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Su Rai Yo-Yo arriva il primo cartone animato inclusivo e senza barriere

Si chiama “Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa” e va in onda ogni giorno alle 16.50. I personaggi, le forme, i colori e il ritmo sono adatti a tutti i bambini, in particolare non udenti, ipovedenti e con difficoltà di apprendimento

5 aprile 2020

ROMA - Si chiama “Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa” ed è un cartone animato molto particolare. Da domenica 29 marzo, ogni giorno alle 16.50 su Rai YoYo (e disponibile anche su RaiPlay) è in onda il primo cartoon inclusivo e senza barriere, adatto a tutti i bambini, con o senza deficit sensoriali. La serie è prodotta da Rai Ragazzi e da Animundi. I personaggi, le forme, i colori e il ritmo sono costruiti per adattarsi alla diversa sensibilità e ai diversi livelli di competenza di ogni bambino tra i 2 e i 6 anni, in modo da promuovere momenti di condivisione che educhino al rispetto dell’altro, ciascuno con le proprie differenze. “L’idea è partita da una casa editrice di Rieti, Punti di vista, che realizza prodotti editoriali per bambini con disfunzioni sensoriali e difficoltà di apprendimento, soprattutto ipovedenti e non udenti” ci ha raccontato Raffaele Bortone, produttore, insieme ad Andrea Martini, e regista della serie animata. “Ci hanno contattato e ci hanno lanciato l’idea: sarebbe possibile immaginare un prodotto audiovisivo che possa essere fruito da bambini di questo tipo? E noi abbiamo raccolto la sfida”.

Animundi, in collaborazione con Rai Ragazzi, ha ideato, con la consulenza di un pool di esperti, come insegnanti, educatori, psicologi, medici, un metodo di lavorazione innovativo, il Cartoon Able. “Abbiamo studiato, codificato e realizzato questo metodo di lavoro” ci ha spiegato Bortone. “Quello che vediamo oggi sullo schermo è la summa di una serie di accorgimenti che, vista la nostra esperienza trentennale nell’animazione, abbiamo inserito in questo prodotto. Tutto quello che può sembrare di facile fruizione è frutto di uno studio molto lungo, partito nel 2015. Siamo stati supportati da un progetto di crowdfunding, grazie a Telecom e alla sua piattaforma WEDO. E poi abbiamo sottoposto il prodotto alla Rai, dicendo: questi sono i personaggi, questa è la metodologia, è un prodotto unico”. È unico perché non è destinato solo a una fascia di bambini, ma a tutti. “L’idea è rendere effettivamente fruibile a tutti questo prodotto” ci ha spiegato il produttore. “Non è un cartone solo per non vedenti o non udenti: in questo caso avremmo settorializzato.


La grande sfida è stata aver realizzato un prodotto adatto a tutti, ai bambini normodotati, con accorgimenti che li potessero incuriosire e avvicinare a diverse tipologie di linguaggio. È un prodotto che non rende diverse le persone, ma integra tutte le persone. Ritenevamo che fosse un prodotto che avvicinasse fin dalla tenera età alla diversità di linguaggio e all’inclusione i bambini di oggi, che diventeranno gli uomini e le donne di domani. La Rai ha creduto in noi e anche il Ministero dei Beni Culturali”. La consulenza è stata mediata dalla casa editrice che ha promosso il progetto. “Per sposare le necessità produttive in termini di tempistiche, e ricevere tutte le informazioni necessarie, abbiamo scelto di interfacciarci con Punti di vista, la casa editrice che è diventata il nostro punto di riferimento. Noi proponevamo una serie di soluzioni, a livello di struttura narrativa e soluzioni grafiche, a Punti di vista, che già aveva una serie di relazioni riguardanti il mondo della disabilità”.

I consigli degli esperti sono stati fondamentali per creare un prodotto che fosse veramente inclusivo. “Abbiamo capito la necessità di descrivere degli ambienti, ci è stato suggerito l’utilizzo di determinati colori, soprattutto per il mondo dell’autismo” riflette Bortone. “La struttura dell’immagine che vediamo ha determinati elementi, un determinato numero di elementi, un determinato accostamento di colori, spesso tinte pastello. E la scelta di forme particolarmente arrotondate, legate alle rilevanze fatte dalle neuroscienze sulla stimolazione delle aree di piacere”. Per capire l’attento lavoro che è stato fatto, facciamo un esempio. “Se si decideva di realizzare un prato fiorito, un prato verde con alcuni fiori ci dava comunque una visione bucolica” spiega il regista. “Se avessimo riempito un prato con decine e decine di fiori, un bambino autistico si sarebbe concentrato sul numero di fiori piuttosto che seguire lo sviluppo della scena”.

Una soluzione, in particolare, è destinata ai non udenti. “Abbiamo ideato la realizzazione di un baloon, un fumetto che appare, con dentro attori, truccati e vestiti come il personaggio che segnano, che parlano nella lingua dei segni italiana” ci spiega Bortone. “È un aiuto per i bambini non udenti non scolarizzati, per cui l’unico modo di comunicare è la lingua dei segni”. Un’altra soluzione è stata pensata per i non vedenti o gli ipovedenti. “Gli effetti sonori, la musica, i dialoghi fanno capire alcune cose agli ipovedenti” racconta il produttore di Animundi. “In più c’è una voce narrante che, se arricchisce la visione anche per il bambino normodotato, dando una serie di informazioni permette al bambino non vedente di contestualizzare. Una voce narrante che ci dice che i personaggi si dirigono in un bosco permette al bambino non vedente, oltre a sentire cosa dicono i personaggi, di contestualizzare l’ambiente”. Un progetto unico come questo ha ottenuto un grande entusiasmo tra gli artisti, tanto che molti di loro hanno accettato di dare la voce ad alcuni personaggi. Sono Giovanni Allevi, Beppe Carletti, Raul Cremona, Gigi e Ross, Vladimir Luxuria, Guillermo Mariotto e Giuseppe Zeno, che è la voce narrante di tutte le puntate.

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