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"Sirena Cyborg", Antonietta Laterza contro le barriere architettoniche

Lo spettacolo della cantautrice disabile ha chiuso la rassegna “Bolognina Banlieue” e promuove una raccolta fondi per l'accessibilità. “Una pedana costa poco e migliora la vita di chi si muove in sedia a rotelle”

14 dicembre 2018

BOLOGNA – A metà tra concerto e performance teatrale. È “Sirena Cyborg”, lo spettacolo con cui la cantautrice Antonietta Laterza ripercorre la sua esperienza di vita e artistica di donna disabile, a chiudere la rassegna “Bolognina Banlieue”. Nato da una collaborazione tra Teatro della rabbia e associazione Dramophone (che curano Bolognina Banlieue) e l'associazione Sirena Project, l'evento è realizzato con il sostegno e la collaborazione del Comune di Bologna e del Quartiere Navile per sensibilizzare sulle problematiche legate alla mobilità delle persone disabili. “Una pedana mobile costa poco e migliora la vita di chi si sposta in sedia a rotelle – ha detto Laterza – Con i fondi raccolti durante lo spettacolo vogliamo aiutare ad affrontare il problema in modo sereno e far capire che anche con poco si può fare qualcosa”. L'evento si è tenuto ieri sera, 13 dicembre alla Sala Centofiori di Corticella, l'ingresso è stato a sostegno del progetto “Navile senza barriere”.
 
“Siamo contenti di utilizzare i nostri spazi per progetti che lanciano un messaggio importante – ha detto Daniele Ara, presidente del Quartiere Navile –. Lanceremo una campagna informativa che coinvolga i commercianti del quartiere: la prima pedana la doniamo noi e poi invitiamo gli altri a dotarsi di questo ausilio”.
 
La rassegna “Bolognina Banlieue” è nata nel 2017 per promuovere il teatro partendo da luoghi inusuali quali circoli, associazioni, biblioteche, sale pubbliche, incroci di strade, androni di abitazioni per incontrare le persone nei luoghi di tutti i giorni dove la vita è fatta di relazioni e vicinanza. Quest'anno è iniziata il primo giugno e si è conclusa proprio con lo spettacolo di Antonietta Laterza. “L'idea è quella di interfacciarsi con la vita quotidiana delle persone e con i loro problemi – ha affermato Fulvio Ianneo, regista – e la presenza di Antonietta è una proposta di eccellenza che ci permette di raccontare la vita delle persone dal punto di vista di chi vive con una disabilità”.
 
“Questo evento è importante perché mette in luce le qualità di una persona la cui disabilità è solo un accessorio, un'artista che ha portato lustro non solo alle persone disabili ma a tutta la città – ha detto Egidio Sosio, disability manager del Comune di Bologna –, ma anche perché contribuisce dal basso a raccogliere risorse per abbattere le barriere architettoniche. E poi è un modo innovativo di fare cultura perché ha una finalità sociale”. (lp)

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