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Tra pandemia e resilienza, storie di nuovi e vecchi mondi

È uscito il numero di maggio di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, con un lungo focus sul coronavirus. Per questo mese è consultabile solo on line

14 maggio 2020

ROMA – Un approfondimento sulle conseguenze del Covid-19, tra testimonianze di persone disabili e non, buone prassi, lo slittamento delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 probabilmente al prossimo anno e la cultura accessibile anche a distanza. Più uno sguardo agli scatti contenuti nel volume “Uno più uno” di Alberto Bilardo, giovane palermitano con tetraparesi spastica che, nel tempo, è riuscito a coltivare la sua passione per la fotografia. E poi ancora: libri, musica, televisione e tante notizie. È uscito il numero di maggio di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, questo mese consultabile solo online a causa della chiusura della tipografia nel momento in cui il magazine doveva andare in stampa.
 
Un’atleta, una performer, un’insegnante, un caregiver, una responsabile di strutture residenziali, un operatore del 118, non tutti disabili, hanno raccontato la propria vita al tempo dell’emergenza sanitaria. Poi ci sono le tante iniziative di associazioni, cooperative sociali, centri diurni e di riabilitazione che non si sono lasciati prendere in contropiede e hanno reagito con una serie di buone pratiche di assistenza telefonica o a domicilio, che probabilmente resteranno valide anche alla fine del lockdown. Volti, voci e nuovi servizi a sostegno di giovani e adulti con disabilità e delle loro famiglie sono stati raccolti in un lungo Speciale coronavirus, insieme alle iniziative museali per sordi e non vedenti, alle app per bambini con disturbi dell’apprendimento, agli audio racconti del Centro nazionale del libro parlato “Francesco Fratta”.
 
Ma sul numero di maggio di “SuperAbile Inail” trovano posto anche le recensioni. Oltre a quelle dei libri, si segnalano le 120 ballate di Barbara Garlashelli in “Caduta dentro un no”, abbinate a tracce audio di reading musicali, e il documentario “Crip Camp: disabilità rivoluzionarie”, disponibile su Netflix: un campo estivo gestito da hippy negli anni Settanta, la nascita del movimento Usa per i diritti delle persone disabili e tanto materiale d’archivio, fino alla firma, nel 1990, dell’Americans with disability Act. Infine, non possono mancare le rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. E come sempre è online la Guida al PDF accessibile, realizzata in collaborazione con la Uici per rendere fruibili alle persone cieche e ipovedenti tutti i numeri del magazine.

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