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Stephen Hawking, lo scienziato disabile, rilancia il rischio d'estinzione per l’uomo

In 100 anni le risorse del nostro pianeta saranno finite. MA il genere umano non è del tutto spacciato. L'intelligenza artificiale e l'esplorazione dello spazio potrebbero salvarci, con qualche distinguo

6 maggio 2017

ROMA - "Dobbiamo trovare un altro pianeta o tra un secolo saremo tutti estinti". Lo ha detto Stephen Hawking, lo scienziato con la Sla, nell'ultima puntata della serie targata BBC "Tomorrow's world", il mondo di domani. Qualche mese fa aveva parlato di 1000 anni, ma dopo l'elezione di Trump il fisico sarebbe diventato più pessimista. Cambiamenti climatici, rischio steroidi, incremento della popolazione e delle epidemie: secondo il “teorico del tutto”, saranno queste le cause della nostra estinzione. Ci vorrebbe un altro bel pezzo di terra, secondo il fisico, che ha quantificato in 1.7 la grandezza per salvarci. In pratica avremmo bisogno del 70% di risorse in più per vivere tranquilli.
 
Ma la partita è ancora tutta aperta. Sarebbero due le possibili ancore di salvataggio, secondo il professore: l'intelligenza artificiale e l'esplorazione dello spazio, per arrivare così a trovare un pianeta che abbia le stesse caratteristiche del pianeta terra. Ma se anche trovassimo un'altro pianeta, non saremmo in grado di colonizzarlo prima di cento anni, secondo Hawking, quindi sarebbe tutto inutile. E anche il discorso sull'intelligenza artificiale non è tutto rosa e fiori, perché potrebbe improvvisamente sfuggirci di mano, sempre secondo Hawking. I robot potrebbero prendere sì salvare il pianeta, ma poi sarebbero anche in grado di schiavizzarci, tenendoci così in catene per il resto della nostra esistenza.
 

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