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Galeotto fu il Centro protesi. Ovvero quando vince l’amore

Storie di coppie che si sono conosciute e innamorate in un momento difficile della loro vita raccontate nell'ultimo numero di febbraio di SuperAbile Inail, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

26 febbraio 2018

ROMA – Storie di coppie che si sono conosciute e innamorate in un momento difficile della loro vita, mentre erano in cerca di un sostituto artificiale per il braccio o le gambe perduti, un’intervista ad Armanda Salvucci sul suo cortometraggio su sessualità e acondroplasia Sensuability, la presentazione della Milano Fashion Inclusive 2018 e delle sue modelle disabili, la storia di Hammudi e degli altri piccoli profughi iracheni con il corpicino segnato dalla guerra. E poi ancora: sport, tempo libero e cultura. È uscito il numero di febbraio di SuperAbile Inail, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro consultabile anche online.
 
Cupido scaglia le sue frecce nei posti più disparati. In vacanza, sul lavoro, in discoteca, a casa di amici o, perché no, in un istituto di riabilitazione. Ecco allora le storie di Michele e Daniela, Raffaele e Cinzia, Antonino e Antonella, Dario e Simonetta: quattro coppie che si sono conosciute e innamorate al Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, in provincia di Bologna, e nella filiale romana, che hanno portato avanti la loro relazione fino a convolare a giuste nozze o alla decisione di metter su famiglia. Per loro la scintilla è scoccata tra medici, tecnici ortopedici e fisioterapisti, a volte complici a volte increduli dei miracoli dell’amore. 
 
Armanda Salvucci, invece, traduttrice, consulente di fundraising e, da qualche mese, anche produttrice cinematografica, a 50 anni ha deciso di esporsi in prima persona per sfatare una serie di luoghi comuni che accompagnano le persone acondroplasiche, ma soprattutto per dimostrare che disabilità non fa rima con castità. È nato così “Sensuability”, un progetto culturale che parte dalla realizzazione di un omonimo cortometraggio ma che entro il 2018 diventerà un mockumentary su sessualità e disabilità. "Era un progetto a cui pensavo da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata due anni fa, quando una famosa regista cercava per il casting un nano che facesse tenerezza. Quando ho letto la notizia sui giornali ho capito che dovevo fare qualcosa", dice.
 
Tra i servizi che appaiono sul numero di febbraio, anche la rinascita della biblioteca romana “Dario Di Marzio”, gestita dalle persone disabili dell’associazione La lampada dei desideri, e le giovani promesse dello sport paralimpico. Non mancano poi le recensioni di libri e film, nonché le altre notizie culturali come il videoclip dei Finley Pelledoca – tradotto in lingua dei segni insieme a un gruppo di studenti dell’Ente nazionale sordi e al rapper non udente Brazzo – e il progetto “Class Act”, una sorta di tre giorni di formazione e provini per attori con disabilità realizzato dall’emittente televisiva inglese Bbc. (mt)

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