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Gospel e classica, in coro contro la malattia mentale

L’esperienza del coro Kantele, un'esperienza amatoriale nata da un percorso di cura per iniziativa del Dipartimento di salute mentale di Reggio Emilia. Giovedì 27 settembre a Rocca di Montecchio, una prova aperta al pubblico

26 settembre 2018

ROMA - Cantare in coro insegna ad ascoltare se stessi e gli altri allo stesso tempo. "Questo permette di trovare per sé il giusto spazio, nel rispetto degli altri", spiega Francesca Canova, che dal 2009 dirige il coro Kantele, un'esperienza amatoriale nata da un percorso di cura per iniziativa del Dipartimento di salute mentale di Reggio Emilia. Giovedì 27 settembre, in occasione della XIII settimana della salute mentale, ci sarà una seduta di prove aperte nella Sala della Rocca di Montecchio Emilia, in piazza della Repubblica 1, a partire dalle 19.30. Il coro, formato da 20 elementi, è sempre aperto a nuove partecipazioni e cerca la collaborazione di volontari per la gestione delle prove e degli eventi pubblici.
 
"È formato da persone che possono avere avuto un percorso di cura nei contesti dei servizi di salute mentale, è stato voluto dal Dipartimento come attività trasversale, riabilitativa, di socializzazione, offerta al di fuori dell'orario di servizio, coinvolgendo anche il territorio, a partire dall'associazione Sostegno e Zucchero", spiega Roberta Pioli, educatrice professionale dell'Ausl di Reggio e referente per il coro Kantele insieme all'associazione, che sostiene le famiglie di chi affronta una sofferenza psichica. "La suggestione ci è venuta da un incontro con il coro Apparenti stonature, di Volterra, e da allora è nata la nostra famiglia musicale. Fuori dal coro le relazioni sociali sarebbero più povere- aggiunge Pioli- cantare con Kantele è stata un'occasione di arricchimento. La costanza con cui i coristi provano ha permesso ai partecipanti di costruire relazioni significative e al coro di essere continuamente in rapporto col territorio, per esempio con il Comune di Montecchio per lo spazio prove e con le realtà del territorio se ci chiedono di partecipare alle loro iniziative".
 
Il nome del coro richiama il suono armonioso dell'arpa finlandese e il lavoro che si svolge riguarda le capacità e le competenze delle persone, la loro vena artistica. "Si canta senza stress", precisa Canova, "puntando al benessere vocale, per esempio facciamo esercizi di valorizzazione vocale per sostenere l'autostima, il canto tira fuori la nostra parte migliore, ci permette di dare importanza alle emozioni".
 
Da quest'anno il coro fa parte di Aerco, associazione di cori dell'Emilia-Romagna, ed è composto da persone fra i 25 e i 60 anni, attualmente prevalgono le voci maschili. "In realtà si compone di serata in serata in base a quanti siamo e la sfida è di creare sempre qualcosa di qualità- aggiunge la direttrice- a partire da un repertorio molto vasto, dalla classica al gospel".
 
Canova accoglie i desideri dei coristi e propone loro brani che possano stimolarli, sia dal punto di visto culturale che del tono dell'umore, perché l'obiettivo di Kantele è includere, lavorando ciascuno sulla propria voce per portare un beneficio al gruppo. Le prove si svolgono tutti i giovedì dalle 19.30 alle 20.30 Nella Casa del Teatro di Montecchio. Far parte del coro significa "superare i pregiudizi e combattere lo stigma della malattia mentale, essere in rapporto continuativo con utenti, familiari, volontari, rete sociale e territorio", si legge sul blog di Kantele, dove è possibile conoscerne il repertorio completo e gli eventi a cui ha partecipato, compreso il Festival Coralmente Abili a Volterra.

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