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#stravedoperlavita, l'ironia dei Ladri di Carrozzelle conquista Sanremo

La band ha aperto la serata finale della 67° edizione del Festival con una canzone dal "testo necessario": scritta da Paolo Falessi, diretta, arrangiata e orchestrata da Federico Capranica. Ecco il videoclip

12 febbraio 2017

ROMA - E' Lorenzo la voce dei Ladri di carrozzelle, la band che ha aperto la serata finale della 67° edizione del Festival di Sanremo con una canzone dal "testo necessario", scritta da Paolo Falessi, diretta, arrangiata e orchestrata da Federico Capranica, "Stravedo per la vita" è anche un hashtag che rimbalza subito sui social, è retwittato da tanti sostenitori della band, tra cui personaggi dello spettacolo e della cultura, e finisce subito tra i trending topic di Twitter. Una canzine ironica, un invito a non arrendersi mai, dedicata a Piero Petrullo, ex componente della band, morto alcuni giorni fa. "La vita nel mio caso un po’ s’è divertita: non ci vedo più, ma stravedo per la vita", canta Lorenzo. E ancora "Non reggo i pessimisti e la gente risentita via le facce tristi perché io sì, stravedo per la vita". A fine esibizione c'è il tempo anche per una battuta con Carlo Conti che chiede: "Ma è vero che volevi fare le scale di Sanremo?" "Tranquillo a' Carlo, che le faccio ad occhi chiusi". GUARDA L'ESIBIZIONE.
 
Con lui sul palco dell'Ariston Gian Marco alla tastiera, autistico ad alto funzionamento; Gianluca alla percussioni, con sindrome di Down, che richiama il pubblico a gran voce: "Su le mani, non vi sento!". E balla raccogliendo moltissimi applausi. Poi ci sono Paolo, uno dei fondatori della band, Orietta corista, con paraparesi spastica; Marco che suona l'armonica, emiparesi spastica; Giuseppe il batterista, con la sindrome di Williams; Tiziana, corista, con tetraparesi spastica.
 
Per "Stravedo per la vita" è stato realizzato anche un videoclip - on line subito dopo l'esibizione  - dal collettivo romano degli “Scarti” in partnership con Cubik TV. Protagonisti i ragazzi della band.
 
La band, che fa parte della cooperativa Arcobaleno di Frascati, è nata nel 1989 al rientro da una vacanza in un villaggio turistico per ragazzi con disabilità: alcuni di loro hanno scoperto di avere in comune la passione per la musica e hanno deciso di unirsi. Nel corso degli anni il gruppo si è arricchito di nuovi elementi: alcuni se ne sono andati, anche a causa dell’aggravarsi della patologia. Oggi il gruppo è composto da circa 20 elementi, suddivisi in diverse formazioni, che si esibiscono a seconda dell’impegno richiesto.
 
Il testo della canzone. “Come  un vecchio marinaio, mentre osserva nuove coste, nel silenzio della notte vuole risposte, la vita nel mio caso un po’s’è divertita: non ci vedo più, ma stravedo per la vita. Quante sono le domande che rimangono nel vuoto? Sono veramente tante, beh io ci nuoto. Non reggo i pessimisti e la gente risentita via le facce tristi perché io sì, stravedo per la vita. Mai tirarsi indietro, perché io stravedo per la vita. E guardo sempre avanti, affronto la salita, anche se non ci vedo, io stravedo, stravedo per la vita. Quando posso sempre canto, perché questo mi difende. Fuggo la malinconia, guai a chi si arrende. Mi  piace stare in gruppo, non fare l’eremita. Anche se non ci vedo, sai cosa penso io? Stravedo per la vita”.

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