SuperAbile






In Tempo libero

Notizie


Cinema, per il 2020 il Premio Rossano punta alle connessioni sociali

La quinta edizione del riconoscimento - dedicato allo psichiatra napoletano che da ultimo direttore dell'ospedale Leonardo Bianchi si impegnò attivamente per la chiusura dei manicomi - si è conclusa nel fine settimana appena trascorso con un bilancio positivo

10 aprile 2019

NAPOLI - "Ho sempre avuto l'obiettivo chiaro della crescita, tanto che quando siamo partiti mi sono posto come salto di qualità il quinto anno. Questo salto c’è stato, ma continuo a lavorare perché si può migliorare sotto tanti aspetti". Così alla Dire il sociologo visuale Marco Rossano, coordinatore del Premio cinematografico 'Fausto Rossano per il pieno diritto alla salute’. La quinta edizione del Premio - dedicato allo psichiatra napoletano che da ultimo direttore dell'ospedale Leonardo Bianchi si impegnò attivamente per la chiusura dei manicomi - si è conclusa nel fine settimana appena trascorso con un bilancio positivo come sottolinea il coordinatore che si è detto "molto contento perché abbiamo fatto un passo avanti importante, sia come qualità delle opere arrivate, sia come incremento di pubblico". Il 2019 ha portato un importante miglioramento dovuto "al lavoro fatto durante l'anno con le scuole, che non vuol dire far venire i ragazzi a vedere le proiezioni, ma vuol dire fare un percorso di sensibilizzazione su alcune tematiche: fasce deboli, salute mentale, persone con disabilità, ma anche migranti. E vuol dire anche costruire qualcosa con loro, come ad esempio al Villari, al Flacco di Portici, o in altre scuole, per realizzare un video e coinvolgerli attivamente. Continuare su questa strada è importantissimo".
 
Grande valore sociale, ma anche cinematografico tanto che oggi "il Premio - spiega Rossano - viene riconosciuto sia come nome che come logo, arrivano film importanti, ad esempio quest'anno è arrivato il cortometraggio che lo scorso anno ha vinto agli Oscar: la qualità delle opere è importante per la buona riuscita del festival". E i passi avanti sono evidenti considerando che "la prima edizione si è conclusa in una giornata, quest'anno abbiamo avuto quattro giornate più un'anteprima" in cui è stato proiettato il documentario 'I borghesi di Calais. L'ultima frontiera’ del regista spagnolo Jesùs Armesto "che abbiamo coprodotto come associazione".
 
La prima giornata del Premio, la mattina, è quella che Rossano racconta come "il momento più bello" in cui sono stati proiettati i lavori della sezione 'laboratori’ e da Roma "sono arrivati i protagonisti del corto 'Per un pugno di banane’ che poi è risultato il vincitore. Ho visto la gioia e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di bello negli occhi dei ragazzi di un centro diurno dell'Asl capitolina". Per la quinta edizione del festival il comitato scientifico aveva scelto come argomenti principali la salute mentale nelle sue più varie accezioni, il disagio giovanile, la ludopatia e le patologie da gioco d'azzardo, nuove visioni sull'avanzamento dell'età. La partecipazione è gratuita e il progetto è completamente autofinanziato.
 
Neanche il tempo di tirare le somme, che lo sguardo è proiettato verso l'edizione numero sei. "Sicuramente - avverte - aumenteremo il numero di eventi nel corso dell'anno" così da arrivare al Premio vero e proprio "non come un punto di partenza, ma come un punto di arrivo". L'obiettivo è coinvolgere più scuole, più associazioni e spingersi "in diversi punti della città e anche fuori per creare, poi, una rete locale, nazionale ed internazionale: abbiamo già rapporti con Salerno, Trieste, Milano, Roma e Barcellona". Il traguardo principale per il 2020 sarà quello di "aumentare le connessioni sociali".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati