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Centri estivi, l'Emilia-Romagna continua a investire sulla conciliazione cura-lavoro

Secondo anno per il progetto che alleggerisce le rette dei centri estivi: i contributi salgono fino a 336 euro a figlio (erano 210 l'anno scorso), 6 milioni di euro le risorse complessive stanziate. Nel 2018 iscritti oltre 13 mila bambini e ragazzi, 1.170 i centri coinvolti, 314 i Comuni

17 aprile 2019

BOLOGNA – Per il secondo anno la Regione Emilia-Romagna finanzia con 6 milioni di euro il progetto per alleggerire il costo delle rette di iscrizione ai centri estivi, favorendo così la conciliazione dei tempi cura-lavoro per le famiglie residenti. La novità è che salgono fino a 336 euro (erano 210 nel 2018) i contributi previsti per ogni figlio: 84 euro alla settimana per un massimo di 4 settimane (o una durata maggiore nel caso in cui il costo settimanale della retta sia inferiore a 84 euro). Nel 2018, primo anno di sperimentazione del progetto finanziato dal Fondo sociale europeo, sono stati più di 13 mila i bambini e i ragazzi (dai 3 ai 13 anni) iscritti ai circa 1.170 centri estivi in possesso dei requisiti previsti dalla direttiva regionale e 314 i Comuni coinvolti. È il primo bilancio del “Progetto per la conciliazione tempi cura-lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza dei centri estivi” presentato oggi in Regione nel convegno dedicato alla rete e alla qualificazione dei centri estivi dell'Emilia-Romagna. Dall'analisi dei risultati della prima estate di sperimentazione emerge che a organizzare le attività sono stati in prevalenza gli enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, Aziende pubbliche di servizi) e privati (cooperative, onlus, associazioni gestori di servizi educativi e sociali, enti religiosi) che gestiscono le scuole o i servizi educativi anche nel periodo scolastico. Accanto a queste realtà, si sono attivate anche parrocchie, oratori, fondazioni e associazioni sportive e culturali.
 
Entro il 30 maggio i Comuni dovranno stilare l'elenco dei centri (gestiti direttamente o, per quelli privati, individuati tramite bando) aderenti al progetto. Successivamente potranno ricevere le richieste di contributo: i genitori dovranno scegliere uno dei centri inseriti nell'elenco comunale e presentare la dichiarazione Isee. Possono fare domanda per il contributo per le rette di frequenza dei centri estivi le famiglie con figli di età compresa tra 3 e 13 anni, residenti in Emilia-Romagna composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati, in cassa integrazione oppure senza lavoro ma iscritti ai centri per l'impiego, con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro. L'istruttoria, il controllo dei requisiti e la successiva compilazione della graduatoria delle famiglie individuate come possibili beneficiarie del contributo spettano al Comune, fino a esaurimento della disponibilità finanziaria.
 
I centri estivi possono essere pubblici o privati “accreditati” dai Comuni in base alla direttiva regionale del 2018 che ha previsto una revisione delle norme organizzative. La novità più significativa ha l'obiettivo di mettere i bambini al riparo dal rischio di maltrattamenti e abusi: il personale dei centri deve presentare il proprio casellario giudiziario, secondo quanto previsto dalla legge nazionale sulla pedopornografia. Altri requisiti riguardano la somministrazione dei pasti, che deve rispettare le linee guida regionali per l'offerta di alimenti e bevande salutari, e garantire igiene e correttezza alimentare. I centri devono dotarsi di servizi igienici separati per bambini ed educatori. Nelle strutture è richiesta la presenza di un responsabile con ruolo di coordinatore, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e, possibilmente, del titolo di educatore o insegnante o, comunque, con esperienza in campo educativo. I centri devono elaborare un progetto educativo che andrà comunicato alle famiglie. Dal 2020 per il responsabile del centro che accoglie più di 20 bambini, sarà indispensabile possedere una formazione più specifica in uno dei seguenti ambiti: educativo, formativo, pedagogico, psicologico, sociale, artistico, umanistico, linguistico, ambientale o sportivo. (lp)

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