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Otto ragazzi disabili disegnano l'immagine del Bologna Jazz Festival

I disegni a china rappresentano i musicisti dell'edizione 2018 della manifestazione e saranno visibili sui jazz bus, 2 autobus di linea che dal 20 settembre al 25 novembre gireranno per le strade di Bologna. Inoltre saranno esposti in 2 mostre e nelle bacheche cittadine. Il gruppo è stato coordinato dal disegnatore Andrea Bruno

22 settembre 2018

BOLOGNA – Da diversi anni il Bologna Jazz Festival ha scelto di affidare la realizzazione della propria immagine a illustratori di fama: nel corso degli anni si sono alternati Filippo Scòzzari, Vanna Vinci, Gianluigi Toccafondo, Manuele Fior, Lorenzo Mattotti e altri. Per l'edizione 2018 la scelta è caduta sul disegnatore Andrea Bruno con una novità: il compito di coordinare un gruppo di ragazzi con disabilità cognitive o comportamentali seguiti dalla Cooperativa sociale Bologna integrazione onlus a marchio Anffas. Il progetto è stato chiamato “Jazz, segni di libertà” e ha visto 8 ragazzi seguiti dalla onlus partecipare a un seminario di 8 giorni con Andrea Bruno. “Con l'accompagnamento della musica dei jazzisti che parteciperanno al festival (25 ottobre-25 novembre), il gruppo ha realizzato una sessantina di disegni a china”, ha spiegato Vanni Masala, responsabile del progetto illustrazione. Venti disegni sono stati selezionati per essere esposti sugli autobus del jazz, uno dei simboli della manifestazione realizzato grazie alla collaborazione tra il Bologna Jazz Festival, il festival internazionale di fumetto BilBOlbul, Tper con il sostegno di Hera e dell'Assessorato al Welfare della Regione Emilia-Romagna: 2 speciali autobus di linea di Tper (l'azienda dei trasporti di Bologna) che, dal 20 settembre alla fine del festival (25 novembre) gireranno per le strade di Bologna su linee ogni giorno diverse, con la livrea realizzata su misura per il Bologna Jazz Festival e sonorizzati con una colonna sonora jazz.
 
Al seminario hanno partecipato 8 ragazzi con disabilità cognitiva o comportamentale affiancati da 2 operatori, Andrea Bruno e un coordinatore. I disegni in bianco e nero rappresentano i musicisti che parteciperanno all'edizione 2018 del festival e i loro strumenti, “ovviamente filtrati attraverso la fantasia di persone che quei musicisti non li hanno mai visti”, di cui i ragazzi hanno visto alcune foto e ascoltato la musica. Queste opere oltre a essere visibili sui jazz bus, saranno esposte in 2 mostre al Binario 69 di via Carracci a Bologna e al Torrione, sede del jazz club di Ferrara. Inoltre, saranno affisse nelle bacheche del centro di Bologna in collaborazione con Cheap on board, il festival dedicato alla street poster art. “I percorsi dell'integrazione passano necessariamente attraverso una modifica dell'atteggiamento culturale nei confronti della disabilità – ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna che ha inviato un saluto in occasione della presentazione dell'iniziativa – Iniziative come 'Jazz, segni di libertà' possono essere preziose per attivare processi empatici, di rispetto e inclusione. Per questo siamo lieti di sostenerla”.
 
Bologna jazz festival 2
“Sono tanti i motivi per cui, anni fa, abbiamo sposato il lancio degli autobus del jazz – ha detto Giuseppe Gagliano, direttore centrale relazioni esterne del Gruppo Hera – C'era e c'è l'intenzione di promuovere un'importante manifestazione culturale, ma c'è anche l'idea che tutto questo vada fatto on the road, fra la gente, dove è giusto che il jazz non si stanchi di tornare. La scelta di un artista come Andrea Bruno – continua – ci consente inoltre di portare a bordo del bus i contributi di persone con disabilità psichica, incrementando la cifra inclusiva della kermesse che ha nell'attenzione al sociale un tratto qualificante della propria offerta artistica”.

di Laura Pasotti - Roberta Cristofori

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