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Vacanze romane... all’Albergo etico

Nella Capitale, un hotel un po’ particolare offre lavoro e formazione a sei persone con disabilità, divise tra pulizia delle stanze e reception. E mira a coniugare l’aspetto etico e quello aziendale

18 giugno 2019

ROMA – Compie 4 anni l'Albergo Etico. E li festeggia con il tour internazionale, iniziato il 31 maggio a Buenos Aires, che oggi arriva a Roma. Qui, nella struttura da poco inaugurata, si terrà stasera un evento per festeggiare i primi mesi dall’apertura della struttura nella Capitale. Diciotto camere elegantemente arredate tra le mura di un vecchio edificio di primo Novecento, che fino a pochi anni fa ospitava l’Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, a poche centinaia di metri da piazza del Popolo, e presto anche un ristorante, una terrazza all’aperto, una sala riunioni. L’Albergo Etico, il primo nel suo genere nella Capitale, ha aperto i battenti lo scorso 28 dicembre, richiamando subito l’attenzione del pubblico non solo per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, ma anche per l’originalità di un progetto, che ha l’ambizione di formare e inserire nel mondo della ricettività turistica un numero crescente di persone con disabilità. Lo ha visitato, per SuperAbile Inail, Antonella Patete, giornalista di Redattore sociale, incontrando i protagonisti di questa storia.
 
"Abbiamo tratto ispirazione dall’Albergo Etico di Asti", dice Antonio Pelosi, l’imprenditore che in questa avventura ha messo tutto: passione, impegno e capitale di partenza. "L’idea è quella di coniugare l’aspetto etico e quello aziendale, l’obiettivo è formare personale che poi potrà trovare impiego presso altre strutture. A Roma ci sono molti albergatori, che assumerebbero volentieri personale disabile, ma cercano lavoratori già formati. Qui vogliamo creare professionalità spendibili sul mercato".
 
Attualmente all’Albergo Etico sono impiegate dodici persone di cui sei con diversi tipi di disabilità, tra cui esiti da post coma, sindrome di Down e sindrome di X Fragile, suddivisi tra il lavoro ai piani e la reception, dove imparano il mestiere sotto la supervisione del direttore Gianfranco Carocci, che spiega così la sua scelta: "A pochi anni dalla pensione volevo chiudere la mia carriera con un’esperienza che fosse la degna conclusione di 40 anni nel settore alberghiero". E quando gli attuali lavoratori, tutti assunti con contratto part-time a tempo determinato, saranno pronti per spiccare il volo verso altre opportunità professionali, al loro posto subentreranno nuove leve che potranno apprendere il mestiere grazie a un periodo di cosiddetto training on the job.
 
Fino all’età di 33 anni, nel 2007, Antonio Pelosi lavorava come ingegnere nelle multinazionali dell’informatica. Poi, un giorno, un incidente in moto ha cambiato la sua vita. "Sono stato tre settimane in coma e sette mesi in riabilitazione intensiva", racconta. "Ma questa esperienza mi ha fatto capire un sacco di cose, è più quello che mi ha dato di quello che mi ha tolto: mi ha fatto scoprire la gioia di vivere". Dopo alcuni mesi Antonio, che proviene da una nota famiglia di albergatori romani, ha cominciato a lavorare nell’azienda familiare e, contemporaneamente, a fare volontariato a Casa Dago, una struttura dedicata ai pazienti usciti dal coma che seguono programmi riabilitativi in regime di day hospital presso la Fondazione Santa Lucia, dove lui stesso è stato ricoverato dopo l’incidente. "Il lavoro mi ha aiutato", aggiunge. "È stato lo strumento della riabilitazione, non l’obiettivo finale. A Roma ti domandano di che quartiere sei, a Napoli da che famiglia vieni, a Milano che lavoro fai. È bello poter dire: sono un cameriere, sono un receptionist, sono un barman. Tutti hanno delle abilità residue che possono usare: io non chiedo alle persone che patologia hai, ma che cosa ti piacerebbe fare".
 
Nel frattempo, al secondo piano, Massimiliano impara a rassettare le camere, aiutato da Fiorella che gli insegna come e in quale sequenza fare le cose. Massimiliano ha 44 anni e l’X Fragile, e questa è la sua prima esperienza di lavoro. A casa non si rifaceva neanche il letto, ora si prepara a diventare cameriere ai piani. "È faticoso soprattutto tirare il lenzuolo sugli angoli quando sistemi i letti", dice. "Vorrei andare a lavorare all’hotel Parco dei Principi. È un hotel di lusso, chissà che belle divise hanno". Intanto fuori dalle stanze le lenzuola si ammucchiano nei sacchi di Is a laundry, una piccola lavanderia industriale che favorisce l’inserimento lavorativo di giovani con disagio sociale. "Potevo decidere di dare il denaro che ho investito in beneficenza", continua Pelosi. "Ma avevo l’ambizione di creare qualcosa di più importante".
 
A piano terra, invece, Fabiano impara i segreti della reception sotto la supervisione del direttore Gianfranco, perché all’Albergo Etico si chiamano tutti per nome. Ha 27 anni e anche lui è passato per l’esperienza del coma. "Sono di Praiano, sulla Costiera Amalfitana", racconta. "Faccio il barman da quando avevo 14 anni, ma dalle mie parti si lavora solo sette mesi all’anno. A Roma ci sono un mare di opportunità. Voglio diventare un receptionist e sto frequentando una scuola d’inglese. A casa voglio tornarci solo per le vacanze". Fabiano ha cominciato a lavorare all’Albergo Etico dal primo giorno. "Nessuno aprirebbe un hotel a gennaio", ridono. "È il mese peggiore per il turismo". Ma le cose sono andate meglio del previsto, anche se i lavori di ristrutturazione sono ancora in corso e c’è ancora molto da fare.
 
"Abbiamo le finiture di un quattro stelle, ma intendiamo restare un tre stelle proprio per giustificare qualche eventuale lentezza e inefficienza del personale", dice Pelosi. "Stiamo andando bene sia come occupazione delle stanze sia in termini di reputazione", fa eco il direttore. Lo attestano le recensioni su Booking: "La struttura va oltre un semplice albergo. Ebbene sì, è uno dei progetti più belli al quale abbia mai assistito", commenta Francesca. Ma c’è anche chi guarda al sodo, come Mauro che scrive: "Struttura bellissima, ben posizionata presso piazza del Popolo, pulitissimo e staff gentilissimo. Qualità prezzo eccezionale!". Perché la scommessa è proprio questa: soddisfare anche i clienti più esigenti, creando al tempo stesso nuove possibilità di vita per il personale dell’hotel. (ap)

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