SuperAbile







La vittoria (teatrale) della non conformità

Sulla rivista “SuperAbile Inail” un approfondimento su tre dei vincitori del Premio Ubu per il teatro 2018: un attore non vedente, una performer con osteogenesi imperfetta e una compagnia formata da persone disabili

1 aprile 2019

ROMA – Un approfondimento su tre dei vincitori del Premio Ubu per il teatro 2018 – che “casualmente” sono un attore non vedente, una performer con osteogenesi imperfetta e una compagnia formata da persone disabili –, un’intervista ad Andrea Lanfri, che ora vuole conquistare la cima dell’Everest a dispetto di una meningite che nel 2015 gli ha portato via entrambe le gambe e sette dita delle mani, un servizio sull’Albergo Etico di Roma, un hotel che ha l’ambizione di formare e inserire nel mondo della ricettività turistica un numero crescente di persone disabili. E poi ancora: lo sport, il tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero di marzo di“SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e consultabile anche online.

Sono l’emblema di quanto di meglio il panorama teatrale italiano abbia saputo offrire lo scorso anno. Non a caso sono tra i vincitori, ex aequo, del Premio Ubu 2018, uno dei riconoscimenti più importanti per chi ha fatto dello stare sul palco il proprio mestiere. Sono Gianfranco Berardi (miglior attore, “Amleto take away” la sua ultima produzione), Chiara

Bersani (nuova attrice/performer under 35 con il suo “Gentle Unicorn”) e l’Accademia Arte della diversità - Teatro la Ribalta di Bolzano diretta da Antonio Viganò (premio speciale della giuria per il miglior progetto artistico). Ma sono anche, rispettivamente, un non vedente, una giovane con osteogenesi imperfetta e una compagnia formata da una decina di persone con disabilità cognitiva o disagio psichico. Segno che i tempi sono cambiati e che la bravura va al di là delle convenzioni o delle convinzioni teatrali. La parola ai protagonisti.

"Nel 2018 ho conquistato la vetta del Monte Rosa, poi è stata la volta del vulcano Chimborazo, in Ecuador», e ora sogna di scalare l’Everest. Andrea Lanfri, lucchese, classe 1986, prima che una meningite fulminante gli portasse via entrambe le gambe e sette dita delle mani era un appassionato di montagna, trekking e scalata. Dopo quel «piccolo intoppo», come lo chiama lui, «non ho mai pensato di lasciare l’arrampicata. Ci sono stati tanti fallimenti, anche per via della scarsa preparazione fisica, così ho messo da parte l’alpinismo per iniziare una nuova disciplina: l’atletica. Grazie a questo allenamento e alle protesi ho fatto ritorno alla roccia». Lanfri è anche autore dell’autobiografia “Voglio correre più veloce della meningite”, scritta insieme a Giulia Puviani, ed è favorevole alle vaccinazioni.

Ma sul numero di marzo di“SuperAbile Inail” trovano posto anche la storia di Emanuele Mazzocchi, che dopo un infortunio sul lavoro e la carrozzina si è appassionato di fuoristrada, ha fatto un corso per diventare pilota paraplegico e sogna la Parigi-Dakar, la Carovana dello sport integrato (che girerà l’Italia per promuovere il calcio integrato) e il progetto “InSegniaCavallo”, promosso dall’Acsi Lombardia per avvicinare i ragazzi sordi all’equitazione. Non mancano poi le illustrazioni di “Sensuability & Comics”, concorso e mostra per abbattere gli stereotipi relativi a sessualità e disabilità a colpi di disegni. Spazio inoltre alle recensioni di libri, film e documentari. Senza dimenticare, infine, le nuove rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. (mt)
 

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