiaba raccontata, costruzione nasi finti e accessori circensi (in doppia versione), manipolazione creativa, cucina creativa, narrazione comune con produzione video, conduzione e preparazione Tg Corona.
 
“Il risultato di questi laboratori – sottolinea Mara Mancini, educatrice - confluisce poi nella preparazione settimanale da parte di uno dei gruppi del Magazine Web ‘Tg Corona - Storie dalla quarantena’, un vero e proprio racconto filmato della sintesi delle nostre lezioni. In primo piano, il carattere resiliente dei nostri compagni di viaggio che, come sempre, diventa energia rigenerante per tutta la comunità”.
 
Il progetto ReMi (rete educativa per l’inclusione), promosso insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, interviene a sostegno di giovani e adulti, disabili psichici, fisici e normodotati, per favorire l’integrazione nella comunità attraverso la costruzione di una rete di supporto educativo e laboratori artistici. Ai laboratori, denominati METE, secondo le varie declinazioni, partecipano sempre normodotati e ragazzi con disabilità insieme, con l’obiettivo di offrire a ciascuno la possibilità di sperimentarsi nelle diverse discipline con le proprie differenti abilità.
 
“L’espressione artistica – spiega Elisa Maestri, insegnante di sostegno e docente di teatro sociale - è il mezzo più diretto e adeguato per coinvolgere in attività comuni persone normodotate e disabili e superare la cultura del ‘diverso’. Ognuno offre la propria abilità e allo stesso tempo apprende dall’altro, arricchendo il proprio saper fare. L’intervento verso la disabilità non può essere solo legato alla cura e al sostegno delle funzioni fondamentali ma deve prevedere anche la qualificazione del tempo libero come importante strumento di integrazione sociale: uno spazio in cui vivere insieme un’esperienza significativa e positiva e arrivare ad accettarsi a prescindere dalle proprie abilità”.

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