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“Detective per caso”, così il “talento disabile” sfida il grande schermo

L'accademia "L'Arte nel Cuore" porta al cinema la sua opera prima, una commedia in cui i protagonisti sono attori professionisti disabili e non: ma non si parla di disabilità. La presidente, Daniela Alleruzzo, spiega come e perché “dove c'è talento non esistono barriere”

6 novembre 2018

ROMA - Una commedia, un giallo, ma sopratutto una “rivoluzione cinematografica e culturale”, perché per la prima volta sul grande schermo recitano attori professionisti con disabilità, in un film che di disabilità non parla proprio. Tutto questo è “Detective per caso”, opera prima dell'accademia “L'arte nel Cuore”, che dal 2005 cerca, forma e valorizza talenti artistici con disabilità, facendoli studiare e lavorare seriamente insieme a colleghi non disabili, per accompagnarli, laddove possibile al successo. Perché il successo, come il talento, non ha barriere: anzi, se le incontra può farle scomparire.
 
Il film, con la regia di Giorgio Romano, presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma, è stato ideato e fortemente voluto da Daniela Alleruzzo, fondatrice e presidente dell'Accademia. E' un giallo, con un caso intricato da risolvere e un gruppo di giovani coinvolti, come testimoni e “detective per caso”: protagonista è Giulia, che nella realtà si chiama Emanuela Annini, ha 32anni e la sindrome di Down. Accanto a lei un gruppo di giovani attori, tutti allievi dell'Accademia L'arte nel cuore, disabili e non. Al loro fianco, attori del calibro di Claudia Gerini, Paola Cortellesi, Rosaria Renna, Massimiliano Bruno e altri ancora, che “hanno sposato questo progetto senza nulla chiedere in cambio – ci spiega Alleruzzo – così come i tanti altri professionisti che ci hanno permesso di realizzare un film di qualità, con un budget bassissimo e in sole quattro settimane. Un grazie particolare va alla Fondazione Allianz Umanamente, che ha reso economicamente possibile tutto questo”. Un film vero, così vero che presto sarà al cinema, distribuito da Medusa.
 
Dietro il film, c'è un progetto ma soprattutto un sogno, partito 13 anni fa. “E i sogni, se ci credi fino in fondo, si possono realizzare – assicura Alleruzzo - Questo film per noi rappresenta la vera mission della nostra Accademia: dare a persone che in molti chiamano speciali, o diversi, la possibilità di esprimersi artisticamente. In 'Detective per caso' sono loro i veri
protagonisti, e gli spettatori, che siamo sicuri saranno numerosissimi, non faranno più caso al loro status. Perché sono attori, cantanti veri. Ma soprattutto persone vere. E' il primo film al mondo che non parla di disabilità, ma ha protagonisti disabili. Ho avuto quest'idea otto anni fa – ci racconta ancora Alleruzzo – ma mi sono serviti quattro anni per incontrare una sceneggiatrice (Aurora Piaggesi) e un regista (Giorgio Romano) che comprendessero il senso del film e del progetto. Allora finalmente, con le mie socie produttrici Susi Zanon e Guia Invernizzi Cuminetti, abbiamo messo su questo progetto cinematografico: un progetto al femminile, perché sono le donne le prime ad avere i coraggio di abbattere le barriere. Una grande scommessa, che vuole essere una rivoluzione nel cinema, perché anche all'estero non si sono mai visti attori disabili su grande schermo, in un film che con la disabilità non ha niente a che fare”. Perché il cinema? “Perché il grande schermo emoziona: un conto è sentire i battiti di un film in una sala, un conto vederlo semplicemente in televisione”.
 
Una prima “incoronazione” dal pubblico il film, intanto, l'ha già avuto, pochi giorni fa, alla Festa del Cinema di Roma: “Abbiamo ricevuto un quarto d'ora di applausi: il pubblico applaudiva ragazzi e attori che non vedeva in quanto disabili, ma in quanto attori di talento. E' questo il senso della nostra idea, lo scopo della nostra scuola, la ragione della nostra Accademia. Perché dove c'è talento, non esistono barriere”.
 
L'Arte nel cuore, nata nel 2005, è il primo progetto europeo di educazione artistica rivolto a persone disabili e non, che persegue lo scopo di superare le barriere culturali e mentali attraverso la condivisione di un’esperienza. Concretamente, l'Accademia è un ente di formazione superiore riconosicuto dalla Regione Lazio. L’impostazione seguita è quella della Accademia di Spettacolo, rivolta alle discipline di danza, recitazione, musica e canto, trucco e parrucco ed altro, in una struttura non solo senza barriere architettoniche, ma tutta pensata e progettata per l’insegnamento a persone con e senza disabilità. L’Arte nel Cuore offre una concreta possibilità di inserimento professionale, come dimostrano le 12 scritture per la fiction “Una grande famiglia 3”, andata in onda in prima serata su Rai 1. Gli allievi dell'Accademia hanno inoltre partecipato a diverse produzioni cinematografiche, tra cui: “Brutti e Cattivi” di Cosimo Gomez, Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, 01 Distribution, “La verità sta in cielo” di Roberto Faenza, Produzione Jean Vigo e Rai Cinema, 01 Distribution, The Young Pope” di Paolo Sorrentino, Produzione Sky – HBO con Jude Law, in onda su Sky Atlantic. (cl)

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