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Primi passi per l'Orchestra sinfonica inclusiva di Udine

Il sogno è quello di dare vita a un'orchestra che coinvolga più di 40 elementi e veda, fianco a fianco, ragazzi disabili e non. La formazione è già iniziata, a dicembre un grande concerto. La musica come grande strumento di inclusione

7 agosto 2019

UDINE - Giulia, Giovanni, Francesca, Rocco hanno un grande sogno: esibirsi in un teatro, suonare i brani più famosi di Mozart o Beethoven, e dare forma alla prima Orchestra sinfonica inclusiva del Friuli Venezia Giulia. Un sogno condiviso con la maestra Antonella Rigo, codirettrice della scuola di musica Ritmea di Udine e responsabile del progetto AMI, Attività Musicale Inclusiva. “Ogni volta mi sorprendo quando vedo il gruppo di ragazzi dell’orchestra sinfonica inclusiva arrivare a scuola di musica. C’è chi ha difficoltà motorie, chi è autistico, un ragazzo con la sindrome di Down… Si preparano in corridoio e i compagni, all’inizio, li guardavano con timore. Poi entrano in aula, si siedono di fronte ai leggii con gli spariti, prendono gli strumenti e sono tutti uguali. La musica ha il potere di portare armonia anche dove c’è disarmonia”.
 
Gli strumenti per realizzare il sogno sono quelli della Cooperativa AllegroModerato di Milano, guidata da Marco Sciammarella che, in più di 25 anni di attività, è arrivata ad esibirsi con grandi musicisti come Stefano Bollani, e aderisce al Sistema delle Orchestre e dei Cori giovanili in Italia, avviato nel 2010 dal maestro Claudio Abbado. Più piccola l’esperienza udinese che ha mosso i primi passi, appunto, solo due anni fa: “Ho contattato Sciammarella ed è stato proprio lui a formare il primo gruppo di 15 operatori, musicisti, ma anche educatori e un fisioterapista che oggi lavorano fianco a fianco con i ragazzi con disabilità”.
 
Nell’ultimo anno scolastico è partita anche la “classe” di propedeutica orchestrale. Ogni settimana, per tutto l’anno, 13 ragazzi dagli 11 anni in poi, con varie forme di disabilità fisiche e intellettive, si sono riuniti per imparare a conoscere la musica classica. “Il metodo - continua Antonella Rigo - prevede che per il primo anno i ragazzi sperimentino tutti gli strumenti dell’orchestra dai violini ai violoncelli, dalle percussioni all’arpa. Vengono subito messi alla prova, affiancati da educatori e, insieme al pianista che conduce la prova, forniscono degli input ritmici e melodici che permettono di suonare insieme. La risposta all’inizio è istintiva, ma piano piano tutti riconoscono lo schema dei brani che proponiamo, tratti dal repertorio per orchestra, e imparano il gesto che devono compiere e quando tocca a loro”.
 
In un anno sono stati studiati passi come “L’antro del re della montagna” di Edvard Grieg oppure alcuni passaggi dal “Carnevale degli animali” di Camille Saint Saens, o ancora il Valzer n. 2 di Dimitri Shostakovich reso famoso dal film “Eyes Wide Shut” o l’Inno alla gioia dalla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. “Le parti vengono cucite sulle capacità e sulle esigenze dei ragazzi. Sono semplificate rispetto all’originale naturalmente, ma già nel primo anno abbiamo notato un notevole sviluppo della memoria, dell’attenzione e delle capacità esecutive per tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità”.
 
I ragazzi sono divisi in due gruppi in base all’età: il primo per i più piccoli tra gli 11 e i 15 anni, il secondo dai 16 anni in poi. “Non facciamo distinzione per tipologia di disabilità, quello che può cambiare è l’eventuale affiancamento di un educatore per i casi più gravi. Mentre i bambini più piccoli vengono inseriti nelle classi di propedeutica musicale aperte a tutti”. Da settembre partirà il secondo anno di lavoro con lo stesso gruppo e ai giovani aspiranti musicisti verrà chiesto di scegliere uno o più strumenti da approfondire, mentre dal terzo anno dovrebbe prendere avvio il sogno di una vera e propria Orchestra sinfonica inclusiva del Friuli Venezia Giulia che coinvolga più di 40 elementi e veda, fianco a fianco, ragazzi disabili e non. “Questo è il sogno - continua la creatrice del progetto - ma che potrebbe concretizzarsi anche prima del previsto grazie alla collaborazione con l’Orchestra Allegro Moderato. Potremmo, infatti, già sotto Natale fare un primo concerto vero e proprio”.

di Angela Caporale

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