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Andrea Bocelli, la sua vita raccontata in un film

Sarà intitolata La musica del silenzio la pellicola dedicata al tenore italiano che in tutto il mondo ha venduto 80 milioni di dischi. Ma non è la fama ad aver spinto il regista Michael Radford e la sceneggiatrice Anna Pavignano a girare un film su di lui. “Non ha fatto della sua cecità un ostacolo ed è giunto dove altri non avrebbero mai neanche sognato di arrivare”

15 aprile 2017

Vista da fuori la vita del tenore Andrea Bocelli è un susseguirsi di riconoscimenti, premi e successi. Ma non è per la sua fama internazionale che il regista Michael Radford e la sceneggiatrice Anna Pavignano hanno deciso di girare un film sulla biografia del tenore italiano che ha venduto nel mondo 80 milioni di dischi. “Bocelli non ha fatto della sua cecità un ostacolo. Non ha mai usato la parola "nonostante" ed è giunto dove altri non avrebbero mai neanche sognato di arrivare”, racconta la scrittrice Pavignano che, insieme a Radford, è stata candidata all’Oscar per il film Il postino con il compianto Massimo Troisi.
 
Le riprese della pellicola, intitolata La musica del silenzio, sono iniziate a novembre e bisognerà aspettare ancora qualche mese prima di poterla vedere al cinema. La trama ripercorre gli anni dell’infanzia del tenore, fino al trionfo sui palcoscenici di tutto il mondo. Bocelli è nato con un glaucoma congenito; all’età di dodici anni, durante una partita di calcio, è stato colpito da una pallonata in pieno volto e ha perso completamente la vista. È entrato in collegio a Reggio Emilia per imparare il Braille e si è laureato in giurisprudenza, senza però mai dimenticare il suo primo amore: la musica. “È cresciuto in un periodo in cui si pensava che un cieco potesse fare solo determinati lavori, come il centralinista o il massaggiatore. Il filo conduttore della sua vita è stata la capacità di reagire davanti a ogni ostacolo”, argomenta la sceneggiatrice.


Raccontare la cecità per immagini non è stato facile, spiega Pavignano: “Si pensa che i ciechi vedano tutto nero, ma il buio è pur sempre una percezione visiva. Bocelli ha cercato di farci capire cosa significa perdere anche questa sensazione”. Per girare il film, ambientato tra Lazio e Toscana, Michael Redford ha chiesto anche una consulenza al Centro regionale Sant’Alessio Margherita di Savoia per ciechi e ipovedenti di Roma e alcuni bambini che fanno riabilitazione nella struttura sono stati scelti come attori. Fanno parte del cast anche star internazionali come Toby Sebastian, protagonista della serie Game of Thrones (che interpreterà Andrea Bocelli da adulto), Antonio Banderas nel ruolo del maestro che per primo ha creduto nel suo talento, Jordi Mollà e Luisa Ranieri in quello dei genitori. “Bocelli non può essere identificato con la sua disabilità: la sua vita è stata molto altro. Il messaggio che vorremmo trasmettere con il film è di non considerare l’handicap solo come un limite, ma come un elemento che fa parte di ciò che il destino ci ha dato in sorte e che bisogna far rientrare nel proprio progetto di vita. E perfino, a volte, farne tesoro”.

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