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Quando il rugby è strumento di inclusione

È uscito il numero doppio di dicembre 2018-gennaio 2019 di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

18 dicembre 2018

ROMA – Un reportage sulle potenzialità riabilitative della palla ovale, un’intervista a Claudio Imprudente, formatore, giornalista e blogger, fondatore del Centro documentazione handicap di Bologna, che ha appena pubblicato la sua autobiografia, l’esperienza del Gruppo Nonni di bambini disabili dell’associazione L’Abilità di Milano. E poi ancora: i foulard del progetto “Calimala”, una collaborazione tra la cooperativa sociale Kepos, la Fondazione Claudio Ciai e il Museo del Tessuto di Prato, lo sport, il tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero doppio di dicembre 2018-gennaio 2019 di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e consultabile anche online.
 
Quattro realtà di rugby: le Zebre Gialle di Treviso, i Romanes Wheelchair e il progetto Rugby-Autismo di Roma, gli Atipici di Bari. Fanno tutte parte di “Rugby e rivoluzione – il giro dell’Italia ovale in 80 treni”, un reportage lungo tutto lo Stivale realizzato in due anni dallo scrittore Matthias Canapini e dalla fotografa Chiara Asoli per raccontare temi come disabilità, disagio psichico, carceri e periferie attraverso uno sport solo in apparenza duro. Quello che ne esce è un ritratto quasi poetico, inclusivo e partecipativo, dove la palla ovale diventa strumento di integrazione, aggregazione, relazione e riscatto.
 
Il suo motto è “trasformare la sfiga in una sfida”. «La freccia più pungente che ho sempre avuto a disposizione per comunicare la mia disabilità, infatti, è quella dell’ironia». La pensa così Claudio Imprudente, autore dell’autobiografia “Da geranio a educatore” (edita da Erickson), scritta insieme al sociologo Enrico Papa attraverso una tavoletta trasparente con sovrimpresse le lettere che utilizza per “parlare” con lo sguardo a causa della tetraparesi spastica. La stessa tavoletta che ha usato anche quando, nel 2011, ha ricevuto dall’Università di Bologna la laurea honoris causa. «Negli anni i miei occhi mi hanno insegnato a non dare mai nulla per scontato – dice –. Quando sono nato, i medici davano per scontato una vita da vegetale. Se le traiettorie che racconto nel libro sono così diverse e interessanti è proprio perché i miei genitori non hanno dato nulla per scontato».
 
Ma sul numero di dicembre 2018-gennaio 2019 di “SuperAbile Inail” si parla anche di Fabiola Bertinotti, del figlio adottivo Jaya e del marito Maurizio, che fanno parte di Fshd Europe, un’associazione che raggruppa le persone con distrofia facio-scapolo-omerale e i loro familiari, delle accademie di calcio per tutti di Insuperabili onlus, dello yoga per persone in carrozzina o con sindrome di Down e di “Vado al museo”, un progetto della Fondazione Dopo di noi Bologna che unisce visite guidate ad hoc e fotografia.
 
Non mancano poi le immagini di “I am a woman no more and no less”, oltre 30 scatti realizzati da Andrea and Magda photographers all’interno di un progetto di cooperazione internazionale per l’empowerment delle associazioni di persone disabili e la promozione dei diritti femminili portato avanti in Palestina dalla ong riminese EducAid. Spazio inoltre alla cultura, con le recensioni di libri, spettacoli (come quello di Camilleri su Tiresia), film, documentari e serie tv. Senza dimenticare, infine, i regali solidali e le curiosità: come la vicenda di Enrico Toti, il primo atleta paralimpico della storia che, senza una gamba, ha partecipato alla Prima guerra mondiale in bici. (mt)

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