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“Cinema Nuovo”: i cortometraggi degli attori disabili, “divertenti e senza pietismo”

Undicesima edizione della rassegna dove i cortometraggi sono recitati da ragazzi con disabilità. Partner, giuria di eccezione e premi in denaro. Colombo (Associazione “Romeo Della Bella”): “L'obiettivo e farli divertire, ma sono degli attori di grande espressività”

1 ottobre 2018

MILANO –  Tre Cortometraggi da 15 minuti, tre cortissimi fino a 6 minuti e un film di animazione: le serate di rassegna nella settimana dal 3 al 6 ottobre. Sono ottanta le pellicole ricevute, 29 i film finalisti che si contendono i premi in denaro e altri simbolici per le categorie previste oltre a quelli individuali per il miglior attore/attrice, sceneggiatura, regia, fotografia, effetti speciali, musica e colonna sonora. A Milano arriva allo Spazio Oberdan il “Festival del Cinema Nuovo”. Questa settimana invece sarà al cinema Arcadia di Melzo e poi al Cinema-Teatro sala Argentia di Gorgonzola. Particolarità? Gli attori sono tutti disabili. I registi sono gli operatori di cooperative, comunità, centri diurni o associazioni di volontariato, dove i ragazzi vivono o lavorano. “In quindici anni il livello tecnico e di strumentazione si è alzato in maniera incredibile” dice Luigi Enrico Colombo vicepresidente dell'associazione “Romeo Della Bella” – dal nome dello psicologo e psicoterapeuta della Martesana morto nel 2016, che ha speso la vita per valorizzare le potenzialità dei ragazzi con disabilità.
 
L'associazione promuove e organizza il festival, giunto alla sua undicesima edizione su base biennale e che in questi anni ha visto passare 950 pellicole provenienti da oltre 20 Paesi del mondo. “I nostri film non vogliono essere pellicole problematiche, pietiste, compassionevoli – aggiunge Colombo –: Anzi in genere sono divertenti, la logica della non-problematicità è la filosofia del fondatore”. Luigi Colombo stesso, ex manager di Mediaset che attraverso Mediafriends è uno dei principali partner di “Cinema Nuovo”, ricorda con nostalgia come suo fratello, con sindrome down e prematuramente scomparso, vivesse la gioia periodica della rassegna: “I ragazzi ci mettono l'anima: mio fratello iniziava a parlare 8 mesi prima del film che sarebbero andati a girare”. L'obiettivo? “Farli divertire”, spiega il vicepresidente dell'associazione di promozione sociale, “far vedere che i se stimolati e motivati sanno essere degli attori. Non possono recitare come De Niro, certo, ma ci sono degli interpreti davvero incredibili”. Perché se “la parola è uno dei maggiori problemi, l'espressività è di altissimo livello”. A tutti i partecipanti verrà comunque consegnato un trofeo simbolico e un attestato mentre ai vincitori un premio in denaro per “dare loro modo di comprare strumentazione migliore”.
 
Alla serata di presentazione, giovedì 27 allo Spazio Oberdan di Porta Venezia, la scaletta è ricca di interventi: i saluti di Mediafriends, Fondazione Allianz Umana Mente che quest'anno ha sposato il progetto, Fondazione Don Gnocchi. La presenza anche di Medicinema, una onlus che promuove la fruizione delle pellicole cinematografiche dentro gli ospedali e che oggi lavora con il Niguarda di Milano, il Gemelli di Roma e un paio di ospedali a Biella. “Sopratutto nei reparti a lunga degenza – spiega Colombo – dove i malati si annoiano e possono godere della fruizione di film grazie a questa onlus” mentre “con noi invece promuovono un premio speciale che deriva da una votazione fatta fra medici, degenti e personale infermieristico dentro le strutture”.
 
Si sta mobilitando il mondo delle spettacolo, della tv e del cinema sensibile alle tematiche sociali per  organizzare il festival “Cinema Nuovo”. In Porta Venezia la gestione della serata sarà affidata alla conduttrice televisiva Gisella Donadoni. Verrà fatto ascoltare un messaggio del fondatore Romeo Della Bella, in una delle ultime interviste rilasciate e poi spazio ai giurati che quest'anno possono contare sulla presenza di Pupi Avati come presidente onorario, oltre a Gianpaolo Letta della Medusa film, l'attore Paolo Ruffini, Matteo Viviani de Le Iene, Mirko Pajè, il direttore creativo di Mediaset che mostrerà gli spot che ha preparato oltre alle immagini della mostra “Divine Creature” del fotografo Leonardo Baldini, già esposta ai musei vaticani e a Palazzo Reale a Firenze, dove ha ricostruito dieci dipinti “sacri” della storia italiana dell'arte dal '400 a oggi, ricostruendo la stessa immagine con ragazzi down e disabili.
 
E infine un'ultima parte della serata con la presenza di due realtà cinematografiche di lungometraggi: “L'associazione Arte nel cuore di Roma, una scuola di cinema per disabili che ha concluso di recente un lungometraggio interpretato interamente da allievi e che uscirà a breve” racconta Luigi Colombo. E la presentazione del film documentario “Crazy for football” diretto da Volfango De Biasi e che racconta la storia di una squadra di calcio formata da pazienti psichiatrici di tutta Italia  e che sognano di poter partecipare al mondiale di calcio in Giappone per squadre formate da disabili mentali. Una fase necessaria questa dell'incontro con registi e professionisti del grande schermo perché “dall'anno prossimo – annuncia Colombo – volgiamo realizzare anche una rassegna fatta da professionisti che parlano di disabilità, con lungometraggi, alternando le due manifestazioni di anno in anno. Ci siamo accorti che lasciare un anno di pausa rischia di mandare nel dimenticatoio il festival che negli anni precedenti era opera e figlio dell'impegno del fondatore”. Il sogno? “Vorremmo creare il 'Ghiffoni della disabilità'” chiude il vicepresidente della “Romeo Della Bella” e “ci siamo strutturati per non lasciare buchi temporali”.

di Francesco Floris

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