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A Roma la prima summer school per bambini non vedenti

Imparare il Braille, la matematica, la geometria e ad usare gli strumenti tecnologici di scrittura, lettura e misurazione dello spazio, per affrontare il nuovo anno scolastico alla pari con i loro coetanei vedenti. Sono queste alcune delle attività della prima Summer school del Lazio per bambini dai 10 ai 14 anni

24 giugno 2019

ROMA - Imparare il braille, la matematica, la geometria e ad usare gli strumenti tecnologici di scrittura, lettura e misurazione dello spazio, per affrontare il nuovo anno scolastico alla pari con i loro coetanei vedenti. Sono queste alcune delle attività della prima Summer school del Lazio, frequentata da bambini ciechi o ipovedenti dai 10 ai 14 anni di età e promossa dal Centro Regionale Sant'Alessio, Ente pubblico per la riabilitazione dei disabili visivi. "È straordinario vedere come questi bambini riescano, con i giusti ausili, ad essere autonomi e veloci sia nel gioco che nello studio. La scuola estiva organizzata al Sant'Alessio, grazie anche alla competenza degli operatori che vi lavorano, riesce a coniugare divertimento e didattica", ha dichiarato Michela Di Biase, consigliera regionale del Pd e componente della commissione politiche sociali, che stamattina ha visitato la Summer School. Sono moltissime le attività proposte, "ho avuto modo di partecipare allo scavo archeologico, realizzato dai bimbi con veri strumenti per fare esperienza tattile dei materiali, riconoscerne la dislocazione nello spazio prima di riprodurre l'oggetto toccato, ha concluso Di Biase".

Il Sant'Alessio "segue circa 1.000 studenti non vedenti o ipovedenti in tutto il Lazio, nelle scuole, a casa e attraverso programmi di formazione dedicati", ha dichiarato Amedeo Piva, presidente del Centro Regionale Sant'Alessio. La Summer school "ideata e diretta dalla nostra tiflodidatta Carmen Pirro, si propone di aumentare le strategie di apprendimento di questi bimbi, utilizzando i cosiddetti 'compiti di realtà' e intende stimolare tutte quelle strategie cognitive che possono migliorare l'apprendimento del braille, della geometria, della matematica e di tutte le materie". L'obiettivo è quello di - attraverso il gioco - mettere i bimbi in condizione di ripetere il programma scolastico già svolto, preparandoli ad affrontare con maggiore competenza il successivo ciclo di studi. Siamo soddisfatti e nella prossima estate amplieremo l'esperienza", ha concluso Piva.

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