SuperAbile






In Sportelli e Associazioni

Notizie


Coordinamento autismo Piemonte: mancano fondi e strutture

Cento nuove diagnosi all'anno, strutture e fondi non bastano più. E' quanto è emerso dall'audizione del "Coordinamento autismo Piemonte" nella quarta commissione del Consiglio regionale

13 maggio 2021

TORINO - Il fenomeno autismo è in forte crescita in Piemonte: ci sono 100 nuove diagnosi all'anno e strutture e fondi non bastano più. E' quanto è emerso dall'audizione del "Coordinamento autismo Piemonte" (che rappresenta 20 associazioni del settore) nella quarta commissione del Consiglio regionale. "Il Centro per gli adulti con autismo di Torino segue 750 persone ed ha liste di attesa lunghe fino a 12 mesi perché manca il personale", ha accusato la presidente del 'Coordinamento' Benedetta de Marchis.

Questo nonostante il fatto che il Piemonte sia tra le poche regioni italiane con un Centro per l'autismo degli adulti a Torino e uno a Castellamonte (vicino Ivrea), che segue 180 casi ma ha uno psichiatra in servizio per un solo giorno a settimana.

Riguardo quest'ultimo caso, la vicepresidente del 'Coordinamento' Arianna Porzi ha detto: "Uno psichiatra con sei ore a settimana deve seguire 180 casi: non è stato fatto un investimento nella formazione". I privati si sono organizzati da soli per sopperire al vuoto del pubblico, ha proseguito Porzi, ma ora "c'è bisogno di convenzioni per evitare che le famiglie si svenino per avere i servizi".

I guai del sistema sono stati ammessi da Roberto Keller, referente del Centro autismo per adulti della Regione Piemonte, che ha spiegato come "il fenomeno clinico sia in costante crescita: c'è un caso ogni 54 persone".

Seguire i casi ha "costi molto alti: da 5 a 10mila euro al mese a persona. Sono costi insostenibili: l'unico modo per gestire il fenomeno è attivare interventi territoriali con tutte le risorse necessarie". Tra i possibili fondi, ha concluso Keller, ci sono le risorse del Recovery plan, che ha assegnato 50 milioni all'autismo, "di cui il 25% espressamente destinato ai servizi rivolti alla fascia adulta che andranno suddivisi tra le regioni".

I fondi servono urgentemente anche perché a parte Torino e Castellamonte, spiega De Marchis, "negli altri territori della regione non si è riusciti a organizzare équipe dedicate a rispondere a una situazione tanto complessa. Le famiglie di queste persone adulte con autismo si sentono abbandonate, in casi estremi si ricorre al ricovero e ai sedativi".

Il Pd ha rilasciato una nota a firma del vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi e dei Consiglieri regionali Monica Canalis e Domenico Ravetti dove polemizza: "Ripartire dai territori non deve essere solo uno slogan, ma deve concretizzarsi in progetti puntuali", ovvero "creare equipe preparate in tutti i territori capaci di sostenere le famiglie e alleggerire il peso dell'unico centro regionale".

Secondo il Pd è assurdo che il centro di Torino con 12 mesi di lista d'attesa "si possa dedicare al servizio solo parzialmente perché obbligato a lavorare anche in altri ambiti".

Per questo secondo i democratici la giunta deve "strutturare una rete regionale con autonomia di gestione, capace di coordinare il lavoro su tutto il territorio".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati