SuperAbile







“Ciaicoraggio”, disabilità e burocrazia dopo l’incidente stradale. Nel racconto di un figlio

La fondazione Claudio Ciai presenta il volume “La strada della dignità: il movimento #Ciaicoraggio”, che racconta i percorsi che le famiglie devono seguire quando uno dei loro componenti rimane gravemente disabile

3 ottobre 2017

ROMA – La sicurezza stradale spiegata da chi con forza può testimoniarne il valore: come la famiglia di Francesco Ciai, che nel volume “Strada della Dignità: Il movimento #CiaiCoraggio”, edito da Gruppo Giunti, racconta le sfide e le fatiche che ha dovuto affrontare dopo il drammatico incidente stradale di cui fu vittima il padre di Francesco, Claudio Ciai e che sconvolse la vita e gli equilibri della sua famiglia. E così, per la prima volta in Italia, l’incidente stradale e la disabilità che ne consegue diventano oggetto di racconto ma anche vero e proprio “vademecum”, rivolgendosi a chi si trova improvvisamente dinanzi a situazioni d’emergenza e senza alcun punto di riferimento.
 
Una realtà che purtroppo coinvolge molte famiglie, se pensiamo che solo in Toscana, nel primo semestre del 2017, secondo i dati della Regione si sono verificati 3.671 incidenti stradali, in cui 4.596 persone sono rimaste ferite e 26 morte.
 
Realizzato con il supporto di Regione Toscana, comune di Firenze, Azienda sanitaria fiorentina e con il contributo di Fondazione CR Firenze, il libro sarà distribuito gratuitamente nelle scuole e negli ospedali nel territorio toscano e sarà acquistabile sul sito della fondazione. I proventi saranno interamente destinati alle vittime di incidenti stradali.
 
La storia di Claudio Ciai. Era il 15 settembre 2010 quando la notizia di un bruttissimo incidente è rimbalzata sui giornali. Per Claudio Ciai, 52 anni, iniziava un calvario burocratico che portava a perdere tempo prezioso per il recupero delle funzionalità. Claudio ha riportato gravi lesioni cerebrali che gli hanno causato deficit motori e funzionali permanenti e lo hanno portato alla morte il 19 marzo 2014. Non esistendo nel nostro paese strutture per simili pazienti, ha dovuto trascorrere gli ultimi anni in una Rsa, lontano dai suoi cari, perché i condomini hanno impedito l’installazione di una piattaforma elevatrice, che dal giardino gli permettesse di ritornare a casa. Nonostante ci fossero tutti i permessi e cosa ancora più ridicola, un giudice ha ritenuto prevalente l’interesse dei condomini a non veder alterato l’equilibrio della facciata, non pensando minimamente ai diritti di un disabile.
 
La fondazione. In seguito a questa vicenda, Francesco Ciai e altri familiari e amici di Claudio hanno dato vita alla Fondazione Claudio Ciai Onlus, con lo scopo di coadiuvare il sostentamento e il recupero di persone che hanno subito incidenti stradali o sul lavoro riportando gravi lesioni cerebrali e/o disabilità permanenti. La fondazione si rivolge quindi ai familiari delle persone che hanno subito incidenti stradali e/o sul lavoro, riportando gravi lesioni cerebrali, mette a loro disposizione il bagaglio di conoscenze maturate. Raccoglie e condivide informazioni sui luoghi di assistenza socio-sanitaria, in Italia e all’estero, sulle opportunità per coprire almeno in parte le spese da sostenere, sulle eventuali azioni legali da intraprendere per far valere i diritti dell’assistito e dei suoi familiari.
 
Il movimento. Creato dalla Fondazione, il movimento #CiaiCoraggio parte da una campagna sui social media, dopo una lettera di Francesco Ciai che è diventata un caso mediatico con più di 80 mila condivisioni nel web in una settimana. L’iniziativa parte da uno sfogo sulle ingiustizie subite dal padre e fino ad allora mai raccontate dalla stampa nazionale, un appello a parlare di queste storie per non lasciare soli i meno fortunati.
 
Il libro. In Italia non esiste una guida per le persone nel percorso di assistenza e riabilitazione di una vittima: per questo, Francesco Ciai ha deciso di scrivere “La Strada della Dignità: Il movimento #CiaiCoraggio”. non solo per denunciare ciò che la sua famiglia ha dovuto subire, ma anche per sensibilizzare le persone ed aiutare tutti coloro che vengono travolti da una simile disgrazia e sono abbandonati al loro infausto destino. In maniera chiara e semplice vengono elencati tutti i diritti della vittima, come e dove poterli attivare. Questo libro offre suggerimenti importanti per risparmiare tempo prezioso per il recupero delle vittime e sostenere famiglie e amici: procedure burocratiche da attivare come domanda d’invalidità, presa in carico assistente sociale, amministratore di sostegno, diritti e agevolazioni per le vittime come permessi e congedi, agevolazioni per i disabili, contrassegno disabili ed esenzione bollo auto, barriere architettoniche, assistenza protesica, modelli per ricovero all’estero, collocamento mirato.
 
 “Ho deciso di scrivere questo libro per combattere le ingiustizie che abbiamo subito noi e tante altre famiglie – spiega l’autore, Francesco Ciai, che presiede la fondazione - Quando sei travolto da una disgrazia che cambia per sempre la tua vita, non solo devi fare i conti con il tuo dolore ma con tutti i problemi che ne conseguono. Procedure burocratiche lunghe e ingarbugliate, nessuna istituzione che ti guidi… sei da solo catapultato in una nuova realtà dove niente va come dovrebbe andare. Per non parlare poi di tutte le persone che provano ad approfittarsi della tua situazione, come le assicurazioni, gli avvocati, etc. Ho deciso che questa crudeltà debba essere fermata e ci provo con l’operato quotidiano della Fondazione Claudio Ciai Onlus”.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati