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Atleti paralimpici, i nuovi supereroi pop della contemporaneità

È uscito il numero di novembre di SuperAbile Inail, il mensile sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

15 novembre 2018

ROMA – Un’inchiesta su come, quando e perché i campioni delle Paralimpiadi si sono affermati sulla scena pubblica, diventando fonte d’ispirazione per tutti e non solo per le persone disabili, un’intervista a Nina Sophie Rima, modella e influencer senza una gamba, la Comunità di Capodarco, nelle Marche, ultima tappa del progetto fotografico “Quindici per cento” di Christian Tasso. E poi ancora: il lavoro dei ragazzi disabili nel biscottificio artigianale Frolla di Osimo (Ancona), il tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero di novembre di Superabile Inail, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro consultabile anche online.
 
Solo negli ultimi dodici mesi la campionessa di fioretto paralimpico Bebe Vio ha condotto una trasmissione televisiva su Rai1, ha ispirato la protagonista di alcune strisce comparse su Topolino, ha doppiato la supereroina Voyd del cartone animato Disney Gli incredibili 2, è stata testimonial di varie pubblicità, ha scritto il suo secondo libro. Insieme a lei ci sono poi Alex Zanardi, Martina Caironi, Giusy Versace e Oney Tapia, solo per fare alcuni nomi di grandi atleti. Di loro si sono accorti le case editrici, i magazine, il piccolo schermo, i social, il Museo di storia della medicina di Padova (che si arricchisce di una parte dedicata a sport, tecnologia e disabilità) e la gente comune. I loro volti sono diventati familiari. Ma quand’è che questa schiera di “eroi” è uscita dalla nicchia delle competizioni sportive per entrare sulla scena pubblica? Ce lo spiegano Claudio Arrigoni, giornalista della Gazzetta dello sport, Matteo Schianchi, storico della disabilità, e Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico.
 
«Non puoi decidere il tuo destino, ma puoi decidere come affrontarlo». Nina Sophie Rima è una bella ragazza di 18 anni che sfoggia, senza nasconderla mai, la sua protesi. Ad aprile dello scorso anno, sotto un tunnel a Mentone (Francia), un terribile incidente in moto rischiò di portarle via, insieme alla gamba sinistra, il suo sogno più grande: diventare una modella. Oggi è stata scoperta da Chiara Ferragni, contattata da diversi brand e case di moda e su Instagram conta oltre 75mila follower. «Inizialmente le persone mi scrivevano per incoraggiarmi e aiutarmi. A un certo punto, quasi all’improvviso, mi sono accorta che stavo iniziando io ad aiutare gli altri». Ora Nina è a pieno titolo una influencer e sui suoi profili social alterna foto, considerazioni sulla vita e messaggi pubblicitari. Qual è il suo segreto? «Semplice: ridere e piacersi veramente», dice.
 
Ma sul numero di novembre si parla anche di “AbbattiTabù. Amore, sesso e disabilità, oltre i pregiudizi”, un’iniziativa che coinvolge l’Università del Salento e l’Asl di Lecce, e del programma “Aero gravity disability project” in cui tutti possono sfidare la forza di gravità grazie all’idea di Andrea Pacini – ex paracadutista, ora in carrozzina – e alla galleria del vento di Milano. Spazio poi alla cultura, con le recensioni di libri, spettacoli, documentari e film, e alle note dell’orchestra composta da persone disabili Magica Musica. Senza dimenticare, infine, le curiosità: come le sculture delle proprie cicatrici realizzate con la stampa 3D dai B.Livers, ragazzi con gravi patologie croniche seguiti da diversi ospedali lombardi, aiutati in quest’impresa che si è ispirata alla Venere di Milo e al David di Michelangelo dal laboratorio +Lab. (mt)

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