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In mostra cento opere realizzate da persone non vedenti. Per capire cos'è il colore

A Milano “Il colore all'improvviso”: tre persone con cecità congenita spiegano cos'è per loro il cromatismo. Valentina Fabbri (Accademia di Brera): “Il colore è anche una sensazione tattile”

19 maggio 2018

MILANO - Che cosa sono il giallo, il rosso, il blu e il nero per le persone chieche? Tre di loro provano a rispondere a questa domanda con la mostra “Il colore all'improvviso”, a Milano. Nella sede dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di via Mozart 16 l’altro giorno ha preso vita un percorso ideato da Valentina Fabbri, curatrice della mostra, nell'ambito del suo corso di laurea in Teoria e pratica della terapeutica artistica dell'Accademia di Brera. Un progetto nato in collaborazione con Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico con l'intenzione di avvicinare i non vedenti al concetto psicologico di colore attraverso la manipolazione della materia.
 
Per 24 ore sono state esposte tra le 20 e le 30 opere per ognuno dei quattro colori selezionati. "Ma non si tratta di dipinti o di tele -spiega Fabbri-. Il colore può essere anche una percezione tattile”. Sculture di sabbia e nastri di raso per il giallo “lavorando sulla sensazione della luce”, telai attraverso i quali intrecciare fili con diverse trame e materiali per il rosso, polveri su lastre di acetato trasparenti per il blu. “Prima di cominciare abbiamo domandato a queste tre persone che cosa intendessero per colore. Le risposte erano tutte dettate da fattori culturali o su quello che avevano sentito dire: associavano il blu all'acqua, il nero al lutto. Guidandoli hanno potuto toccare il carbone e avere così una spiegazione corporea di quel colore. Le considerazioni che stanno facendo a fine lavoro sono emozionanti. Dicono non di riconoscere il cromatismo ma di essersi avvicinati a questo concetto”.

di Francesco Floris

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