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La tv che include passa anche dal servizio pubblico

È uscito il numero di febbraio di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Online anche la Guida al PDF accessibile

7 febbraio 2020

ROMA – Un focus sull’accessibilità del servizio radiotelevisivo pubblico, un’intervista alla giovane skater in carrozzina Ilaria Naef, un approfondimento sul teatro come riabilitazione dopo il coma e i traumi cranici (due progetti portati avanti rispettivamente dalla Casa dei risvegli “Luca De Nigris” di Bologna e dal Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, nel parmense). Più gli scatti di Julian Rizzon, raccolti nel volume fotografico “Together”, che raccontano il lavoro con le persone disabili della Fondazione Don Gnocchi nei Paesi in via di sviluppo. E poi ancora: sport, tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero di febbraio di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e consultabile anche online.
 
Il servizio radiotelevisivo pubblico è sempre più inclusivo: dall’avatar in Lis che annuncia le previsioni del tempo nella lingua dei segni al “Progetto Beethoven” per far ascoltare la musica a chi ha l’impianto cocleare o l’apparecchio acustico. E poi ancora: sottotitoli per non udenti, audiodescrizioni per non vedenti, tv rallentata per chi ha problemi di comprensione, un progetto a supporto dei bambini autistici e uno per chi soffre di afasia. Senza dimenticare la rappresentazione della disabilità tra fiction, docu-reality e Rai Cinema. Un impegno che vede lo zampino del contratto di servizio, dell’ufficio per la Responsabilità sociale Rai, del Centro ricerche, innovazione tecnologica e sperimentazione di Torino e del disability manager dell’azienda. Obiettivo? Una tv per tutti.
«Lanciarsi da una rampa fa venire i brividi. Ma aiuta anche ad affrontare la vita e le sfide di ogni giorno». Venticinque anni, ligure, Ilaria Naef ha inseguito il suo sogno fino a realizzarlo: nel 2016 ha preso parte al primo mondiale di skateboard in carrozzina, a Dallas. E oggi si allena al Bunker di Roma, insegnando questo sport bello e utile anche nella vita quotidiana per affrontare gradini e altre barriere. «Fin da piccola ho avuto la passione per lo skate – racconta –, ma non pensavo fosse possibile praticarlo, per via della mia disabilità. Poi ho visto il video di un ragazzo americano in carrozzina che si lanciava dalle rampe di uno skatepark. Avevo 15 anni e promisi che ci sarei riuscita anch’io». La svolta è stata l’Erasmus in Germania, dove Ilaria ha cominciato ad allenarsi: lì lo skate è molto diffuso, anche tra i ragazzi disabili.
 
Ma sul numero di febbraio di “SuperAbile Inail” trovano posto anche i Disabili pirata, che a Milano  si battono contro le barriere, partendo proprio da quei centri sociali di cui sono assidui frequentatori, gli atleti protagonisti di due mondi sportivi (quello olimpico e quello paralimpico) e il progetto “AccessibItaly” che, con la sua app e grazie a video sottotitolati, consentirà alle persone sorde viaggi virtuali nei borghi più belli d’Italia. Spazio inoltre a libri, cinema e fumetti audio come “Unseen”, scritto da un non vedente, con protagonista un’eroina cieca, pensato per un pubblico con e senza disabilità visive. Infine, non possono mancare le rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. E online è anche la Guida al PDF accessibile, realizzata in collaborazione con la Uici per rendere fruibili alle persone cieche e ipovedenti tutti i numeri del magazine. (mt)

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