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Assegno unico, Fish plaude: “Vinta una lunga battaglia”

Due volte, nel 2019 e nel 2020, Fish veniva chiamata in Commissione Affari Sociali della Camera per esprimersi sulla proposta di legge e presentava emendamenti, tra cui “maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità”. Falabella: “Emendamenti accolti. E nessuno sarà escluso”

6 aprile 2021

ROMA - “Siamo doppiamente soddisfatti: perché i nostri emendamenti a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie sono stati accolti e perché nessuno è stato escluso”: così Vincenzo Falabella, presidente della Fish, plaude all'approvazione in Senato dell’assegno unico e universale. E Fish ricorda che “ben due volte, il 19 ottobre del 2019 e il 27 ottobre 2020, veniva chiamata in Commissione Affari Sociali della Camera per esprimersi sulla proposta di legge. “E in quelle sedi presentava alcuni emendamenti. In particolare – rammenta la federazione - chiedeva al legislatore di far valere il principio che nessun assegno o dote potessero costituire l’occasione per ridurre o comprimere i servizi sociali, socio-sanitari e socio-educativi per la disabilità, già previsti dalla normativa vigente e in particolare dai Lea, i livelli assistenziali di assistenza”.

Non solo: “Quel provvedimento, anche se apprezzabile, non andava a compensare la necessità di politiche e servizi integrati e strutturali per la disabilità - ricorda oggi Falabella - Soprattutto, lanciavamo l’allarme sul fatto che rimanessero esclusi dal perimetro normativo previsto, per età e per condizioni di vita, cittadini che pur si trovavano in condizione di necessità e supporto”. E per questo, continua Falabella, “chiedevamo al Parlamento l’introduzione di altre misure inclusive per prevenire le diseguaglianze che il provvedimento, così come era stato concepito, rischiava di acuire. Nello specifico, sottolineavamo la necessità del riconoscimento di un assegno maggiorato rispetto agli importi previsti in misura non inferiore al 40 per cento per ciascun figlio con disabilità a carico, fino al compimento del ventiseiesimo anno di età. E una maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza di cui all’allegato 3 del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159. E ugualmente lo chiedevamo per la dote unica”.

Ricorda Falabella: “Proprio l’esame del disegno di legge ci ha offerto l’occasione di proporre indicazioni utili a migliorare un testo di importanza epocale e dall’impatto rilevante per le famiglie italiane, raccogliendo l’attenzione e l’apprezzamento dei parlamentari. Riteniamo che supportare la famiglia nel suo ruolo educativo, di cura, di luogo di relazioni, di primo medium dell’abitare sociale, e quindi dell’inclusione, sia un impegno ineludibile per tutti”.

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