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25 novembre, da Aism il Glossario contro violenza e discriminazione multipla

È scaricabile a partire da oggi, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il Glossario contro la violenza messo a punto da Aism per combattere la discriminazione multipla, attraverso storie e testimonianze in prima persona di donne con disabilità

25 novembre 2021

ROMA - "Ho subito negli anni una forma di discriminazione multipla subdola e massacrante. Una discriminazione lavorativa, istituzionale, personale, di genere e di malattia". Si apre con questa testimonianza il Glossario contro la violenza messo a punto da Aism per combattere la discriminazione multipla, attraverso storie e testimonianze in prima persona di donne con disabilità. Il Glossario è scaricabile a partire da oggi, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, sul sito www.aism.it e progettoideaaism.it e dal 30 novembre si potrà trovare presso le sezioni AISM sul territorio. Disabilità, discriminazione, mobbing, stalking, violenza di genere sono solo alcune delle parole che si trovano all'interno del Glossario, redatto dalle “Donne Red” in collaborazione con Aism per il progetto I>Dea.
"È uno dei tanti strumenti del progetto, nato per mettere in risalto temi, atteggiamenti, pensieri e convinzioni sociali che determinano la discriminazione multipla- fanno sapere da Aism- ma soprattutto per imparare a riconoscere i mille volti della violenza". Conoscere, infatti, è il primo passo per contrastare e fronteggiare le discriminazioni che le donne con disabilità subiscono e per rafforzare la loro consapevolezza riguardo al genere, che spesso viene “coperta” dall'esperienza della propria malattia e disabilità. "Condividiamo tutte le parole. Condividiamo tutti gli strumenti che ci sono. Inventiamone di nuovi e non rassegniamoci mai più alla discriminazione e alla violenza- commenta Rachele Michelacci, vicepresidente Aism- Il cammino è ancora lungo ma non per questo ci dobbiamo fermare. Aism non vuole fermarsi e continuerà nel suo impegno quotidiano verso ogni forma di discriminazione. Facciamolo insieme".
Il Glossario raccoglie anche le storie di tante donne nel capitolo “Io sono stata discriminata”. Donne con sclerosi multipla che hanno subito una qualsiasi forma di discriminazione, in famiglia, nella società e sul lavoro. Storie di forza per rivendicare il proprio diritto ad essere donna anche se disabile: "Sono stata sposata con un uomo che ha sempre esercitato su di me violenza psicologica, mi ha letteralmente demolito. 'Chi vuoi che ti si prenda, ridotta così', mi diceva. L'ho lasciato". E altre testimonianze questa volta nel mondo del lavoro: "Poco dopo la diagnosi, il mio capo area mi ha suggerito di non dichiarare la sclerosi multipla poiché nessuno avrebbe mai scommesso su un cavallo zoppo. Avevo 26 anni ed era il mio primo impiego". L'intento è dunque quello di condividere esperienze, perché ricordare vuol dire non rivivere certe situazioni e prendere coraggio per affrontarle
"Abbiamo bisogno di strumenti, di consapevolezza, di formazione. Per questo è il tempo di fare insieme una rivoluzione culturale- prosegue Michelacci- Bisogna mettere la parola 'fine' a un contesto discriminante, che sin dall'inizio alle bambine fa regalare bambole che lavano, stirano e cucinano in casa mentre i maschietti hanno aerei, robot e supereroi che se ne vanno in giro a salvare il mondo. Donna deve voler dire, finalmente, autodeterminazione, empowerment, inclusione".
E autodeterminazione, empowerment, inclusione sono altre parole contenute nel Glossario del progetto I>Dea per ricordare, come indicato nella Carta dei diritti delle persone con sclerosi multipla, che "tutte le persone con Sm hanno diritto alla piena inclusione in ogni momento e luogo e in condizione di effettiva equità, superando ogni forma di discriminazione e rimuovendo ogni ostacolo che sia di impedimento, con particolare attenzione alle condizioni di donna con Sm. La lotta alla discriminazione di genere è una delle principali priorità individuate per la costruzione dell'Agenda della Sm 2022-2025. Ancora oggi la parità tra uomini e donne è un obiettivo non raggiunto, conseguenza di modelli sociali, culturali, economici e organizzativi. Raggiungere l'uguaglianza di genere è uno tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030".
La violenza, intanto, a volte è fisica e duramente visibile; ma tante altre volte, come i sintomi della sclerosi multipla, può essere subdola, nascosta. "A volte è psicologica, a volte economica, è di tanti tipi. Magari la persona che vedi ogni giorno lancia un messaggio nella bottiglia. E tu devi riuscire a raccogliere la bottiglia nel mare e a decifrare anche le sue parole incerte e rovinate dall'acqua. Ci sono situazioni per cui è difficilissimo tirare fuori quello che si ha dentro: e allora non dobbiamo dare mai niente per scontato e prestare sempre la massima attenzione". A dirlo è Claudia Spadoni della Sezione Aism di Ancona, giornalista e una delle 117 Donna Red, “Rete empowerment donne”, una rete di donne “sentinelle”' formate e pronte in ogni sezione Aism, in ogni territorio, a recepire e segnalare tutti i casi in cui la rete associativa debba intervenire a supporto delle ragazze e delle donne con sclerosi multipla vittime di discriminazione. Una rete che oggi, 25 novembre, si fa sentire sui social con l'hastag #maipiù, inteso come "mai più alla discriminazione e mai più alla violenza, perché le donne con sclerosi multipla, ma più in generale tutte le donne con disabilità, sono discriminate due volte, una perché donne e l'altra perché disabili".
Il progetto I>Dea - Nasce quasi due anni fa, per impegno di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), con il cofinanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - DG Terzo settore e Rsi Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore, e si occupa di tutela, accoglienza, informazione verso quelle donne con sclerosi multipla che hanno conosciuto discriminazione, desolazione e sopraffazione, violenza fisica e psicologica, e mobbing negli ambienti di lavoro. L'idea di fondo del progetto I>Dea è basata sulla necessità di fornire nuovi e specifici strumenti per rispondere e orientare in modo competente e coerente le richieste delle donne con Sm e nello stesso tempo di far emergere risorse, esperienze, criticità anche in collaborazione con i territori e con i centri antiviolenza in una logica che promuova e valorizzi le capacità e competenze delle donne con Sm e della rete associativa Aism.
E il progetto I>Dea sta dando i suoi frutti per informare e fare cultura sui diritti delle donne e sulla non discriminazione di genere: più di 7.000 ore di formazione, 4 tutorial per le donne, 2 card informative, un glossario sulla discriminazione e linee guida per aziende in merito alla discriminazione sul lavoro, 10 digital talk e la costituzione del Gruppo Donne Red composta da 117 donne “antenne sul territorio”.
Il progetto che Aism ha realizzato in partnership con Associazione Differenza donna, con la collaborazione di Human Foundation e AsphiI Onlus, nel corso degli ultimi due anni, considerando anche il periodo di lockdown, ha dato chiavi di lettura importanti nella lotta alla discriminazione a cui sono spesso sottoposte le donne con disabilità, andando a “scoperchiare” quello che ancora oggi è un tabù.

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