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Autismo, "Be kind": il film che annulla le diversità

Realizzato dall'attrice e autrice Sabrina Paravicini con il figlio autistico Nino Monteleone per raccontare le storie di persone che hanno fatto della loro differenza un talento. Il teaser del documentario sarà presentato dalla stessa autrice giovedì a Roma

12 giugno 2018

ROMA – “Be kind. Un viaggio gentile nel mondo della diversita'', è il film realizzato dall'attrice e autrice Sabrina Paravicini con il figlio autistico Nino Monteleone per raccontare le storie di persone che hanno fatto della loro differenza un talento. Il teaser del documentario sarà presentato dalla stessa autrice giovedì a Roma, al convegno “Risorse e vulnerabilità del soggetto autistico”. Un evento organizzato dall'Università La Sapienza, dall'Osservatorio Oisma e dall'Istituto di Ortofonologia (IdO), e si svolgerà nell'aula Cesare Gerin del dipartimento di Medicina sociale de l'Università La Sapienza (piazzale Aldo Moro 5) dalle 9 alle 14. "A Nino fu diagnosticato un disturbo dello spettro autistico severo all'età di 2 anni, ma oggi, dopo 10 anni, ha fatto notevoli progressi e si avvicina alla sindrome di Asperger. Probabilmente- racconta la mamma- c’è stato un suo percorso personale che ha stupito anche i neuropsichiatri infantili".
 
Oggi Nino ha 12 anni e un autismo ad alto funzionamento che lo ha portato a sviluppare una notevole creatività. "Quest'anno ha iniziato la prima Media e per aiutarlo ad affrontare un passaggio che è difficile e drastico per tutti- spiega Paravicini alla Dire- ho pensato che sarebbe stato bello affiancare a un percorso scolastico un percorso creativo fatto insieme a lui". Da qui l'idea di creare un documentario sul mondo della diversità: "Partendo proprio dalla diversità di Nino abbiamo incontrato quella di molte altre persone". Non si tratta allora di un film sull'autismo, ma di un film sulla diversità di pelle, di religione, di gusti sentimentali e di diversità psichica e fisica. "È stato un viaggio per l'Italia durato 7 mesi- prosegue l'attrice- e Nino lo ha fatto con le sue modalità da bambino con una sindrome dello spettro autistico".
 
“Be kind” è in fase di completamento e una volta terminato sarà presentato ai vari festival. "Lavoreremo molto per proiettarlo nelle scuole- precisa Paravicini- perché questo lungometraggio accorcia le distanze sulle diversità”. Il film porterà sul grande schermo storie di persone che sono riuscite a trovare la loro felicità reagendo ad una situazione di grave disagio. "Hanno saputo fare della loro diversità un valore aggiunto- commenta la mamma- perché la diversità non deve spaventare, anche se spesso accade e in alcuni casi provoca atti di bullismo".
 
Le difficoltà relazionali di Nino si sono poste da sempre con i suoi coetanei. "Mio figlio ha delle modalità di pensiero diverse rispetto a quelle dei suoi compagni e tendenzialmente avviene un'autoesclusione o un'esclusione. Se, ad esempio, i ragazzi parlano di calcio e figurine, Nino racconta a memoria per un'ora e mezza un libro che ha in mente e che desidera scrivere. Ha un mondo interiore molto forte nella fantasia ed emerge continuamente- afferma la mamma- ma a scuola va bene, non sta assolutamente indietro".
 
Proprio perché Nino ha un modo di vedere la vita completamente diverso, è stato lui ad intervistare i soggetti che appaiono nel documentario. "Ha fatto lui le domande e ha riflettuto profondamente con gli intervistati sulle situazioni che ascoltava".
 
“Be kind” punta sulla gentilezza. "In famiglia abbiamo fatto della nostra gentilezza una bandiera e mi auguro di creare un contenitore di gentilezza intorno a tutta la disabilità. Di fronte a una persona con diversità, o in qualsiasi scambio familiare, la gentilezza è la chiave più facile ma meno utilizzata per risolvere i conflitti o per rivolgersi alle persone". Nel film la diversità viene annullata, non esiste. "Sono 85 minuti di storie di vita, di emozioni e di speranza, perché quasi tutte le persone portatrici di una disabilità hanno una forza eccezionale, sono molto resilienti". ‘Be kind' "è stato un mio regalo per l'autonomia di Nino. Vorrei che il film aiutasse a capire alle famiglie di non spaventarsi perché se all'inizio il futuro non si vede, poi le cose migliorano e cambiano nel tempo. Se penso a come eravamo 10 anni fa- conclude Paravicini- oggi mi appare un'altra vita".

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